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Georgia: Ossezia del Sud – Appelli alla tregua olimpica

La guerra tra Georgia e Russia per l'Ossezia del Sud [en] nei media internazionali sta facendo passare in secondo piano le Olimpiadi 2008 di Pechino e comincia a sollevare interrogativi su quale dovrebbe essere il significato reale della manifestazione sportiva internazionale. Alcuni blogger, notando la coincidenza dell'inizio delle ostilità con l'inaugurazione dei giochi, parlano di Tregua Olimpica.

AllEver affronta la questione in dettaglio:

I malaugurati eventi degli scorsi giorni in Ossezia del Sud fanno pensare subito alla tregua olimpica. Durante le Olimpiadi dell'antichità, tutte le città-stato partecipanti ai Giochi osservavano una tregua universale.
[…]
Qualora una di queste città-stato avesse violato la tregua, dando inizio a un conflitto, ci sarebbero state multe salate, e l'esclusione dalle competizioni, cosa che era considerata una grande onta.
Ancora oggi, c'è un movimento che sostiene la pratica della Tregua Olimpica. Le Nazioni Unite hanno adottato la “Risoluzione Tregua Olimpica” per le Olimpiadi di Pechino, eppure due delle nazioni in gara, Georgia e Russia, si danno battaglia per la disputa territoriale che riguarda l'Ossezia del Sud.
[…]
Bisognerebbe saperne di più sul significato della Tregua Olimpica, e le nazioni dovrebbero ricominciare a rispettarla. Che livello di civiltà crediamo di aver raggiunto, se non riusciamo a tutelare e conservare la pace nemmeno per una quindicina di giorni ogni quattro anni? La società contemporanea è divenuta talmente ostile e instabile?
Possiamo solo sperare che il conflitto si ridimensioni rapidamente, e che i due Paesi seguano l'esempio dei propri atleti, riconciliandosi.

Anche Giusco's Corner commenta sulla Tregua Olimpica.

Sulle testate dei mass media internazionali si parla in questi giorni prevalentemente dei Giochi Olimpici in Cina e della guerra tra Russia e Georgia. Nell'antica Grecia, quando si svolgevano le Olimpiadi, le ostilità tra le città venivano interrotte, per consentire ai giovani di prendere parte alle gare. Questa pratica, usata per la prima volta nel 776 a.c., veniva chiamata ‘ekecheiria’ (Tregua Olimpica).
[…]
Nonostante questi appelli, mentre nell'antichità la tregua veniva sempre rispettata, nei tempi moderni e “civili” – in cui le Olimpiadi sono diventate un'evento globale, governato da interessi economici e politici – la pace olimpica viene rispettata di rado, e i fatti recenti del Caucaso ne sono la dimostrazione.
Forse dovremmeo prestare maggiore attenzione a tutto ciò…

Anche Mad Minerva 2.0 ritiene che il vero spirito olimpico sia andato perduto:

Col mondo distratto dalla fanfara olimpica, il Caucaso ha cominciato a bruciare perchè la Georgia e la Russia sono ai ferri corti per l'Ossezia del Sud. Si tratta di un brusco risveglio dalla scintillante retorica olimpica di fratellanza globale e cose del genere. Gli antichi greci, quella gente che combattevano tra loro tanto quanto con gli altri popoli, ebbero almeno l'idea di istituire la “tregua olimpica”, la sospensione delle ostilità nel periodo dei Giochi. Oggi, questa “tregua” è solo un'idea che appare sempre più ingenua.
[…]
È il momento di far intervenire i pagliacci – intendo dire, i diplomatici.

Ma forse non si sono perse tutte le speranze. Mentre Unzipped pubblica la foto di due atlete abbracciate, Penguin Six rileva che Natalia Paderina e Nino Salukvadze, georgiana, hanno rivolto un appello alla pace.

Abbiamo già dei candidati alla Medaglia Pierre de Coubertin per il Vero Spirito Sportivo: sono due tiratrici, una russa ed una georgiana, che oggi hanno condiviso il podio nella specialità del tiro a segno femminile. La georgiana Nino Salukvadze e la russa Natalia Paderina, ex compagne di squadra nel team dell'Unione Sovietica, dopo aver vinto rispettivamente un bronzo e un argento, hanno trovato il tempo per rivolgere un appello alla pace nell'Ossezia del Sud, martoriata dal conflitto.

Tuttavia Beijing Olympic Games 2008, nota ironicamente che la Paderina e la Salukvadze hanno vinto una medaglia… sparando.

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