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Libano: Ancora commenti all'attentato di Tripoli

Il Libano torna ad occupare i titoli dei principali giornali a causa di un’esplosione che ha squarciato un autobus a Tripoli, uccidendo 18 persone, tra cui alcuni militari, e ferendone un'altra decina. Sebbene il giorno dell'esplosione sia stato lo stesso della prima visita in Siria del neo-presidente libanese Michel Suleiman – una visita estremamente attesa e seguita sia dai membri del governo sia da quelli dell'opposizione – la notizia dell'esplosione ha dominato le prime pagine di tutti i giornali.

Su Across the Bay Tony suggerisce che questo incidente sia la continuazione della trama che la Siria, insieme a seguaci e alleati in Libano, ha ordito per sconvolgere l'indipendenza del Paese, anche in relazione a eventi e conflitti precedentemente avvenuti a Tripoli:

I Siriani e Hezbollah hanno cercato di delegittimare l'esercito a livello locale nella comunità sunnita (cosa che non avevano previsto quando ci hanno provato Nahr al-Bared e Fateh Islam, ma da allora sono migliorati), prima di dedicarsi ancora una volta a Tripoli.

Aggiunge Tony più avanti:

Questa è la prosecuzione della guerra del regime di Assad ai sunniti libanesi e, tramite costoro, alla fragile indipendenza del Libano di cui rappresentano un elemento portante. Questa la motivazione dietro l'assassinio di Rafik Hariri nel 2005, e lo stesso discorso è valido oggi.

La blogger che cura A Diamond’s Eye View of the World [en] è venuta a sapere dell'esplosione al suo risveglio, non appena collegatasi a Internet. Pensando all'assenza di notizie sul Libano come a un segnale positivo, scrive:

Ogni mattina, quando mi alzo, come prima cosa visito il sito della BBC news.bbc.co.uk [en]. Quando vivevo a Beirut, sapevo che sarebbe stata una bella giornata se il Libano non compariva tra le maggiori notizie del sito – o, peggio, se non era il titolo principale.
Ovviamente stamani ovunque si parlava del Libano, per via dell'attentato sull'autobus a Tripoli e della visita in Siria del Presidente Suleiman…
…Oggi guardavo Tripoli e mi sono chiesta, come spesso negli ultimi due mesi, cosa stia davvero succedendo da quelle parti – e cosa possa significare tutto ciò per il resto del Paese.

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