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Egitto: sentenza storica per le molestie sessuali contro le donne

In un processo senza precedenti, Sherif Gommaa è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali, condannato a tre anni di prigione, lavori forzati, e obbligato a pagare una multa di 5.001 lire egiziane a Noha Roshdy Saleh per averla infastidita per strada.

Zeinobia [in] ha festeggiato la sentenza dicendo che quella di Noha è la vittoria di Laila [it]:

Oggi è stata pronunciata una sentenza storica per molestie sessuali in Egitto, una vittoria per Laila, una vittoria di tutte le donne egiziane.

Noha Roshdy è stata molestata da Sharif Gabril un paio di mesi fa e per la prima volta la donna ha deciso di portare il proprio molestatore di fronte alla giustizia affinché pagasse per il crimine commesso, poiché di crimine si tratta.

Noha si è ribellata coraggiosamente per conto di ogni donna o ragazza egiziana.

Gabril, il molestatore, è stato condannato a 3 anni di prigione e questa è la prima sentenza del genere nella storia egiziana.

Sulla segretezza del processo Zenobia ha scritto:

Il giudice ha condotto il dibattimento in segreto, il che significa che nessuno tranne le parti coinvolte ha potuto assistere al processo, tranne la famiglia del colpevole e gli amici di Noha presenti in aula.

Ovviamente i familiari del colpevole hanno cercato di difenderlo come se non avessero figlie femmine, dicendo di venire dalla campagna e di avere sani principi morali che non prevedono comportamenti del genere!! E Noha, la sboccata ragazza di città, ha anche pronunciato la parola “tette” nel rapporto steso dalla polizia!! Nessuna brava ragazza avrebbe il coraggio di pronunciare una simile parola!! Che dicano pure ciò che vogliono!!

Come ho scritto recentemente [in], molte egiziane vittime di molestie scelgono di tacere e molti molestatori incolpano le stesse donne per il loro modo di vestire e comportarsi. Zeinobia commenta così:

Di sicuro c'è ancora molta strada da fare, ma Noha è una ragazza coraggiosa. Rompere il silenzio e il tabù denunciando le molestie ricevute non è un atto di cui vergognarsi, ci sarebbe da vergognarsi del contrario piuttosto. Il Profeta Mohamed ‘Pbsl’ [it] una volta ha detto: Colui che non mostra o non dice la verità è un demone silenzioso.

La persona che assiste con i propri occhi a un caso di molestie sessuali, non la denuncia e non tenta di fermarla è un demone silenzioso. Se siamo davvero una società religiosa che segue la Sunna [it] allora perché non osserviamo questa regola così importante?

La donna che non denuncia le molestie subìte è un demone silenzioso perché può sopravvivere a quell'episodio, ma un'altra sorella potrebbe essere vittima di uno stupro dalla stessa persona se non viene fermata in tempo.

Il padre di famiglia che non sostiene la figlia che vuole difendere questo suo diritto pensa che sia una specie di disonore rompere tale tabù poiché è una macchia, una maledizione che va abbattendosi sulla famiglia.

Non siate demoni silenziosi.

Zeinobia interviene anche sul modo in cui le vittime delle molestie vengano maltrattate e ulteriormente offese dalla polizia:

La polizia vi prenderà sul serio se si trovano di fronte persone che fanno sul serio.

Comunque è in corso un'indagine del Ministero degli interni sullo spiacevole trattamento riservato a Noha nella stazione di polizia.

Anche Fantasia's World [in] ha rilanciato il caso di Noha:

Ieri ho letto il caso di una coraggiosa donna dell’Alto Egitto [it] di nome Bikhyta che, attaccata da un lupo, ha combattuto per tre ore, durante le quali ha perso due dita di una mano.. comunque alla fine Bikhyta è riuscita a uccidere il lupo.. da sola.

Parlando del lupo umano, Fantasia scrive quanto segue:

L'uomo dava per scontato che Noha sarebbe stata fortunata se fosse riuscita a superare una crisi depressiva. Era sicuro che non avrebbe fatto altro che alzarsi e dirigersi verso casa, portando con sé vergogna e dolore, per poi buttarsi su un cuscino a piangere. Non poteva certo pensare che Noha non fosse una di quelle ragazze. Con sua sorpresa, si rese conto che Noha si sarebbe rialzata come una tigre, avrebbe inseguito il furgone per poi buttarsi al volo nell'abitacolo, costringendolo a fermarsi e uscir fuori. Ce l'ha fatta! Lo ha tenuto fermo per la collottola e lo ha trascinato alla stazione di polizia denunciandolo per molestie.

