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Bangladesh: i blogger protestano e auspicano la pace a Gaza

“Quanto sta accadendo a Gaza non può essere tollerato”, scrive [bn] il blogger Aprio, sintetizzando perfettamente i sentimenti della blogosfera bengalese nei confronti di quella che, agli occhi di molti, appare come “l'aggressione di Israele ai danni della popolazione civile palestinese”. Rakib osserva [bn] che la situazione attuale a Gaza rappresenta una terribile crisi umanitaria .

Ahmed Munir scrive [bn]:

Decisa ad annientare la razza palestinese, Israele ha attaccato la regione di Gaza. Divenuti profughi nella loro stessa patria, i palestinesi possono solo guardare con occhi impotenti gli incessanti attacchi israeliani a Gaza, che solo settimana scorsa hanno ucciso centinaia di loro connazionali… Dietro la motivazione ufficiale di voler tenere a freno Hamas, si nasconde un preciso programma di pulizia etnica a spese della popolazione palestinese. Si tratta del più iniquo e violento dei conflitti.

Farukh Wasif sostiene [bn] che quello di Israele sia un programma attentamente pianificato e lanciato con l'obiettivo di cacciare i palestinesi dalla Striscia di Gaza. E scrive:

Questa volta l'attacco non è contro Hamas o contro la resistenza palestinese, ma contro l'intera popolazione, per annullarne la forza mentale e il coraggio, così da ridurli in ginocchio a pregare di avere salva la vita. Distruggendone le proprietà e i centri culturali, rendendo loro la vita intollerabile, l'obiettivo è costringerli a lasciare la loro terra in massa. Ecco perché gli attacchi miravano ad abitazioni, scuole e ospedali.

Ma qual è, allora, il ruolo di Hamas nel conflitto in corso? Possiamo imputare loro delle colpe, e se sì, quali? Alcuni blogger, pur non sostenendo attivamente la filosofia o gli ideali di questo movimento, esprimono appoggio alla loro “ribellione contro l'oppressione”. Aprio [bn] spiega :

Non sono un sostenitore di Hamas, ma, secondo me, Hamas non è tanto un male quanto piuttosto il sintomo di un male; qualsiasi nazione o popolo che fosse oppresso per lungo tempo, continuamente sotto la minaccia di essere ucciso da un potere militare, in quella situazione potrebbe dar vita primo o poi a un “Hamas”.

Ahmed Munir non può fare a meno di notare l'ironia del ruolo di “aggressore” assunto da Israele. E aggiunge [bn]:

La cosa buffa è che gli israeliani hanno dimenticato la storia. Avrebbero dovuto essere l'ultimo popolo a scordare l'olocausto, i tentativi di annientare la loro razza da parte dei Nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il potente Stato israeliano in quanto tale è la prova che è impossibile annullare una razza con omicidi di massa. Perciò, è la storia a insegnarci che i palestinesi torneranno a rispondere alla morte dei loro compatrioti con forza rinnovata. L'eco di quelle morti risuonerà in tutto il Medio Oriente e nel mondo. Quello di cui c'è un bisogno urgente ora è la pace, e solo la pace.

C'è anche qualcuno che ribolle di rabbia perché in fondo ritiene Bush e la sua politica di appoggio a Israele il vero responsabile del protrarsi della crisi a Gaza. Sawkat Ali spiega [bn]:

Nella stessa Israele, migliaia di cittadini stanno protestando contro gli attacchi su Gaza. Perfino dopo che l'America ha cercato di giustificarli e difenderli. Osama e Bush sembrano percorrere la stessa identica strada.

Anche il blogger Satyanneshi commenta aspramente [bn] il ruolo degli Stati Uniti nella crisi:

L'America, custode delle coscienze di tutta la Terra, “Dio del mondo”, afferma che questo genocidio è necessario. Tuttavia, lo stesso “Dio” non si è fatto scrupoli a utilizzare l'espediente dei “crimini contro l'umanità” contro Saddam, per invadere e conquistare l'Iraq.

Ahmed Munir concorda nel ritenere che siano gli USA a mantenere vivo il conflitto. Secondo lui, la futura reazione americana al conflitto di Gaza dimostrerà al mondo se l'amministrazione Obama intenda realmente risolvere il problema dei conflitti in Medio Oriente. Scrive:

Solo il tempo ci dirà se il nuovo Governo USA guidato da Obama sia in qualche modo diverso dal Governo Bush. Se la nuova amministrazione non sarà in grado di guardare all'Iraq e alla Palestina con occhi nuovi, le promesse di cambiamento avanzate da Obama resteranno soltanto belle parole.

Blogger come Aprio invitano la gente a unirsi e dare appoggio alle vittime di Gaza. Altri, come Trivuz [bn], hanno aperto un gruppo di protesta su Facebook [in]. Trivuz, infine, esorta a mostrare sostegno alle vittime di Gaza boicottando [bn] prodotti e marche israeliane.

1 commento

  • Una postilla per ricordare che anche la popolazione Israeliana ha subito molti attacchi e ha visto tante morti. In questi casi, secondo me, non si può parlare di giustizia per nessuna delle due parti, ma si possono (e devono) piangere i morti di entrambe.

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