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Medio Oriente-Nord Africa: prime reazioni all'insediamento di Obama

L’insediamento [in] di Barack Obama come quarantaquattresimo Presidente ha reso il 20 gennaio una giornata storica per gli Stati Uniti. Mentre il sostegno arabo a Obama è andato affievolendosi negli ultimi mesi per le scelte del suo staff e per il silenzio sull'attacco israeliano a Gaza, in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa i blogger hanno ancora molto da dire sull'argomento.

A Syrian in London ricorda il susseguirsi degli eventi nelle ultime settimane degli attacchi israeliani, poi fa notare [in]:

Era dai tempi di Kennedy, e forse anche in assoluto, che un Presidente americano non veniva investito di tali speranze da ogni angolo del mondo. Nel suo discorso inaugurale, il Presidente Obama ha detto:

“Abbiamo scelto la speranza a dispetto della paura, l'unità di intenti a discapito del conflitto e della discordia”

“Siamo qui a proclamare la fine delle rivendicazioni insensate e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che troppo a lungo hanno soffocato la nostra vita politica”.

“Mentre ribadiamo la grandezza della nostra nazione, sappiamo che la grandezza non va mai data per scontata. Occorre guadagnarla”.

“Riteniamo falsa la scelta tra sicurezza e ideali”.

Abbiamo il coraggio di onorare i morti?

Possiamo forse sperare per i vivi?

Jar of Juice, blogger di Dubai, ha trovato il discorso di Obama un pò carente [in]:

Anche se credo Obama abbia tenuto un discorso brillante – non ha tentennato mentre diceva “musulmani”, però ha cercato di apparire sincero nel “ringraziare” quell'idiota di cui non parleremo più da oggi in avanti [it] – credo sia stato emesso un elemento chiave in quest'evento…

…ma penso comunque che nel discorso Obama non poteva abbassarsi fino a rivolgere a quell'idiota più di un accenno di circostanza.

La blogger marocchina Laila Lalami, che risiede negli Stati Uniti e dichiara di aver votato per Obama, appare un pò più speranzosa e lieta che sia giunto finalmente il giorno di Obama:

Sono felice che sia arrivato questo giorno.

Otto anni fa ho votato per Ralph Nader perchè non credevo che sugli argomenti chiave ci fosse troppa differenza tra democratici e repubblicani. Ma dopo la dèbacle in Florida, la decisione della Corte Suprema, e la pessima Presidenza che ne è seguita, ho appreso una semplice lezione: non è vero che tutti i politici siano uguali. Alcuni sono talmente inetti, talmente impermeabili al buon senso, così privi di semplice spirito compassionevole da rappresentare una presa in giro della propria carica. Sarà anche cinico da parte mia attendersi grandi cambiamenti nella politica del governo, ma sono ancora entusiasta di quest'ultimo sviluppo, di Barack Obama, e dell'uscita di scena di George W. Bush.

I sostenitori marocchini di Obama continuano nella loro campagna per chiedere che il Presidente Obama tenga il suo primo discorso all'estero a Rabat – di cui abbiamo già parlato [it].

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