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Marocco: il Paese si divide su Gaza

Mentre un gruppo di leader arabi si riunisce a Doha, il mondo si chiede in quale misura ciò possa influenzare la cessazione delle ostilità a Gaza. È del giorno precedente all'incontro la notizia [in] che il sovrano del Marocco, re Mohammed VI, non avrebbe partecipato né a quello di Doha nè ad altri incontri, affermando che “non potranno fare granché per aiutare il popolo palestinese”.

Il blog View from Fez fornisce ulteriori dettagli [in] sull'assenza del sovrano:

Mercoledì un comunicato stampa degli uffici reali sottolinea come la decisione sia stata presa in base a motivi oggettive e a tristi considerazioni sulla deprimente situazione araba, il cui deterioramento ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia dell'azione congiunta dei Paesi arabi.

La semplice proposta di un vertice arabo ha dato luogo a battibecchi e tattiche da scaricabarile, addirittura a dispute tra Paesi arabi, ribadisce il comunicato, a sottolineare tristemente come questi disaccordi secondari oscurino la causa vitale dell'Ummah, particolarmente la questione palestinese, e nascondano la vera essenza del conflitto nella regione giocando così a favore dei veri nemici del mondo arabo.

Il comunicato nota come questa atmosfera di disunità induca l'opinione pubblica a sospettare che possano esservi delle mire per assicurarsi l'egemonia esclusiva del mondo arabo o di creare specifici assi o aree di influenza, prospettiva che il Marocco aveva sempre tentato di evitare.

Anche il blogger marocchino Taha Belafrej ha commentato [fr] l'assenza di re Mohammed VI, affermando:

Dans un communiqué du Cabinet Royal diffusé par la MAP, des explications sont données à cette non participation.

Voici un extrait de ce communiqué:

“Quelle que soit la réalité objective et douloureuse des graves agressions externes, nous nous devons d'être francs avec nous-mêmes et de reconnaître que le problème réside dans le corps arabe lui-même et que, partant, la solution est à trouver, d'abord, chez les arabes eux-mêmes”.

La giustificazione dell'assenza del sovrano viene fornita in un documento [fr] fatto circolare all'interno del Gabinetto reale dalla MAP [Maghreb Arab Presse, l'agenzia di stampa nazionale]

Ecco un estratto del documento:

“Qualunque sia la realtà oggettiva del grave e doloroso attacco esterno, dobbiamo essere onesti con noi stessi e ammettere che il problema risiede nel mondo arabo e la soluzione va quindi cercata fra gli stessi arabi.”

Ibn Kafka, in risposta al documento del governo marocchino (disponibile sul sito francese della Maghreb Arab PressP [fr]), si limita ad affermare che “ogni commento è superfluo”, aggiungendo ben poco.

Un lettore esprime il proprio disappunto sulla mancanza di analisi da parte di Ibn Kafka, scrivendo:

Je visite ce blog depuis quelques semaines. Et je suis frappé de ne trouver aucune analyse, aucun rappel historique, aucune approche politique.

De la part d’un juriste, je trouve que cela est bien faible, c’est dommage! Ce n’est pas ainsi que l’on y verra plus clair!

On détestera davantage les juifs, c’est sûr! Sinon, pas grand chose!

Et seule critique …celle de la décision de M6 de ne pas participer à la mascarade organisée par les princes du golfe!

Ho visitato questo blog nelle scorse settimane e sono rimasto meravigliato dal non trovarvi nessuna traccia di analisi, di ricostruzione storica o un approccio politico. Lo trovo un comportamento deludente da parte di un avvocato, è un vero peccato! Non è certo così che si chiarirà la questione!

Sicuramente finiremo per odiare ancora di più gli ebrei! Oppure non cambierà nulla!

E… l'unica critica riguarda la decisione di M6* di non partecipare alla farsa organizzata dai principi del Golfo!

[*M6 è un'abbreviazione usata spesso per indicare re Mohammad VI.]

Mentre infuria il dibattito sulla decisione del re, altri blogger si chiedono cosa sia possibile fare per fermare gli attacchi israeliani su Gaza. Abdelilah Boukili è uno di loro [in].

L'opinione pubblica ritiene che si dovrebbe intervenire militarmente lungo i confini con l'Egitto, la Giordania e il Libano per frenare l'attacco israeliano. Ma ciò sarebbe irrealistico. I Paesi arabi non vantano un esercito come quello NATO che è sottoposto a regolare addestramento e ha un comitato di comando che coordina le operazioni militari congiunte. Esistono calcoli politici che rendono alcuni Paesi restii ad affrontare rischi di questo tipo.

Gli arabi hanno dimostrato solidarietà ai palestinesi tramite proteste, condanne e l'invio di aiuti umanitari. Sta ai palestinesi dimostrare una forte unità interna prima di chiedere al resto del mondo arabo di essere dalla loro parte. Le divergenze fra i palestinesi non fanno altro che rafforzare le dividsioni esistenti sul modo di sostenere la loro causa.

