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Serbia: Catturato il superlatitante Župljanin, presunto criminale di guerra

Mercoledì scorso nei pressi di Belgrado, la capitale serba, è stato arrestato Stojan Župljanin, uno dei quattro superlatitanti ricercati dal Tribunale Penale Internazionale per i Crimini di Guerra nella ex-Jugoslavia (ICTY) con sede a L'Aia, accusato di crimini di guerra commessi durante il conflitto nei Balcani del 1990. Lo ICTY lo cercava dal 1999 e il governo degli Stati Uniti aveva perfino offerto una cospicua ricompensa in denaro, fino a 5 milioni di dollari, per informazioni utili all'arresto o alla condanna di Župljanin. La blogosfera dei Balcani è in fermento per la notizia.

Il blog Genocidio di Srebrenica spiega così i capi d'accusa che gli vengono attribuiti:

Zupljanin, 56 anni, capo della polizia serbo-bosniaca durante la guerra fra Bosnia e Serbia a metà degli anni '90, inizialmente è stato accusato di genocidio ma l’imputazione fu successivamente ridotta a crimini contro l’umanità, gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra e delle leggi di guerra.

L’accusa afferma che nel 1992 Zupljanin ha pianificato, ordinato e compiuto atti persecutori nei confronti della popolazione bosniaca, bosniaco-croata e di minoranze non-serbe. Sempre secondo l’accusa, l’esercito comandato dall'ex alto ufficiale serbo-bosniaco si è reso colpevole di omicidi, torture e stupri sui civili non-serbi che vivevano in città e i villaggi della Bosnia-Erzegovina.

Inoltre, l’accusa dichiara che Župljanin ha ordinato l’illegale detenzione di persone in campi di concentramento privi di condizioni di vita adeguate, senza cibo, acqua o cure mediche, e fra le imputazioni a suo carico c'è anche la tortura.

Tre blog, Srebrenica Genocide Blog, Blog de veille sur les droits de l'homme en Serbie [Fr] e Samaha segnalano che al momento dell’arresto Stojan Župljanin ha dichiarato di chiamarsi Branislav Vukadin mostrando documenti con quel nome ma l’esame del DNA ha confermato la sua vera identità. E Samaha (che invita a guardare il film The Hunting Party – I Cacciatori – dove vengono narrati fatti realmente accaduti durante la caccia ad un criminale di guerra bosniaco) aggiunge:

Mladic, Karadzic e Hadzic … tra poco toccherà a voi.

Ma Douglas Muir nel blog A Fistful of Euros è più scettico di Samaha sull'arresto degli altri presunti colpevoli:

Mi stupirebbe se anche uno solo dei tre fosse catturato ma devo ammettere che l’arresto di Župljanin mi ha positivamente sorpreso. Ovvio, sarei felice di sbagliarmi!

E anche il blog How Bosnian and Balkan Wars Started ha inserito un articolo di Agence France Presse, l'agenzia di stampa francese, dove si parla delle reazioni positive dei leader bosniaci che guardano all'evento “come un segnale della Serbia alla futura estradizione degli altri ricercati tuttora latitanti”.

E l’ironico Eric Gordy di East Ethnia ha accolto favorevolmente la notizia dell'arresto definendola un passo avanti verso l’integrazione della nazione nell’Unione Europea:

…che ha ancora tre nomi nella lista degli indiziati per crimini di guerra da arrestare: Ratko Mladić, Radovan Karadžić, e Goran Hadžić. Questo assolve a una delle condizioni chiave poste dall'Unione Europea per la ratifica dell'Accordo di Associazione e Stabilizzazione fra UE e Serbia. Se poi il paese riesce a migliorare anche la qualità del vino prodotto e a diventare il numero uno nel tennis mondiale, ecco che si fa un altro passo avanti.

Steve Albert commenta l'articolo con questo post:

Il fatto è che i pezzi grossi sono Karadzic e Mladic. Se hanno preso Župljanin possono prendere anche Mladic. È questo il vero banco di prova, cioè se la Serbia è pronta a soddisfare le condizioni per entrare nella UE.

Tuttavia Hugh Griffiths, sul blog di B92, propone una diversa interpretazione dell'arresto e del suo tempismo:

… che Kostunica sia finito è ormai chiaro da quando la polizia segreta ha reso pubblico il proprio voto con l'arresto del presunto criminale di guerra Stojan Župljanin.

Perché se Kostunica e i suoi amici radicali saranno chiamati a formare il prossimo governo, certamente chi ascolta le conversazioni dei cellulari fra criminali e politici non avrebbe mai arrestato un presunto criminale di guerra alla vigilia dell'entrata in funzione di un governo dominato proprio dal Partito Radicale, dato l’impegno elettorale preso dai suoi esponenti che qin tal caso nessun altro latitante verrebbe consegnato al Tribunale de L’Aia.

C'è stato quindi un attimo di popolarità via Eurovisione ed è comparsa una scritta sui muri delle ville di Dedinje, la collina della nomenklatura. Arresti per crimini di guerra = “Per una Serbia europea” che sta formando il prossimo governo…

Infine, su YakimaGulagLiteraryGazett, in un intervento intitolato: “Sì, possono arrestare la gente se lo VOGLIONO”, si legge fra l'altro: :

Non ci vedo una coincidenza e nemmeno gli altri qui con me la vedono sotto questa angolazione…

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