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Gaza e Sderot: “Il giorno dopo la guerra vogliamo un nuovo inizio”

Gaza e Sderot
Mappa ripresa da Wikimedia Commons

Gaza City e Sderot, in Israele, sono divise l'una dall'altra soltanto da pochi kilometri [in]. Un anno fa, proprio quando i cittadini di Gaza vivevano in condizioni precarie sotto il blocco israeliano e Sderot era diventata bersaglio continuo dei razzi provenienti dalla Striscia di Gaza, due uomini hanno dato vita a un blog comune, sui lati opposti del confine. Da allora hanno continuato a documentare le proprie esperienze offrendoci la loro prospettiva sugli eventi in corso, inclusi quelli della settimana scorsa.

Life must go in Gaza and Sderot è un blog congiunto scritto da “Peace Man” a Gaza e “Hope Man” a Sderot. I due uomini sono stati presentati [in] da Danny Gal, che lavora per una ONG dedita alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, e curano il blog comune dal gennaio 2008:

Questo blog è scritto da 2 amici. … La perenne situazione di violenza tra Israele e Gaza si è intensificata a partire da ottobre 2000. Tanti i morti e altrettanti i feriti. L'informazione mediatica su entrambe le parti si è rivelata estremamente di parte. Il nostro blog è scritto da 2 persone reali che vivono e comunicano su entrambi i lati del confine.

Nel suo ultimo post, Peace Man scrive [in]:

Da quando ha avuto inizio l'offensiva a Gaza, sono state uccise oltre 300 persone in due giorni, 200 risultavano i dispersi e circa 160 coloro che versavano in condizioni critiche. Israele ha distrutto tutti i posti di polizia e i centri governativi, uccidendo poliziotti, civili e bambini.

È difficile descrivere cosa sta succedendo a Gaza, una catastrofe terribile in cui gli aerei non fanno distinzione tra bersagli civili, militari e bambini.
Al momento attuale Gaza è circondata da carri armati pronti a invadere la Striscia di Gaza.

Io chiedo alla comunità internazionale di fermare ciò che sta accadendo a Gaza e spero che si torni al cessate il fuoco e che si allontani la violenza da questa terra, perché la violenza non porterà altro che più violenza. Vi terrò aggiornati sulla situazione.

Hope Man ci dà la sua prospettiva [in]:

Molta gente ha lasciato Sderot e credo che ne rimarrà meno del 50%. I passanti per le strade sono assai rari e in giro non si vede nessun bambino.

Questa guerra è un grosso errore, tuttavia non c'è da meravigliarsi se così tanta gente la sostiene in Israele. Il dato di fatto dei razzi che cadono su Sderot e altri luoghi da ormai 8 anni, è una realtà terribile. Molte persone della nostra regione hanno deciso di abbandonarla definitivamente nel corso di questi anni.
Tirar su dei figli in una realtà simile sembra quasi un abuso e di sicuro irresponsabile.
Si respira un'aria, nella maggior parte della società israeliana, per cui non ci fosse altra scelta se non quella di attaccare Gaza e bloccare i razzi una volta e per tutte. Una reazione umana prevedibile all'attuale situazione.

Ciò detto, personalmente lo ritengo un errore terribile che andava evitato. Per 5 mesi si è avuto un cessate il fuoco quasi completo. Invece di approfittare di questo lungo periodo di pace per arrivare a un accordo a lungo termine, entrambe le parti non hanno fatto altro che prepararsi a questa guerra pianificando gli attacchi e armandosi. Non si è fatto alcun serio tentativo per iniziare un vero dialogo. L'assedio da parte di Israele è continuato, come pure il contrabbando di armi da parte di Hamas. Sì, c'è stato un cessate il fuoco, ma solo al fine di preparare il successivo terribile round di cui stiamo pagando le conseguenze in questo preciso momento.

Al momento sono assai pessimista. La mia paura è che si giunga a un attacco di terra e ciò provocherà ancora più dolore. Alla fine si raggiungerà un qualche tipo di accordo. Spero che ciò accada presto, ma temo di no.

Io e Hope Man parliamo ogni giorno. Ci diamo sostegno a vicenda e siamo preoccupati per la nostra situazione personale. Io sono in contatto con altri a Gaza e racconto loro della mia situazione mentre ascolto la loro. Tanta paura e dolore, da entrambe le parti.

Ciò che io e altri stiamo continuando a fare è dialogare con gli amici di Gaza. Stiamo lavorando per allargare e approfondire questo dialogo con altre persone su entrambi i fronti. Il giorno dopo la guerra vogliamo iniziare a riscoprire i modi con cui lavorare insieme e creare insieme una vita normale. Siamo solo lontani pochi chilometri e questa è l'unica cosa che non cambierà. È di estrema importanza ampliare il dialogo e generare fiducia tra quanti sono disposti a dialogare. Condividere le nostre storie, paure e speranze. Il giorno dopo la guerra vogliamo un nuovo inizio. Iniziamo subito a gettare i semi dell'umanità e della fiducia reciproca.

Recentemente il canale televisivo culturale franco-tedesco ARTE [it] ha intrapreso un progetto intitolato Gaza Sderot, che diffonde dei brevi video prodotti da gruppi israeliani e palestinesi su base giornaliera per due mesi, seguendo sei persone di Gaza e sei di Sderot. Ne abbiamo parlato qui nei giorni scorsi [it].

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