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Haiti: i blogger locali sul crollo della scuola di Pétionville

Il fatto che Haiti [it] non meritasse certo un’ulteriore tragedia [in] non attenua la gravità della notizia. Questa volta si è trattato del crollo di una scuola [in] a Pétionville [in], che ha provocato la morte di decine di bambini [in] e il ferimento di moltissimi altri [in]. I blogger haitiani hanno prontamente manifestato cordoglio e solidarietà.

Haiti Innovation [in] scrive:

Ci sono tragedie annunciate. Durante le stagioni dei tornado, si può prevedere che Haiti verrà investita da qualche tempeste tropicali. Altre tragedie, invece, come il crollo della scuola di Petionville, ieri, giungono inattese. Come sempre, è stata la comunità locale la prima a rispondere, provando a rimuovere la maggior parte dei detriti, operazione assai ardua senza l'equipaggiamento pesante necessario.

Livesay Haiti Weblog [in] ha confermato che i bambini sono rimasti intrappolati sotto i detriti, invitando la gente a “pregare per tutti quelli coinvolti”, come pure Pwoje Espwa [in], il quale ha fatto notare come gli sforzi dei soccorritori fossero stati ostacolati “dalle baraccopoli della zona intorno alla scuola, dalla ripidità del terreno e dall'assenza nel Paese di un'infrastruttura di soccorso organizzato”.

Pwoje Espwa [in] prosegue con un altro post, stavolta dedicato alla memoria di Mariella Delisca, una delle vittime:

Aveva diciannove anni, ed era buona amica di Nick Kocmich (Nico), che aveva collaborato con noi un paio di anni fa. Nick ora si trova a Port-au-Prince, e gestisce la Norwich House, chiesa della Diocesi di Norwich, nel Connecticut. Mariella era considerata parte della famiglia di Norwich, e ci mancherà terribilmente. Preghiamo per la sua famiglia, gli amici e tutti coloro hanno perduto i propri cari in questo terribile incidente, che proprio ora scopriamo aver portato via con sè 82 vite.

The Blesh Family [in], che vive nei pressi della collina della scuola, ha ammesso che la situazione era “terribile”, mentre RHFH Rescue Center [in] ci racconta di un amico che trovandosi nelle vicinanze “è riuscito a recarsi sul posto per vedere cosa stesse accadendo”:

Mi ha raccontato che c'era una classe di 47 studenti, 45 dei quali sono morti. Ha visto estrarre molti corpi dal palazzo. I corpi venivano caricati sul retro di un pickup, e portati via come nulla fosse. Oggi abbiamo sentito alla radio che le vittime sarebbero circa 80. In quella scuola c'erano almeno 500 studenti.

Nel frattempo, The Haitian Blogger [in] si è detto rattristato che le Nazioni Unite [in] abbiano deciso di destinare dei fondi alla “stabilizzazione” piuttosto che alle infrastrutture:

Sono nato a Petion-Ville. È un sobborgo della capitale di Haiti, Port-Au-Prince. Un edificio di tre piani del mio paese, una scuola di nome “La Promesse”, è crollato ieri, nella mattinata. L'intero edificio si è sbriciolato. Il cemento è caduto sui circa 5-700 studenti, dall'asilo al liceo, che quel venerdì frequentavano la scuola.

I morti sarebbero almeno 50. Al momento, gli haitiani stanno scavando con le mani e lavoreranno anche di notte per estrarre le centinaia di bambini che sono rimasti intrappolati sotto le macerie.

Quando le Nazioni Unite occuparono Haiti, il Presidente del piccolo Paese caraibico Rene Preval fece richiesta di trattori e bulldozer, necessari a ricostruire l'infrastruttura del Paese, e non di carrarmati e armi da fuoco. A tutt'oggi sono 9000 le truppe Onu stanziate ad Haiti. Il bilancio annuale (dal 1° luglio 2008 al 30 luglio 2009) è di 601.58 milioni di dollari (fonte: MINUSTAH Facts and Figures [in]).

La cifra equivale a 50,13 milioni di dollari al mese. 1.640.000 dollari AL GIORNO.

Se Haiti avesse avuto più bulldozer, ieri, sarebbero stati salvati molti più bambini.

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