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Ecuador: come affrontare la crisi economica globale?

Stradina di El Panecillo, Ecuador
Una stradina appena prima di El Panecillo [es] e la Banca Centrale Ecuadoregna, situata nella parte coloniale di Quito, in Ecuador. La foto è di Sin Duda, usata con licenza Creative Commons

I rapporti resi pubblici qualche giorno fa dall'Institudo Nacional de Estadistica y Censos (INEC) fanno ben sperare, rivelando un calo dell'inflazione rispetto ai dati rilevati nello stesso mese dello scorso anno (0.71% contro 0.66% ). In questo settore sembra che il Presidente Correa non debba preoccuparsi granché, pur se nessuno sa con certezza come implementerà le modifiche alla Costituzione recentemente approvata. Tuttavia, altri Paesi sudamericani non sono stati altrettanto fortunati. Persino la borsa di San Paolo [it], maggior centro finanziario dell'America Latina [es], ha dovuto sospendere per due volte le contrattazioni, dopo aver subito cali del 10% e del 15%, finendo per chiudere a un minimo di 5.43%. Il Messico ha chiuso a -5.40%, Buenos Aires a -5.90%, Santiago a -6.20%, Bogotà -4.86% mentre Lima è sprofondata a -9.27%.

Galo Chiriboga (Ministro per il Petrolio e le Risorse Minerarie) è preoccupato per il possibile calo del prezzo del petrolio sotto i 90 dollari e ciò potrebbe influire sui piani dell'Ecuador di finanziare la riforma tanto attesta. Finora, si prevede che la riforma Costituzionale costerà intorno ai 3.700 milioni di dollari, ma reperire una somma simile sarà ben più arduo se i prezzi del greggio dovessero scendere sotto gli 85 dollari al barile, cifra di riferimento per il bilancio 2009 dell'Ecuador.

Alcuni blogger ecuadoregni, osservando la situazione all'estero, dubitano che in USA l'aiuto federale di 700 miliardi possa risolvere la crisi economica globale avviata dagli stessi Stati Uniti. Joselias Sánchez Ramos di Dialogo con Joselias [es] è il primo a concordare con [l'ipotesi] per cui la crisi americana si starebbe ripercuotendo sul mondo intero, e in particolare sull'America Latina. Ritiene però che qualcuno trarrà sicuramente beneficio da questa situazione:

La crisis del mercado financiero estadoundiense pronto dominado por cuatro titanes que ofrecerán toda la gama de servicios financieros: Wells Fargo, JPMorgan Chase, Citigroup y Bank of America.

La crisi del mercato finanziario statunitense sarà dominata presto dai quattro titani che offriranno una vasta gamma di servizi finanziari: Wells Fargo, JPMorgan Chase, Citigroup e Bank of America.

Omar Vargas di Cambiemos Ecuador [es]  si interroga sulle differenze tra l'intervento della Federal Reserve negli Stati Uniti in questa crisi e le risoluzioni adottate in Ecuador per una congiuntura simile nel 1999 – secondo lui, non ve ne sono. Il blogger critica poi gli aiuti statali USA, dichiarando che serviranno solo a rafforzare l'idea per cui a prescindere da quali obbligazioni finanziare si acquistano, dalla cattiva gestione imprenditoriale o dalle modalità d'investimento, ci sarà sempre Zio Sam a salvare l'America. E conclude così:

El salvataje hecho a AIG no debió haberse dado, pero la situación política (elecciones) los estándares morales y éticos equivocados y una ideología paternalista de los gringos a la larga producirán una crisis mayor en los EEUU y se extenderá a nivel global.

Il salvataggio finanziario dell'AIG non andava fatto, ma la situazione politica (elezioni), standard morali ed etici sbagliati, e l'ideologia paternalista dei gringos finirà per causare un'enorme crisi negli Stati Uniti, che si estenderà a livello globale.

Rubén Dario Buitrón, altro blogger ecuadoregno (nonchè giornalista e scrittore), pubblica la traduzione in spagnolo di una lettera aperta scritta da Michael Moore [it]. Il titolo scelto per ripubblicare la lettera la dice lunga: El salvaje salvataje en EE.UU [es] (The savage bailout in the U.S. [in] – Il selvaggio salvataggio in USA)

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