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Filippine: balli di protesta nelle strade di Hong Kong (e su YouTube)

YouTube ospita innumerevoli video ritraenti danze e balli, individuali e di gruppo, con lo scopo di promuovere prodotti, divertire e, in alcuni casi, portare in primo piano questioni politiche.

Due anni fa, il video del ballo dei detenuti nella Provincia di Cebu [in], nelle Filippine, divenne un vero e proprio tormentone a livello mondiale. Ma ci sono altri video di filippini impegnati in danze concepite stavolta come parte delle campagne di protesta.

Il mese scorso i video di protesta di Juana Change [it] avevano ottenuto grande popolarità nelle Filippine. Tali video sono stati veicolo di opposizione contro la proposta legislativa, voluto dal governo, che avrebbe emendato la Costituzione del 1987. Un altro video assai apprezzato dal pubblico è stato quello delle 100 donne che ballavano per protestare contro la modifica costituzionale [in] a Hong Kong.

Dategli un'occhiata:

Come hanno reagito gli abitanti di Hong Kong di fronte a queste 100 filippine che danzavano per le strade un mese fa? L'originale protesta è stata ripresa dall'Inquirer [in], il maggior sito d'informazione nelle Filippine.

Nel video si vedono le ballerine indossare cartelli che dicono:

1. “No to ChaCha” (No al Charter Change), riferendosi alla proposta di emendamento costituzionale;

2. “Oust GMA” (Cacciamo Gloria Macapagal-Arroyo), riferendosi alla presidente filippina.

Le danze si sono tenute a Chater Road, nel centro di Hong Kong, il 28 dicembre scorso. Charter Road è un noto punto d'incontro per le aiutanti domestiche immigrate, che si raccolgono qui ogni domenica: la maggior parte delle collaboratrici domestiche di Hong Kong proviene proprio dalle Filippine; molte di loro sono delle diplomate che hanno lasciato il proprio Paese in cerca di lavoro.

Il balletto di protesta è stato organizzato dalle associate a Gabriela [in], associazione di donne attiviste. Questo il loro comunicato:

“La danza di protesta contro la modifica della Costituzione è lo strumento attraverso il quale le immigrate filippine a Hong Kong possono esprimere la propria opposizione al (disperato) tentativo di Gloria Macapagal-Arroyo, la presidente filippina, di rimanere al potere cambiando la Costituzione.

Gli immigrati filippini hanno tutto il diritto di opporsi a una tale modifica, poiché non farà altro che intensificare ulteriormente il disumano programma di esportazione della forza lavoro messo in atto dal governo.

Non ci sono dubbi che la sua svendita del patrimonio e delle risorse nazionali al capitale straniero porterà a una più massiccia rimozione della popolazione dalle proprie terre, dal proprio lavoro e dalle proprie vite. Gli oltre 10 milioni di filippini costretti a migrare sono destinati ad aumentare rapidamente, perché la gente dovrà cercare il modo per continuare a sfamare le proprie famiglie.”

Il gruppo si oppone alla proposta avanzata dal governo di intensificare la liberalizzazione e la privatizzazione di numerosi settori dell'economia nazionale.

Sailing Swanee [in] loda queste lavoratrici ballerine:

“Anch'io sono contro le modifiche alla Costituzione, quindi sono con voi, ragazze. Sono un'australiana residente a Hong Kong e ho molti amici nelle Filippine; amo il vostro Paese e la vostra gente, e credo che Gloria Arroyo non meriti alcuna proroga. Anzi, adesso dovrebbe farsi da parte, visto che è stata un disastro per la nazione.”

Kape't Yosi è stato uno degli organizzatori della danza di protesta [in]:

“Si trattava di politica, ma al contempo è stato davvero divertente. Pioveva, ma ciò non ha affievolito lo spirito anti-chacha delle ballerine.”

as is spiega perché Chater Road sia tanto speciale per la comunità filippina [in] di Hong Kong:

Certe persone, di sicuro non amici miei, considerano il gruppo di domestiche filippine sedute sul cemento di Chater Road un pugno nell'occhio.

Per loro, le domestiche sono in netto contrasto con Prada, il Mandarin Hotel e l'elegante grandiosità del Central.

Io la penso diversamente.

Se da una parte Chater Road non è stata chiusa per colpa delle collaboratrici domestiche (sarebbe troppo per Hong Kong), dall'altra la comunità si è completamente trasformata: un gruppo di persone con cui è facile entrare in contatto, con cui mangiare del cibo fatto in casa godendosi il calore del sole, o sfidando venti freddi come quelli di ieri, mentre si sorseggia un caffé bollente, con cui pensare al futuro e discutere del presente.

È diventata la mia nuova Manila, proprio come Victoria Park è Bandung per gli amici indonesiani.

Durante la settimana, Chater Road brulica di giacche e cravatte, taxi rossi e automobili.

Di domenica, e in certe festività, semplicemente brulica di vita.

Forse le lavoratrici immigrate che si incontrano tutte le domeniche a Chater Road, nel centro di Hong Kong, si sentivano impotenti, non potendo esprimere la loro rabbia direttamente ai politici filippini. Così, hanno preso a ballare per le strade, sperando che se ne sarebbe parlato nel proprio Paese. E hanno avuto successo. La loro danza di protesta ha dimostrato che i lavoratori immigrati possono esprimere preoccupazione per la patria tramite azioni particolari, simboliche. Internet può aiutarli, facilitando la circolazione dei messaggi nel mondo.

No to ChaCha

No to ChaCha

No to ChaCha

Foto per gentile concessione di Arkibong Bayan [in].

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