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Sahara Occidentale: tre tazze di té

Tea in Sahara
Foto di Steve Monty, ripresa da Flickr
con licenza Creative Common

Il blog Recuerdos del Sahara ci invita a condividere non una, bensì tre tazze di té perché, come sostiene la gente del posto:

El primer te es amargo cómo la vida. El segundo es dulce cómo el amor. El tercero es suave cómo la muerte.

La prima tazza è amara come la vita. La seconda è dolce come l'amore. La terza soave come la morte.

Teiera
Foto di Cristoph Andre, ripresa da Flickr
con licenza Creative Commons

Eva Moreno, [blogger] che vive a El Aaiun, descrive la sua esperienza nella preparazione del té del Sahrawi:

“La primera vez que intenté prepararlo me salio fatal, bueno, la primera y la segunda y la tercera… No es que sea muy difícil pero hay tener maña para calcular bien la cantidad de té y azúcar y para hacer la espuma: se vierte el té de un vaso a otro desde cierta altura, y es fácil que se salga fuera y ponga perdida la bandeja. Se prepara en brasas (”jmar”) de carbón vegetal (”fajar”). A muchos les gusta añadirle hierbabuena, cominos y otras plantas cuyos nombres no recuerdo ahora. La bandeja con patas se llama “tabla”, la tetera “berred” y los vasos “kisan”. El té sienta muy bien cuando hace calor; en el mes de Ramadan, al ayunar se tiene a veces dolor de cabeza, sobre todo si la noche anterior no se tomó el té y se tiene esa costumbre, a eso se le llama “tener la cabeza de té”.

“La prima volta che ho provato a prepararne una tazza, mi è riuscito disgustoso… beh, lo stesso è successo la prima, la seconda, e anche la terza volta… non che sia così difficile, però bisogna calcolare la giusta quantità di té e di zucchero perchè venga su la schiuma: devi versare il té da una tazza all'altra da un'altezza prestabilita, ed è molto facile che trabocchi e sgoccioli sul vassoio. Va preparato su di un braciere (“jmar”) con la carbonella (“fajar”). A molti piace con la menta, il cumino e altre spezie di cui ora non ricordo il nome… Il vassoio con le assicelle si chiama “tabla”, la teiera è detta “berred” e le tazze “kisan”. Il té è più buono caldo; nel mese del Ramadan [il mese del digiuno per i musulmani], talvolta il digiuno provoca mal di testa, specialmente se la sera prima hai dimenticato di bere il tè, a cui eri ormai abituato. Da qui il detto ‘essere fatto di té'”.

Come in molte altre culture, gli abitanti del Sahara Occidentale hanno sviluppato una serie di riti e cerimonie sociali intorno al té; possiamo immaginare di trovarci nel deserto, con il cielo notturno privo di nubi, la luna piena e una tazza di té… (o due, o tre)! Alla salute!

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