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Madagascar: censurata opera teatrale su storica battaglia per l'indipendenza

Senza dare spiegazioni, le autorità francesi hanno revocato la tournée teatrale in programma per la commemorazione dei moti indipendentisti malgasci del 1947.

L’opera, una co-produzione di CulturesFrance [agenzia che promuove gli scambi e la cooperazione artistica e culturale a favore di artisti che vivono e operano in Francia, nel continente africano e nei Caraibi], doveva andare in scena nei centri culturali di Alliance Française in varie località dell'Africa austro-orientale (Isole Comore, Mauritius, Reunion, ecc.), ma il Ministero degli Affari Esteri ha poi deciso di sciogliere l'accordo [fr].

Il 29 marzo 1947 è una data che rimanda il pensiero dei più anziani a ricordi dolorosi. Segna infatti il giorno in cui l'esercito francese stroncò brutalmente una delle prime rivolte indipendentiste del Madagascar contro il dominio coloniale. Il numero di morti provocato dalla sommossa si stima fra i 30.000 e i 100.000 (essendo quello effettivo ancora oggetto di dibattito fra gli storici).

Malgrado la qualifica di crimine di guerra attribuita a quel massacro nel 1951, e il riconoscimento nel 2005 del carattere inaccettabile della repressione [in], i fatti del 1947 sono ancora scarsamente noti in Madagascar, come nel resto del mondo. Per far luce su quei tragici eventi, un noto scrittore malgascio, Jean-Luc Raharimanana, ha realizzato insieme al regista francese Thierry Bedard l’opera teatrale dal titolo “47” (fr) che ricostruisce l'evolversi di quegli eventi e mette in discussione il complesso rapporto fra colonizzatori e popolazione locale.

Ecco un breve video-clip dell'opera:

Dopo alcune rappresentazioni in due città francesi, l'opera è stata di fatto esclusa dalla programmazione prevista nell'Africa orientale e nell'area dell'Oceano Indiano su indicazione della DGCID [Direzione Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo che fa capo al Ministero degli Esteri francese].

Sul blog Rue89 [fr], l'autore dell'opera, Jean Luc Raharimanana ha vivamente protestato contro questa decisione:

Silence pèse sur la mémoire. Les langues se délient. Des homes et des femmes voudront comprendre. Dans ce désir, réel cette fois-ci, de vivre ensemble […] Pourquoi en 47, deux ans après le carnage, deux ans après le «plus jamais ça», pourquoi à Madagascar s'est perpétré l'un des plus grands massacres coloniaux? […]. C'est ce silence qu'explore le spectacle “47″.[…] Une histoire commune, violente, sensible. Un théatre qui nous ramène dans ce désir de vivre ensemble de comprendre ce qui a déchiré, les corps malmenés et torturés, les paroles étoufés et les non-dits qui corrmpent les âmes. […] Mais ainsi en a décidé le bureau politique de la DGCID1 […]. Censure sur le spectacle. Interdiction d'emmener cette parole dans les centres culturels africains et alliances françaises. […] Mails la mémoire se moque bien de la censure même si c'est une censure d'Etat. Le désir est profond de comprendre d'autant plus que nous avons maintenant le recul nécessaire pour tout entendre, pour enfin échanger.

Sulla memoria pesa il silenzio. Si liberano le parole. Gli uomini e le donne vorranno capire. Nel desiderio, questa volta reale, di vivere insieme […]. Perché nel '47, due anni dopo lo scempio della guerra mondiale, a due anni da quel «mai più», perché mai in Madagascar si è perpetrato uno dei più grandi massacri della storia coloniale? [..] Questo è il silenzio che indaga “47″. Una storia comune. Violenta. Difficile. Un teatro che ci riconduce al desiderio di vivere insieme, di comprendere cosa ha generato la lacerazione, quei corpi percossi e torturati, il non detto che corrompe l'anima.[..] Ma la DGCID ha deciso altrimenti. Censura dell'arte. Vietato portare il messaggio nei centri culturali africani e dell'Alliance Française.[..] Però la memoria irride la censura, quand'anche sia censura di Stato. Profondo è il desiderio di comprendere, tanto più adesso che abbiamo il distacco necessario per sentire ogni voce, e infine parlarci.

La notizia della revoca è apparsa su alcuni blog locali come Mondomix e Africultures. Le reazioni presenti tra i commenti all'intervento di Raharimanana spaziano dall'indifferenza all'indignazione.

C'è chi non avverte il bisogno di rinvangare il passato, come Mechante Langue che chiosa [fr]:

Ne jouez pas les faux martyrs. Sinon sérieusement vous croyez vraiment que la chose la plus importante à dénoncer à Madagascar aujourd'hui ce sont le massacres de 47, sérieusement

Non giocate a fare i martiri. Ma ditemi, siete proprio convinti che la cosa più importante da denunciare oggi in Madagascar siano i massacri del 1947… ci credete davvero?”

Al che Monsieur Lambda ha replicato [fr]:

Il vous échappe manifestement que ces massacres sont, dans une large mesure, fondateurs de la conscience nationale des Malgaches et qu’ils occupent, du point de vue de la mythologie nationale, une place comparable à celle de la prise de la Bastille pour les Français.

Quel che evidentemente vi sfugge è che su quei massacri si fonda in gran parte l'identità nazionale malgascia e che essi occupano, nella mitologia nazionale, lo stesso posto della presa della Bastiglia per i francesi.

Juan Pablo de Tagéna sostiene che oggi il popolo malgascio potrebbe avere un ripensamento sull'opportunità di condurre quella lotta di indipendenza (fr):

Aujourd’hui les Malgaches ne demanderaient pas leur indépendence: ils seraient à 99% pour le maintien dans la Communauté Française.

Oggi i malgasci non chiederebbero più l'indipendenza: il 99% sarebbe favorevole a far parte della comunità francese.

In una conversazione privata sulla censura all'interno di facebookSoaray Rabarimampianina (citazione autorizzata) sostiene che c'è ancora tanto da fare prima di poter affrontare apertamente questa pagina di storia.

Soaray su Facebook

Il y a bien du chemin à parcourir avant que la France accepte cette partie de son histoire qu'est la colonisation.

È ancora lunga la strada da percorrere prima che la Francia accetti la pagina coloniale della sua storia.

In un analogo intervento nella stessa conversazione, Tsilavina Ralaindimby sottolinea come non vada dimenticato il contributo dei soldati venuti dalle colonie a combattere per la Francia in entrambi i conflitti mondiali [e commenta così un cortometraggio che ha visto di recente]:

Ralaindimby su Facebook

C'est un documentaire sur les Tirailleurs Malagaches qui sont venus pour se battre au nomb de la France en 14/18 et dont beaucoup sont morts là-bas. A Menton [..] il y a là-bas un cimetière avec toute une rangée de tombes de soldats malgaches.

È un documentario sulle gesta dei fanti malgasci venuti a combattere in nome della Francia nella guerra del 14-18, molti dei quali sono morti lì. A Mentone [..] esiste un cimitero con una serie di tombe di soldati malgasci.

Alcuni link e riferimenti alla versione inglese di questo articolo sono stati forniti da Jentilisa [mg].

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