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India: commenti all'accordo sul nucleare e agli attentati

Mentre si discute dell'accordo tra India e Stati Uniti sul nucleare, l'India è colpita da una serie di attentati. I commenti ai post di Global Voices vertono sui risvolti dell'accordo e sul futuro del governo, sul problema della sicurezza nazionale e sui mandanti degli episodi terroristici.

Monta il dibattito sull'accordo nucleare India-USA

Sanjoy Das (8 luglio) osserva che le cinque maggiori potenze non si sarebbero certo dotate di arsenali nucleari se non per trarne vantaggio, quindi “non vedo perché un Paese che ospita un sesto della popolazione mondiale dovrebbe esserne privo. Considerato fra l’altro che l’India non ha mai partecipato alla proliferazione nucleare, non avrebbe senso penalizzarla per 70 testate, mentre altre nazioni che hanno collaborato col Pakistan la passano liscia”. Infine, esorta l’India a non capitolare dinanzi alle pressioni internazionali, a prescindere dall’esito dell'accordo con gli USA.

Interviene Jay il 9 luglio, riferendo delle critiche all’UPA (United Progressive Alliance), la coalizione di governo che non avrebbe ancora chiarito alcuni punti fondamentali, quali l'andamento del prezzo dell’uranio nei prossimi quarant’anni e l'eventualità che le ‘misure correttive’ di cui si parla prevedano un Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Egli ritiene che sia “cruciale rispondere a questo, per non incorrere in seguito in problemi peggiori, auspicando maggiore trasparenza in merito da parte dell’UPA. Prima di fare qualsiasi altra cosa, infatti, la coalizione di governo dovrebbe chiarire al suo interno questi aspetti, come l'adesione ai vincoli posti dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica)“. Jay elenca poi i cinque quesiti avanzati dai partiti della sinistra.

- È prevista la possibilità, nel caso gli USA o gli altri Paesi fornitori di materiale nucleare vengano meno ai patti, di escludere i reattori di importazione dal pacchetto di vincoli di sorveglianza imposti dall’AIEA?
– È prevista l'esclusione dal pacchetto AIEA, per i suddetti motivi, anche dei reattori nucleari per uso civile?
– Quali sono le misure che l'India può adottare se Stati Uniti o altri produttori di energia nucleare decidono di interrompere la fornitura?
– Quali sono le misure correttive che l’India potrà adottare in caso di interruzione delle forniture energetiche da parte degli USA o del gruppo di Paesi fornitori di materiale nucleare?
– Quali condizioni dovrà rispettare l'India nel caso si decidesse di applicare misure correttive, dal momento che con la firma dell’accordo sui vincoli di sicurezza e con l'approvazione dei vertici AIEA il governo indiano sarà di fatto escluso dai processi decisionali successivi, di esclusiva pertinenza statunitense?

Non mancano poi critiche a Global Voices come veicolo di opinione: si inserisce in tal senso El Oso, osservando che i post pubblicati da GV “non sono indicativi di quanto gli indiani pensano in proposito, ma solo del pensiero di tre blogger”.

Segue l’intervento di Himanshu (10 luglio), per il quale l’accordo con gli USA va contro gli interessi dell’India perché “creando una dipendenza nucleare dagli Stati Uniti si ostacolerebbero i progressi della ricerca scientifica già in atto nel Paese”. Inoltre, sorgerebbero problemi sul fronte degli accordi Iran-India sul gasdotto, dal momento che l’India dovrebbe votare contro l’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Quello che Himanshu auspica è piuttosto lo “sviluppo di tecnologie nucleari proprie da parte dell'India, che potrebbe in seguito rivenderle ad altri Paesi (ovviamente solo per usi civili) traendone vantaggi economici”.

Ibrahim (13 luglio) fa notare come sul tema dell'accordo nucleare India-USA stia infuriando il dibattito politico in tutto il Paese. Lo stesso Governo, infatti, “è ancora indeciso sul da farsi ma nonostante molti gruppi abbiano avviato la discussione, la stragrande maggioranza dei cittadini non ne è consapevole o è addirittura oggetto di strumentalizzazioni politiche”. Il fatto ineluttabile, sottolinea Ibrahim, resta però che “l’India, potenza economica emergente il cui fabbisogno cresce di giorno in giorno, si trova sull’orlo di una crisi energetica”. Ibrahim prosegue notando che quella nucleare, di tutte le risorse energetiche, è la più affidabile e disponibile, oltre che la più economica. Secondo lui, “l'accordo riconosce all'India il ruolo di potenza nucleare che le spetta e favorisce l'importazione di materiale nucleare da Paesi come Russia, Francia e Australia, oltre che dagli USA”; pertanto non vi vede quell'atto di sottomissione denunciato da alcune parti politiche, ma piuttosto “una cooperazione bilaterale necessaria fra paesi produttori di energia nucleare, e al tempo stesso un contributo determinate allo sviluppo della potenza economica del Paese”.

Gli fa eco il Dr. S.V. Ranade (19 luglio), ingegnere ambientale, che insiste su economicità e affidabilità dell'energia nucleare per la sicurezza ambientale. Dopo aver elencato tutti i vantaggi che deriverebbero dall'accordo con gli USA, suggerisce “un accostamento fra l'attuale situazione e le lotte di potere descritte nel romanzo ‘Blackout’ di Arthur Hailey”. Ranade conclude con un invito a visitare il suo blog, Envis, che fornisce informazioni più dettagliate in materia.

India: Bombe a Bangalore

Dopo l'attentato del 25 luglio, Shryam LSI nota che perlomeno “l'attentato ha movimentato la vita di Bangalore, ora invasa dai media. Restano oscuri i mandanti: i luoghi colpiti erano affollati, ed è difficile capire contro quale gruppo religioso fosse rivolto l'attentato. Inoltre, poiché i cittadini locali sono soliti diffidare della polizia, Shryam li incita a collaborare, per “dare la caccia a quegli animali (non possiamo certo definirli esseri umani)”.

Ravi sapeva che sarebbe successo a Bangalore, perchè in India la polizia non è in grado di impedire cose del genere. Conclude ricordando che “nonostante il numero delle vittime non sia elevato, potrebbero esserci molti altri attentati nei prossimi cinque anni: ormai, la media è di un'attentato ogni due mesi”.

Per concludere, Pallavi Kapoor ricorda i doveri di ogni buon cittadino: “È compito di ogni indiano aiutare il proprio governo, in ogni modo possibile, fosse solo stando attenti! Chiedo anche al governo di rafforzare le difese, perchè la minaccia terroristica è sempre presente. E, per carità, installate dei dispositivi di rilevamento bombe nelle zone più frequentate!
E voi, poliziotti, vi prego! fate il vostro dovere fino in fondo, dopotutto si tratta del vostro paese!”.

Altri attentati ad Ahmedabad

Nick prevede che “la colpa ricadrà su Narendra Modi e il Governo, e verrà detto alla gente di calmarsi”. È vero che non sono in molti ad aver subito le conseguenze delle esplosioni, però: “Se la gente e la società tutta non reagiscono, (inclusa una gran parte dei musulmani innocenti), tutto ciò finirà col ripetersi”.

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