La maggior parte delle egiziane non ha il coraggio di parlare e denunciare questi incidenti per paura di scandali e umiliazioni pubbliche:

Basti pensare che lo stesso molestatore, l'autista del furgone, credeva che Noha fosse pazza! Non riusciva a capire perché una ragazza avrebbe dovuto mettersi in una situazione del genere solo per far arrestare qualcuno che le aveva toccato il petto! Capite? Questo è il succo del discorso, ragazze.. la vostra passività nel denunciare le molestie ha fatto si che sia diventato normale essere trattate in maniera così umiliante! Ma questa volta, la buona vecchia tattica del laissez-faire non è risultata vincente. Questo è il modo in cui i molestatori là fuori vedono le donne.. per loro, non siete le ragazze educate che non sopportano l'idea di essere molestate perché siete solo delle timide verginelle! Siete solo delle puttane che devono tacere dopo essere state usate sessualmente. Questo è quello che siete.

La passività delle donne ha rovinato le strade del Cairo:

Lo shock provocato da Noha non si è fermato qui.. poiché si è formato subito un bel gruppetto di persone curiose di sapere i motivi di tutto quel vociàre. Alcuni di loro avevano assistito a quanto accaduto sin dall'inizio. Ma secondo Noha: “alcuni hanno cercato di aiutare l'uomo a rientrare nel furgone per farlo scappare.. altri tentavano di calmarmi dicendo che lo avrebbero convinto a chiedermi scusa e, quando ho scartato questa eventualità, hanno cercato invano di capire quale crimine avesse commesso, non capivano perché fossi così determinata a portarlo dalla polizia e mi dicevano che ero pazza. Uno di loro mi ha persino detto ‘non capisco perché una come te lo faccia, prendersela con gli uomini!’ Mentre altri continuavano a guardare dai balconi senza neanche preoccuparsi di dare una mano.”

Vi starete chiedendo, c'erano altre donne in strada a quell'ora?.. Beh, secondo Noha, solo una donna si è offerta di aiutarla.. e il suo aiuto è stato questo: dire a Noha, “ragazza mia lascia perdere, lascialo perdere, non ti umiliare in questo modo!”

Alla fine del suo post Fantasia si chiede:

‘Ma in che razza di società viviamo?! È gente normale? Oppure avevano respirato qualche tipo di gas sconosciuto che ha fatto perdere loro la ragione? No davvero, sembra che la nostra società soffra di un attacco di isterìa collettiva! La gente è assolutamente fuori di testa! Hanno perso qualsiasi tipo di buon senso! Si mettono a incolpare la vittima perché vuole avvalersi dei propri diritti?.. Davvero??.. Aiutano il colpevole a fuggire dalla scena del crimine??.. Veramente??.. Questa sarebbe la nostra presunta società religiosa, osservante e conservatrice?? Accidenti!

Si, giustizia è fatta. Ma non tutto è bene quel che finisce bene. Infatti, questo lieto fine è solo l'inizio che ha aperto una piccola finestra su un mondo malvagio e moralmente corrotto. Ad esempio.. mi hanno fatto letteralmente infuriare alcuni commenti postati dai lettori su Al Masry Al Youm [in] questa mattina. Alcuni di loro continuano a incolpare le donne come causa delle molestie!!.. Qualcuno rifiuta di ammettere che Noha è un essere umano e una cittadina che ha il diritto di camminare sicura per strada!! i Alcuni non riescono a vedere oltre i capelli di Noha!! Come se questo fosse il motivo che ha spinto il molestatore a toccarle il seno, non il semplice fatto di essere una donna! Non hanno ancora imparato nulla.. insistono nell'umiliare la propria umanità e degradarsi al livello animale. Ma forse nemmeno gli animali si comportano così fra di loro!

L'episodio rivela l'esistenza di un problema serio in Egitto. Il problema è la gente, la loro mentalità, la loro psicologia, i valori e il modo in cui percepiscono certe questioni. C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo Paese. E dobbiamo risoverlo. Il caso di Noha è solo l'inizio.. ci ha messo di fronte all'oscurità che attanaglia la nostra anima in quanto società. Adesso dobbiamo scoprire la malattia che sta divorando il nostro sistema morale e portandoci alla miseria spirituale come esseri umani.

La blogsfera festeggia la vittoria di Noha. Gli utenti di Facebook hanno creato diversi gruppi per rendere onore al coraggio di Noha; All for Noha Roshdy [ar], Kolona Noha Roshdy [ar] (siamo tutte Noha), Noha for President [ar], mentre altri gruppi hanno pubblicato il verdetto sul proprio spazio dedicato ai commenti inviando messaggi di congratulazioni ai loro membri qui [ar], qui [ar] e qui [ar].

1 commento

  • […] a ottobre 2009, l’aggressore di Noha fu condannato a tre anni di carcere, dopo il rifiuto della giovane di ritirare la sua denuncia, la notizia fece il giro delle testate […]

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