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USA: Longest Walk 2 per i diritti dei nativi americani

Due settimane fa si è conclusa a Washington, DC, la Marcia di 8.000 miglia (13.000 chilometri circa) a sostegno dei diritti dei nativi americani, della tutela ambientale e dell'arresto dell'effetto serra . Partita dalla costa opposta, dalla Baia di San Francisco l'11 febbraio 2008, la Longest Walk 2 ha presentato al Congresso USA un Manifesto di 30-pagine e un elenco di richieste riguardanti anche la mitigazione dei mutamenti climatici, la sostenibilità ambientale, la tutela dei luoghi sacri e altri temi attinenti alla sovranità e al benessere dei nativi americani.

Centinaia di partecipanti in rappresentanza di oltre 100 nazioni di nativi americani, unitamente a un gruppo internazionale di attivisti, hanno affrontato un viaggio di 175 giorni (4.200 ore) che ha toccato 26 stati seguendo due diversi itinerari, alle prese con pioggia, neve e persino di un tornado. Lungo le strade percorse, i partecipanti hanno anche provveduto a raccogliere oltre 8.000 sacchi di immondizia. Il Manifesto for Change recita “Attraversando quei territori, siamo inorriditi nel constatare fino a che punto la Madre Terra sia stata vittima di abusi, devastazioni e sfruttamento”.

La Lunga Marcia 2 giunge a Washington DC
Foto ripubblicata da Fotogallery della Longest Walk DC

L'evento ha anche commemorato la Lunga Marcia del 1978, quando grazie a una campagna simile, si impedì la promulgazione di 11 disegni di legge contrari agli interessi dei nativi americani in discussione al Congresso, arrivando poi all'approvazione dell’ American Indian Religious Freedom Act .

Malgrado il disinteresse dei media ufficiali (sia negli Stati Uniti che altrove), l'evento si è rivelato un esempio riuscito di impegno collettivo, confermando l'efficacia dei citizen media. Infatti il sito ufficiale della marcia offre molte informazioni e centinaia di immagini, e decine di a filmati – come quello che riprende una cerimonia nuziale tenutasi nel corso della Marcia presso la comunità di Carson City, in Nevada:

Particolarmente toccante la sezione Voices from the Walk, con diversi post che, attraverso sentiti racconti in prima persona, riportano oltre ai problemi quotidiani e alle battaglie e conquiste personali, anche le testimonianze dei partecipanti, le dichiarazioni politiche e molto altro ancora.

In uno di questi racconti, Melinda fa luce sulla sacra routine di tutti i giorni:

[South Route: Greensboro, 22 giugno, 2008 ore 10:27] La routine: svegliarsi [alle 4 del mattino]; pregare e infagottare poi la propria roba per caricarla sui camion, separando le tende e i sacchi a pelo – che vanno su un camion – dai bagagli che vanno sull'altro. Poi ci si dispone tutti in cerchio. Dopo un briefing sui programmi della giornata, uno dei membri anziani esegue il rito della fumigazione per benedire i partecipanti mentre marciano in fila. La terra tace. Ogni cosa è ancora avvolta dal sonno. La luna illumina con la sua luce la strada che iniziamo a percorrere. Tendiamo invano le orecchie alla ricerca di qualche suono lontano nel buio. Ma per un bel po’, l'unico suono udibile è quello dei nostri passi. Già, è il suono di sessanta persone in cammino. Tutto da ascoltare.

Maggie Madden riporta un esempio di quell'interdipendenza globale che si respira in simili occasioni:

[South Route: 25/06/08] La prima colazione era davvero squisita. Ogni volta che i giapponesi sono di turno in cucina mangiamo cibi molto salutari e gustosi. Kiyoko, che in Giappone cucina per mestiere, è la cuoca più attiva durante la marcia. L'unico motivo per cui non è stata qui per tutto il tempo è perché è dovuta tornare in Giappone per rinnovare il visto. Sta sempre ad armeggiare in cucina per prepararci pietanze squisite, e cammina con noi ogni giorno. Vi si dedica con anima e corpo.

Cambiando registro, Dennis Banks, uno dei leader della marcia e cofondatore dell’American Indian Movement nel 1968, ringrazia pubblicamente la GM [General Motors]:

[giovedì, 26 giugno 2008] Il direttore generale della GM Cheri Grohoski, condividendo i timori sollevati dalla Lunga Marcia 2 in materia ambientale, e sottoscrivendo la campagna “The Clean Up Mother Earth Campaign” lanciata dalla Marcia, dopo aver avviato i dibattiti con Ray St. Clair i primi di febbraio del 2008 ha poi offerto a quest'ultimo, il 24 giugno 2008 presso la sede centrale della GM a Detroit, nel Michigan, tre autoveicoli che serviranno da rinforzi sia per il prelievo dei rifiuti che per il trasporto degli anziani a Washington, DC e dintorni.

Naturalmente, non sono mancati i momenti drammatici per i partecipanti alla Lunga Marcia. Brenda Norrell descrive così una carica della polizia che li ha sorpresi a Columbus, in Ohio:

[mercoledì, 4 giugno 2008]. La polizia di Columbus, Ohio, ha immotivatamente attaccato i partecipanti, prima puntando un'arma immobilizzante contro la testa di Michael Lane, per poi costringere a terra Luv the Mezenger per ammanettarlo. Lunedì 2 giugno a Columbus, durante la camminata di preghiera della Longest Walk Northern Route, sono sopraggiunti volanti e cellulari della polizia, che ha attaccato i partecipanti senza neanche indagare sullo scopo della marcia di preghiera e senza appurare se il dipartimento dei trasporti dell'Ohio ne fosse al corrente o meno.

Quest'episodio è stato in seguito affrontato nel corso della trasmissione radiofonica dedicata alla Lunga Marcia dall'emittente web Earthcycles, su cui si trovano anche report dal vivo.

Quanto alle finalità complessive di iniziative di questo calibro, Brita Brookes, altra partecipante alla Marcia, ci fornisce una sua chiave di lettura:

[martedì 27 maggio 2008] La causa principale delle tensioni e dei conflitti che animano questo pianeta risiede talvolta nelle incomprensioni che nascono tra due culture diverse, o nella mancanza di conoscenza reale che l'una ha dell'altra, per cui congetture, maldicenze o mere interpretazioni erronee di determinati comportamenti o stili di vita possono essere l'anticamera di eventi pericolosi persino peggiori, forse, di sismi e tornadi.

Infine, due domande inevitabili: “Cosa ne è del bagaglio acquisito negli ultimi 5 mesi? E cosa succederà dopo?

Tra tanti interventi, Morning Star Gali pronuncia parole di pace e gratitudine, che suonano come un messaggio di speranza per i percorsi futuri:

[giovedì 17 luglio 2008] Negli ultimi giorni della marcia, ho provato il più possibile a parlare con i partecipanti, a dialogare con i giovani per sentire dalla loro voce come hanno vissuto questa esperienza, quali sono state le difficoltà riscontrate e cos'abbia significato per loro. A tutti quelli che ho incontrato, ho stretto la mano e li ho ringraziati per aver preso parte alla marcia, per il loro sacrificio e le loro preghiere, perché senza di loro, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

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