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America Latina: appello per la pace in Palestina

Colomba della pace

Foto di Daquella Manera, ripresa su licenza Creative Commons.

Espressioni di solidarietà per quello che sta avvenendo a Gaza giungono da ogni angolo delle Americhe. Molti blogger latino-americani stanno dando voce alla loro frustrazione oltre che alle speranze di pace per quell'area del mondo. Ritengono tuttavia che dopo questi bombardamenti la possibilità di raggiungere la pace in Medio Oriente vada allontandosi ulteriormente.

Il blogger Voces [sp] scrive da Cuba:

Se va el 2008 con las noticias de costumbre sobre los bombardeos en Gaza. Como si fuera posible perder la capacidad de asombro, de enojo e impotencia, de rabia concentrada ante los muertos, antes los médicos que se desesperan porque no alcanzan para aliviar tanta herida abierta, tanta sangre. Grito a la paz por Palestina, grito a la paz y a la esperanza, luto en medio de las fiestas de este mundo que poco tiene que festejar. Grito a la paz por Palestina… paz… paz… paz… PAZ… PAZ.. PAZ… PAZ… PAAAZ!!!… a ver si alguien escucha…

Il 2008 si conclude con le notizie dei bombardamenti a Gaza. Come se fosse possibile perdere la capacità di impressionarsi, infuriarsi, sentirsi impotenti e arrabbiati per i morti. I medici sono disperati perché non riescono a curare così tante ferite aperte, così tanto sangue. Io grido il mio appello alla pace per la Palestina, invoco la pace e la speranza. Sono a lutto mentre si festeggia in questo mondo che ha poco da festeggiare. Grido pace in Palestina… pace… pace… pace… PACE… PACE… PACE… PACE!!! Vediamo se c'è qualcuno che ascolta…

Su Barricada [sp], blog collettivo del Nicaragua, Giorgio Trucchi si mostra preoccupato per i metri diversi usati dalla comunità internazionale. Mentre il Nicaragua è stato sanzionato in modo rapido ed efficace, nessuno sembra voler intervenire seriamente per la Palestina, né l'Unione Europea né gli U.S.A.:

La comunidad internacional parece estar observando con impotencia esos acontecimientos y lo que podría ser uno de los desenlaces más cruentos y feroces contra el pueblo palestino. Hasta el momento no se le mira ese fervor, demostrado en otras ocasiones, en exigir sin titubear el respeto de los tan declamados derechos humanos. Ni se está viendo ese mismo fervor, que por ejemplo en las semanas pasadas la Unión Europea y los Estados Unidos demostraron contra Nicaragua, con el congelamiento de fondos y proyectos y resoluciones parlamentarias, frente a las condiciones espantosas en que vive la población palestina en los territorios de Gaza.

La comunità internazionale sembra osservare impotente questi eventi, che potrebbero portare alla fine più crudele e tragica per il popolo palestinese. Finora non si sono sentiti i ferventi appelli che in altre occasioni hanno preteso senza esitazioni il rispetto dei tanto declamati diritti umani. Non si vede lo stesso zelo dimostrato, ad esempio, poche settimane fa dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti contro il Nicaragua, con il congelamento dei fondi, dei progetti e delle risoluzioni parlamentari, specie se rapportato alle condizioni impressionanti in cui vive la popolazione palestinese nei territori di Gaza.

Susana Villarán, dal Perù, esprime la sua opinione sul background [sp] della situazione in atto a Gaza, aggiungendo che fra i problemi nel territorio palestinese non c'è soltanto il conflitto armato, ma anche l'aver trascurato di proteggere i civili, oltre all'impunità:

La contraparte de la negligencia con la que actúan las fuerzas israelíes es la impunidad: un mes antes de estos ataques, Yesh Din, una organización israelí defensora de los derechos humanos, publicó un informe sobre la materia. Según este entre el 2001 y el 2007 unos 2000 civiles palestinos murieron a manos del ejército israelí. Sin embargo esas 2000 muertes produjeron únicamente 78 cargos contra soldados israelíes, y solo cinco de ellos fueron condenados. Aún en esos casos, las penas fueron sensiblemente menores a aquellas que permitía la legislación israelí.

Contrapposta alla negligenza con cui agiscono le forze armate vi è l'impunità: un mese prima di questi attacchi, Yesh Din, una ONG israeliana in difesa dei diritti umani ha pubblicato un rapporto sull'impunità. Secondo loro, fra il 2001 e il 2007 circa 2000 civili palestinesi sono morti per mano delle forze armate israeliane. Tuttavia, soltanto 78 di queste 2000 uccisioni sono state imputate ai soldati israeliani e appena 5 di questi sono stati condannati. E perfino in quei casi, le pene sono state leggermente più basse di quelle inflitte di norma dalla legge israeliana.

Il blogger peruviano Morsa si chiede perché sia necessario bombardare un'università [sp], facendo appello ai lettori affinché si adoperino contro la guerra e chiarendo che non tollererà alcun antisemitismo sul suo blog.

Continúa la barbarie en Gaza. Para que no quede dudas que el ataque no es selectivo (o por lo menos, militarmente selectivo), la Universidad Islámica de Gaza también ha sido bombardeada. El pretexto ha sido que en dicho centro de estudios se encontraban fuerzas extremistas, lo cual, como señala Akram Habeeb (profesor de literatura, becario Fulbright, de dicha universidad), es mentira.

Ancora barbarie a Gaza. Indubbiamente l'attacco non è selettivo, o quanto meno non prende di mira solo obiettivi militari. Anche l'Università Islamica di Gaza è stata bombardata. La scusa è stata che all'interno dell'Università vi erano membri estremisti, il che è una bugia, secondo Akram Habeeb, professore di letteratura e titolare di una borsa di studio Fulbright presso quell'università.

Il blogger Alta Hora de la Noche [sp] di Ayuxtepeque, El Salvador, riflette sulla complicata situazione:

Es un problema complejísimo, que desborda lo que yo pueda decir en unas líneas. Pero si no puedo decir que no me toca la barbarie, que no resiente mi corazon ver que una vez más la solución a los problemas de esa región del mundo en que vivo se vé más lejana.

Si tratta di un problema estremamente complesso, ben oltre quanto possa esprimere in queste poche righe. Ma non posso dire che quest'orrore non mi colpisca, che il mio cuore non soffra nel vedere che, ancora una volta, la soluzione ai problemi in quell'area del mondo appaia sempre più distante.

Molti intellettuali in Cile hanno firmato una dichiarazione pubblica contro gli attacchi, in segno di solidarietà con il popolo palestinese, che si può trovare su diversi blog tra cui “Poesia para Alentar Coraje” [sp], (Poesia per incoraggiare il coraggio).

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