chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Siria: una blogosfera (molto) divisa

Siria: una blogosfera divisa.

Durante lo scorso fine settimana la blogosfera siriana è rimasta invischiata in un dibattito infuocato. La discussione sviluppatasi rispecchia le posizioni di alcune aree del dissenso siriano su un'ampia gamma di problemi fondamentali: identità, religione, stato e libertà individuale.

Il casus belli è costituito da un post pubblicato da Ahmad Edilbi [ar], in cui costui invitava pubblicamente qualche hacker a distruggere certi blog siriani a suo dire “immorali” [ar]:

فمنها ماكان همها الشاغل التعبير عن حريتها الشخصية (الغير أخلاقية) والتنفيس عن سرائر النفس بإسلوب لا أخلاقي وحتى يصل لمرحلة الشذوذ و الكفر “و العياذ بالله”
[…]
فاسمحوا لي إذا بتوجيه دعوة لك شخص قادر على اختراق المواقع والمدونات بأن يقوم بمراسلتي لإعطائه بعض المواقع التي تحتاج إلى تدمير ..
Alcuni blog perseverano nell'esprimere libertà personali (di tipo immorale) e pensieri in maniera indecorosa, parlando persino di omosessualità e infedeltà (Dio le proibisce).
[…]
Invito chiunque sia in grado di violare siti e blog a contattarmi via mail, in modo che possa inviare loro un elenco di questi siti che andrebbero oscurati.

La reazione al post è stata furibonda e molti sono stati i commentatori che hanno decisamente rifiutato la posizione dell'autore.
Per qualche giorno, l'incidente non ha raggiunto la parte anglofona della blogosfera – quella linguistica è una delle barriere della blogosfera siriana.

Il vero dibattito è iniziato quando Razan Ghazzawi [ar] ha rilanciato il post per fare un confronto tra blogger siriani ed espatriati [ar]:

اخيرا اود ان اقول, وبصراحة, ان عالم التدوين السوري باللغة العربية يعاني من اشكاليات لا اراها في التدوين السوري الاغترابي. كنت اقرا التدوين السوري باللغة الانكليزية لثلاث سنوات, تدوين الاغتراب, ورغم انني انتقلت الى العربية نتيجة غربتي عن تدوين الاغتراب والمحلي على حد سواء, لكنني لم اقرا اية تدوينة من المغترب السوري -عدا عن مدونة ميسلون -نطقت بهكذا منطق الغائي من قبل, مما يستدعي السؤال التالي:

ما معنى ان تكون اول مدونة سورية تدعو الى الغاء زملائها في التدوين السوري مدونة محلية باللغة العربية وذات خطاب ديني؟

Per concludere, vorrei dire in tutta onestà che il mondo dei blogger arabi in Siria è afflitto da problemi che non vedo tra i blogger residenti all'estero. Leggo blog siriani in inglese (blog della diaspora) da tre anni ormai e, nonostante abbia deciso di scrivere definitivamente in arabo perché mi sentivo un estraneo sia tra gli emigrati che tra i locali, non avevo ancora letto un solo blog in inglese – eccetto Maysaloon [in] – che adottasse una logica talmente negativa, il che mi porta alla domanda:
Quale il senso di un blogger che per la prima volta chiede l'oscuramento di altri blogger siriani, quando trattasi di uno del luogo, di un blogger arabo con una narrativa religiosa?

Il post è stato poi ripreso da altri, e ciascuno ha considerato l'incidente da un punto di vista differente.

Dania di My Chaos [in] parla di quella che considera una febbre religiosa [in] che attraversa la società e, di rimando, anche la blogosfera:

Non m'importa, dopo tutto è sempre libertà d'espressione, ma alcuni scrivono cose che non rispettano la libertà d'espressione “altrui” e, cosa ben più grave, la attaccano anche. Qualcuno può aiutarmi a capire cosa sta succedendo? La nostra società si sta forse auto-ipnotizzando con la religiosità per negare una tragica realtà? È qualcosa di sistematico? O di caotico? Si tratta di concedere la libertà di associazione religiosa dopo decenni di controllo spietato? È una sorta di sistema immunitario contro l'ostilità dei media internazionali nei confronti dell'Islam? Di che si tratta?!

Abu Fares [in] esprime le riflessioni personali sull'attuale stato della blogosfera siriana [in]:

Il movimento siriano dei blogger è nato come grido di rivolta secolare/liberale nei confronti dell'autoritarismo politico. I primi scritti parlavano di libertà individuali, attaccavano il processo decisionale unilaterale dell'establishment politico siriano e sostenevano il pluralismo. In generale si trattava per lo più di post in inglese. Invece il trend attuale, in gran parte centrato sull'arabo, sembra caratterizzato da un'ampia corrente di fanatismo religioso. Non sempre questi nuovi arrivati si oppongono apertamente all'establishment politico, tuttavia ne condividono la visione/sogno comune di un risveglio islamico capace di sistemare quel che non va nel Paese e nel resto del mondo.

Il post ha dato vita a un dibattito e a decine di commenti.

Il confronto è stato ulteriormente ampliato con le diverse prospettive proposte da Dubai Jazz [in], Abu Kareem [in] e Ayman Haykal [ar].

Lo scambio infuocato evidenzia chiaramente alcune delle problematiche più urgenti e controverse che dividono la società siriana. L'impatto di internet e dei media in generale, le definizioni di libertà personale e di concetti quali Stato e Legge, le differenti correnti ideologiche che grosso modo propongono una visione secolare e una religiosa per il futuro.

Il dibattito mette inoltre in luce l'a mpia divisione esistente nella blogosfera siriana e l'isolamento dei vari gruppi tra loro. La discussione è rimasta quasi completamente limitata ai blogger che hanno familiarità con la lingua inglese (escludendo i commenti al post di Ayman [ar]), così come il dibattito sviluppatosi a seguito del primo post [ar] è stato ristretto quasi esclusivamente ai blogger arabi.

Pur se i blogger non rappresentano un'immagine quantitativamente fedele delle dinamche sociali siriane, tuttavia incarnano molti dei colori e delle correnti in circolazione e che, talvolta, finiscono per scontrarsi in tale società.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.