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Nepal-India: dopo Mumbai, indiscrezioni sul terrorista catturato e altre ricadute

Le prime indiscrezioni sulla provenienza e l'identità di Ajmal Amir Kasab, l'unico terrorista degli attentati di Mumbai catturato vivo dalle autorità indiane, stanno facendo il giro della rete. Ma questa volta, insieme ai nomi di India e Pakistan, è spuntato anche quello del Nepal.

Il 15 dicembre, l'avvocato pakistano C M Farooque [in] ha affermato che nel 2005 Kasab sarebbe stato “rapito” dalle autorità indiane a Kathmandu con l'aiuto delle forze di sicurezza nepalesi per poi essere utilizzato in “piani segreti”.

“L'avvocato sostiene di aver scritto una lettera ai governi di Pakistan e India per informarli dell'accaduto. A tal proposito il legale avrebbe tenuto anche una conferenza stampa in Nepal in cui ha rivelato che Ajmal Kasab e molti sarebbero stati arrestato dalle forze di sicurezza nepalesi e detenuti in una località sconosciuta, per essere successivamente impiegati in progetti non meglio precisati. L'vvocato ha inoltre dichiarato di non aver avuto nessun contatto con Ajmal Kasab dal momento della sua scomparsa.”

Secondo Farooque, Kasab si trovava in Nepal con un permesso di lavoro e che le autorità indiane lo avrebbero portato via per un “secondo fine”. L'avvocato sostiene di essere stato contattato dai genitori di Kasab che gli avrebbero chiesto di aiutarli a trovare il figlio.

I blogger pakistani e indiani commentano con molto scetticismo le affermazioni di Farooque, poiché lo stesso Kasab ha ammesso il proprio ruolo negli attacchi, l'affiliazione con l'organizzazione terrorista Lashkar-e-Toiba e anche i suoi genitori in Pakistan lo avrebbero riconosciuto.

Il governo nepalese ha rilasciato un comunicato per negare le affermazioni di Farooque [in] in merito al sequestro:

“Non abbiamo nessuna informazione al riguardo,” ha dichiarato alla IANS [in] il portavoce ufficiale del ministro Nabin Kumar Ghimire.

Mentre l'effettivo rapimento di Kasab in Nepal dalle autorità indiane viene categoricamente negato sia da India che Nepal, e in Pakistan ben pochi sembrano crederci, il Nepal è stato duramente criticato per l'incapacità di gestire le frontiere con l'India. Le critiche più veementi sono arrivate soprattutto dal versante indiano. Sono in molti a credere che il lungo, aperto e fatiscente confine costituisca un grave fattore di rischio per la sicurezza sia dell'India che del Nepal.

Ajit Chak scrive quanto segue su Merinews [in]:

“Vista la minaccia rappresentata dal gruppo Lashkar e dai suoi alleati, specialmente dopo gli eventi di Mumbai, ci si aspetterebbe che i governi di Nepal e India prendessero dei provvedimenti per controllare le zone di confine incontrollate con l’Uttar Pradesh [it], o che almeno si cercasse una collaborazione bi-laterale all'uopo.”

Non mancano tutttavia le critiche nei confronti dell'India in seguito agli attentati di Mumbai. Il Dr. Hari Bansha Dulal su Nepali Perspectives [in] sostiene che l'India dovrebbe rivedere le proprie scelte operative in materia di sicurezza nazionale:

“La linea morbida dell'India per quanti minacciano lo stato nepalese non si è conclusa con la generosità nei confronti dei maoisti. L'India continua ad offrire un porto sicuro per i gruppi secessionisti armati che vogliono cancellare il Nepal. Come può il supporto pakistano dei jihadisti che vogliono liberare il Kashmir essere diverso dall'approccio indiano che chiude un occhio nei confronti di gruppi violenti che rivendicano la secessione? La lotta armata in Nepal non sopravviverebbe senza la complicità indiana.”

Insieme al dibattito sulle politiche di India e Nepal e l'identità di Kasab, dopo gli attacchi di Mumbai, terroristi e simpatizzanti hanno utilizzato internet per celebrare gli autori della strage. Il Times of India [in] rivela che in parecchie chat room si parla di Lashkar-e-Toiba. Messaggi che glorificano gli attacchi terroristici di Mumbai e diffondono odio contro America, Israele e Regno Unito sono assai diffusi in questi spazi frequentati da estremisti.

“Alcuni di questi cyber-terroristi, che danno informazioni su come unirsi al Lashkar-e-Toiba, invitano la comunità a compiere atti simili negli Stati Uniti e in Inghilterra. Ajmal Amir Kasab e gli altri nove terroristi coinvolti negli attentati di Mumbai vengono descritti come eroi.”

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