Actual Digital [es], in un post intitolato “No a la barbarie…The Slaughter Must Stop”, commenta: “Quien quiere hoy borrar Gaza del mapa, mañana será borrado del mapa de Oriente Medio” [“Chiunque voglia cancellare Gaza dalle mappe geografiche, domani sarà cancellato dal Medio Oriente”]. Continua il blogger:

El infierno de Gaza no para, cuantos muertos y heridos espera Israel ver para anunciar su victoria, ¿quiere Israel borrar Gaza por completo del mapa? Si eso es lo que está haciendo hoy mañana no sabemos lo que les guarda el futuro. Todavía tras la masacre de más de mil personas inocentes y 5 mil heridos una de ellos mujeres y niños quiere continuar sus crímenes, niega al pueblo palestino vivir libre como todo el mundo. Políticos y militares dicen de misma voz “No han conseguido todavía sus objetivos..Desde 60 años dicen lo mismo, y qué son sus objetivos, más palestinos muertos, más masacres, más tragedias y ninguna luz en el horizonte o esperanza de vivir en libertad. ¿Eso es lo quiere Occidente ver?. Donde está esa la Comunidad Internacional, en este momento de dolor palestino parece que solo mueven para proteger sus intereses… y los de sus aliados ¿Por qué no se aplican los mismos standards y las mismas leyes internacionales para todas las naciones y pueblos?

L'inferno di Gaza non si ferma: quanti morti e feriti prevede Israele di vedere prima di annunciare la propria vittoria? Israele vuole forse cancellare del tutto Gaza dalle mappe geografiche? Se è questo quel che viene fatto ora, non osiamo immaginare cosa possa riservare il futuro. Dopo il massacro di oltre 1.000 innocenti e il ferimento di 5.000, fra cui donne e bambini, Israele continua a perpetrare i propri crimini e a negare ai palestinesi di vivere liberamente come chiunque altro. Politici e militari sottolineano: “Ancora non hanno raggiunto il loro scopo…ripetono la stessa solfa da oltre 60 anni, ma cos'è che vogliono, ancora morti palestinesi, ancora massacri, ancora tragedie senza via di scampo nè alcuna speranza di vivere in pace? È questo che l'Occidente vuol vedere? Dov'è la comunità internazionale? In questo momento di sofferenza dei palestinesi sembra che non pensino ad altro che proteggere i loro interessi…e quelli dei loro alleati. Perchè non vengono applicati gli stessi parametri e le stesse leggi internazionali a tutti i popoli e nazioni?

Il blogger che cura Mon Paradis Inanimé sottolinea come l'opinione pubblica marocchina sia divisa sul conflitto:

Au Maroc les avis sont partagés sur cette affaire. J’ai été très étonnée et surprise de voir que des musulmans très pratiquants ne supportaient pas le Hamas : “ce sont des gens qui se servent des civils et qui sont responsables de la mort d’autants d’innocents en Palestine!” disent-ils.

Les jeunes marocains sont aussi divisés et du jour au lendemain une grande majorité des jeunes est devenue religieuse comme par miracle! L’effet médiatique est à son comble. Malheureusement une grande partie des jeunes se laisse emporter par les médias et manque d’esprit critique. Hier encore je fus supprimée de la liste de contacts d’un ami parce que je l’ai décrit comme antisémite et ce parce que je lui ai dit qu’il y a une différence immense entre un juif et un sioniste. Le judaïsme existe depuis des millénaires alors que le sionisme est centenaire. Les sionists sont des personnes athées qui se sont servies des religions pour leurs profits personnels. Les juifs pratiquants déclarent haut et fort que dans leur livre religieux, la terre palestinienne ne leur appartient pas. Mais ça c’est un autre débat dans lequel je ne souhaite pas entrer. Je ne suis pas religieuse.

In Marocco, l'opinione pubblica appare divisa sul tema. Sono rimasto sconvolto e sorpreso nel vedere che molti musulmani praticanti non sostenevano l'operato di Hamas: “Sfruttano i civili e sono responsabili della morte di molti innocenti in Palestina!”, dicono.
Anche i giovani marocchini sono divisi e, improvvisamente, la stragrande maggioranza dei giovani sembra essere diventata religiosa per miracolo! L'influenza dei media è al massimo. Sfortunatamente i giovani possono essere facilmente manipolati dai mezzi di comunicazione per via della loro quasi totale mancanza di spirito critico. Proprio ieri sono stato rimosso dall'elenco dei contatti di un mio amico perchè l'ho descritto come un antisemita e perchè gli ho spiegato l'enorme differenza fra un ebreo e un sionista. L'Ebraismo esiste da millenni mentre il sionismo da secoli. I sionisti sono atei che hanno utilizzato la religione per il proprio tornaconto personale. Gli ebrei lo dicono chiaramente, nei loro testi sacri, che i territori palestinesi non appartengono a loro. Ma questo è un dibattito in cui preferisco non inoltrarmi. Non sono religioso.

Anche la comunità ebraica marocchina si è espressa sul conflitto, dimostrando ancora una volta la linea di divisione presente nell'opinione pubblica marocchina. Quanto segue è tratto da The View from Fez [in]:

Il segretario generale della Fondazione per il patrimonio culturale ebraico-marocchino, Simon Lévy, ha denunciato l'aggressione israeliana a Gaza e ha fatto appello alla comunità internazionale perchè intervenga nella risoluzione del conflitto.

“Siamo inorriditi dall'ingiustificabile carneficina che ha ucciso un migliaio di persone a Gaza”, ha affermato Levy in un intervento all'emittente radiofonica ‘Rabat Chaîne Inter’.

“Ciò è orribile e non è questa la mia visione dell'Ebraismo”, dice Levy, esprimendo la speranza per la pace e per la fine del massacro dei palestinesi a Gaza.

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