chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Cuba: blogger a convegno, nonostante i divieti governativi

Un meet-up di blogger cubani, svoltosi il 6 dicembre scorso, rischiava di essere cancellato dalle autorità governative. L'evento, previsto da mesi con la partecipazione di 25 persone, era stato etichettato dalle autorità come “controrivoluzionario”. La notizia è trapelata da conversazioni private avute poco prima del meeting tra funzionari del Ministero degli Interni e una delle più note blogger dell'isola, Yoani Sánchez, vincitrice del concorso Best of Blogs e autrice del blog Generación Y [sp].

Yoani Sánchez ha ricevuto un avviso di comparizione presso la locale stazione di polizia, avviso che ha fotografato e prontamente pubblcato sul blog. L'incontro con i funzionari governativi si è svolto lo scorso mercoledì. , Subito dopo, Sánchez ha pubblicato un resoconto dell'accaduto:

El encuentro es breve y el tono enérgico. Somos tres en la oficina y el que lleva la voz cantante se ha presentado como el agente Roque. A mi lado, otro más joven, me observa y dice que se llama Camilo. Ambos me anuncian que pertenecen al Ministerio del Interior. No están interesados en escuchar, hay un guión escrito sobre la mesa y nada que yo haga los distraerá. Son profesionales de la intimidación.

El tema me lo esperaba: estamos cerca de la fecha para el encuentro de blogger que, sin secretismo ni publicidad, hemos estado organizando desde medio año y ellos me anuncian que tenemos que suspenderlo. Media hora después, cuando ya estábamos lejos de los uniformes y de las fotos de líderes en las paredes, reconstruimos aproximadamente sus palabras:

“Queremos advertirle que usted ha transgredido todos los límites de tolerancia con su acercamiento y contacto con elementos de la contrarrevolución. Eso la descalifica totalmente para dialogar con las autoridades cubanas.

La actividad prevista para los próximos días no puede ser realizada.

Nosotros, por nuestra parte, tomaremos todas las medidas y haremos las denuncias pertinentes y las acciones necesarias. Esta actividad, en los momentos que vive la Nación, de recuperación de dos huracanes, no será permitida.”

L'incontro è stato breve, dai toni accesi. Nell'ufficio siamo in tre, e uno dei due funzionari, con voce baritonale, si è presentato come agente Roque. Affianco a me, il più giovane, che non mi toglie gli occhi di dosso, dice di chiamarsi Camilo. Dicono di lavorare per il Ministero degli Interni, e non vogliono ascoltare quanto ho da dire: l'incontro segue un copione prestabilito, e nulla distoglierà la loro attenzione dal canovaccio. Sono dei professionisti dell'intimidazione.

Il tema dell'incontro non mi ha certo sorpreso: si avvicina la data del meet-up dei blogger cubani, che staimo organizzando da sei mesi, senza farne mistero e urlandolo ai quattro venti, e il Ministero vorrebbe cancellarlo. Circa mezz'ora dopo, lontani dalle uniformi e dalle foto dei leader appese al muro, proviamo a ricostruire quanto è stato detto.

“Vi avvertiamo: frequentando e tenendo i contatti con gli elementi controrivoluzionari avete superato i limiti della nostra sopportazione. [Questa condotta] non vi qualifica a dialogare con le autorità cubane.

L'attività da voi prevista nei prossimi giorni non può svolgersi.

Da parte nostra, prenderemo ogni iniziativa necessaria, faremo le opportune denunce e intraprenderemo ogni azione necessaria [ad impedirne lo svolgimento]. Quest'incontro non sarà tollerato, specialmente ora, che stiamo cercando di recuperare i danni subiti da ben due uragani”.

La Sánchez non è stata l'unica blogger a essere convocata negli ufficiali governativi. Anche Claudia Cadelo, di Octavo Cerco ha ricevuto una visita inattesa da parte della polizia, e parla di questa sgradita sorpresa nel post intitolato “Me too!”, corredato da una foto dell'incontro:

Con Reinaldo Escobar en el teléfono, aún sin conexión, y enterándome por él de todo lo ocurrido, no tuve tiempo a expresar mi frustración ante la anulación de nuestro primer encuentro de bloggers, pues en ese mismo momento un policía tocó a mi puerta para entregarme mi respectiva citación:

Presentarse mañana en la estación de policía de Zapata y C a las 2 pm.

Ero al telefono con Reinaldo Escobar (il marito di Yoaní Sánchez), e non essendo ancora senza connessione internet, mi stavo facendo raccontare cos'era successo a Yoani; non ho fatto nemmeno in tempo a esprimere la mia frustrazione per la cancellazione del nostro primo meeting di blogger cubani, che in quel preciso momento un ufficiale di polizia ha bussato alla porta per consegnarmi l'avviso di convocazione:

Si presenti alla stazione di polizia di Zapata y C alle ore 14.00.

Cadelo ha pubblicato una sua foto, sorridente, mentre regge in mano l'ordine di comparizione, con uno striscione sullo sfondo che dice: “I love Minint (Il Ministero degli Interni)”. L'immagine ha attirato l'attenzione di Enrique del Risco, che ritiene la foto un sintomo dei “tempi che cambiano” e scrive [sp]:

La sonrisa y el orgullo con que enarbola un papel que cada vez da menos miedo. El desafío y la complicidad. Y ese cartel al fondo que lo dice todo diciendo lo contrario con una gracia reservada para cosas menos serias. Los tiempos cambian porque ella sabe que no está sola, que ahora mismo mirando esa foto –con un punto de angustia, es cierto- estamos todos nosotros.

Il sorriso e l'orgoglio che traspaiono evidenti annullano ogni sensazione di paura. La sfida, la complicità. La scritta di sfondo, che dice tutto il contrario [di ciò che intende], rivela un senso dell'umorismo spesso riservato a questioni più frivole. I tempi stanno cambiando, perchè lei sa di non essere sola, e che in questo momento tutti noi – sicuramente un pò preoccupati – ne stiamo guardando la foto.

Nonostante gli avvertimenti dei funzionari governativi, la Sánchez ha subito confermato che l'incontro si sarebbe svolto come previsto. In un lancio dell'agenzia Free Press [sp], la Sánchez scrive che questo tipo di tattiche intimidatorie del Governo non fanno altro che suscitare maggiore attenzione verso il suo blog, aumentandone il traffico. Considera inoltre eccessive le preoccupazioni del governo, dal momento che il meet-up non è di natura politica, quanto piuttosto un incontro per discutere delle tecnologie telematice e delle proprie esperienze personali.

Per saperne di più sullo svolgimento dell'incontro, tenutosi regolarmente il 5 e 6 dicembre, un breve resoconto compare sul blog Generación Y [sp] con una incredibile coda di 3357 commenti!

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.