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India: altri attentati ad Ahmedabad

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Ad appena 24 ore dagli attentati a Bangalore, oggi dalla città di Ahmedabad, nello stato del Gujarat, giungono notizie di testimonianze un nuovo attacco terroristico. Sedici esplosioni sono state avvertite in diversi quartieri della città. Pur trattandosi, come negli attentati di Bangalore, di esplosioni di entità limitata, secondo le prime notizie sarebbero 18 le persone uccise. Scrive Kishalaya sul suo blog:

La mia più grande paura è diventata realtà; poco dopo le bombe di Bangalore, una serie di esplosioni concatenate ha colpito Ahmedabad questo sabato sera. Proprio come quelle di Bangalore, anche in questo caso le deflagrazioni erano di bassa intensità. Sembra ci siano oltre cento feriti, già portati in ospedale.

Su Musings from Chennai si parla dell'assenza di misure di sicurezza.

Il Governo statale dovrebbe darsi da fare a modernizzare le forze di polizia, equipaggiandole con telecamere a circuito chiuso, dispositivi di intercettazione telefonica, e sopratutto permettere loro di occuparsi in piena indipendenza della lotta alla criminalità anziché dover seguire cose di poco conto.

Non vedo perchè prendersela col Governo centrale – non capisco nemmeno come mai le agenzie federali dichiarino di aver messo in allerta le autorità statali. Si tratta di informazioni di routine, senza alcun valore specifico.

Su un forum di discussione denominato pagalguy, un utente si chiede chi vada ritenuto responsabile delle scarse condizioni di sicurezza delle città indiane.

Pensiamo davvero che si debba dare loro tutta la colpa di questi attentati, di tale barbarie? È davvero possibile per le agenzie di sicurezza controllare i movimenti di oltre un miliardo di cittadini? In quanto cittadini responsabili, non abbiamo anche noi dei doveri da compiere? Cosa facciamo in simili situazioni? Credete basti fare un gran casino dopo l'attentato, e poi tornarsene alla vita di sempre?

In un altro forum chiamato IndiaMike, un utente, che vive nei pressi della zona delle esplosioni, scrive:

… Ho sentito un enorme ‘boom’ poco fa, vicino a casa nostra (Maninagar), così ho chiesto a mia moglie cosa fosse successo. Ora stiamo seguendo i telegiornali. Mio cognato vive proprio vicino al luogo dove è scoppiata una delle bombe.

Per fortuna tutta la famiglia sta bene. Finora non avevo mai pensato alla possibilità di attentati…

Mentre le testate televisive indiane diffondono le notizie man mano che affiorano, come già accaduto ieri, qualcuno continua a darsi da fare su twitter. L'utente Siyab fa notare: “voglio dire, pensate alle esplosioni di Ahmedabad, la gente ha cominciato a dare aggiornamenti prima ancora che i siti dei giornali dessero la notizia…”. Intanto Retributions si domanda perchè si diffondano ancora appelli alla calma dopo tutti questi attentati.

Infine, sul Indian Raksa si ricorda come il sistema indiano non sia riuscito ad occuparsi delle falle nell'apparato di sicurezza, ribadendo la tipica successione di eventi di ogni attentato:

* L'attentato
* L'appello alla calma
* La condanna
* Lo scaricabarile (che a quanto pare difettava a Shantanu [re di Hastinapura nell'opera epica Mahābhārata] )
* Il sospetto di una “partecipazione straniera”
* Gli arresti

… gli arrestati vengono quindi processati e condannati a morte, o messi in galera dopo processi che durano parecchi anni, poi partono le petizioni per la grazia presidenziale, che rimangono in pendenza in qualche remoto archivio degli uffici governativi. Oppure, lo stesso procedimento giudiziario suscita sommovimenti popolari che portano a nuovi attentati, oppure i condannati vengono rilasciati come riscatto per qualche personaggio importante, o in cambio di suo figlio o sua figlia, o dei passeggeri di un aereo dirottato. Infine i terroristi liberati si dedicano alla pianificazione di nuovi attentati.

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