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Etiopia: quando l'acqua fa la differenza

Sul finire dell'anno scorso, cinque famiglie hanno ritenuto che visitare l'Etiopia con le figlie fosse il modo migliore per constatare come le donazioni per l'approvvigionamento di acqua fresca, pura e sicura stessero cambiando l'esistenza di intere famiglie e villaggi. Tramite blog e filmati sono riusciti a comunicare l'importanza di Charity:Water [in], nel rendere possibili tali cambiamenti, sperando altresì di incentivare le donazioni e accrescere il numero dei volontari.

Nell'autunno del 2008, uno dei maggiori donatori di charity:water ha spiegato di voler fare un viaggio in Africa con la figlia. Mi sono offerto di raggiungerlo con Julia, la mia bambina di nove anni. E come spesso accade con Scott Harrison [in], il fondatore di charity: water, il progetto si è ampliato. Di lì a qualche settimana, il viaggio avrebbe incluso cinque bambine con i loro papà. Purtroppo il promotore iniziale ha dovuto rinunciare, così ho aggiunto anche la mia primogenita, Katie. Quindi la prossima settimana saremo cinque bambine, quattro papà e Scott a volare per l'Etiopia. Abbiamo dotato le ragazzine di quattro mini-telecamere Flip, così potranno raccontare qualcosa di sé, del viaggio e delle persone incontrate.

Five for Water [in] è il blog creato da queste famiglie per sensibilizzare sulla condizione dei bambini etiopi: come l'acqua potabile possa rappresentare una vera e propria rivoluzione nelle loro esistenze e perché i cittadini (e le scuole) dovrebbero aderire sempre più numerosi all'iniziativa.

Nel video di cui sopra, incluso in questo post [in], la piccola Campbell scopre di avere in comune coi piccoli etiopi più di quanto immaginasse: in matematica, stanno studiando le stesse cose.

Tuttavia ci sono delle differenze, piccole ma significative, come fa notare [in] Chloe, un'altra delle ragazze presenti:

Più tardi, mentre fotografavo alcuni bambini al pozzo, Gebre mi ha riferito che la gente non sapeva esattamente cosa fosse una fotocamera o una fotografia. Quando ho mostrato loro le foto scattate attraverso il piccolo schermo della fotocamera, mi sono apparsi confusi. Allora Gebre mi ha raccontato di quando aveva fotografato tre bambini e poi aveva mostrato l'immagine a uno di loro, chiedendogli chi fossero quei tre. Il ragazzino aveva risposto che due erano suoi amici, ma che l'altro (indicando se stesso) non sapeva proprio chi fosse. Naturalmente non poteva sapere che aspetto avesse, visto che lì non esistono specchi, ma io non lo capivo, perché, chiaramente, mi specchio sempre prima di uscire per controllare di non avere resti di dentifricio o di colazione addosso. Certo, questa sarà l'ultima delle loro preoccupazioni, ma non avere idea di che faccia hanno! È tutto così diverso qui, un altro mondo.

O anche quest'altro passaggio scritto da Carley [in]:

Abbiamo fatto visita a una scuola: così spoglia… e triste… Ho pensato a quanto sono fortunata. Nella maggior parte delle aule non ci sono banchi, ci si siede su delle pietre. La lavagna era piena di buchi…

Sono andata in biblioteca: ci saranno stati una ventina di libri, alcuni di narrativa, ma la maggior parte trattava di AIDS e HIV.

Campbell ha ripreso [in] alcune ragazzine che trasportavano pesanti taniche piene d'acqua, e riferisce:

Non essendoci acqua, le ragazze sono costrette a coprire lunghe distanze a piedi con carichi d'acqua molto pesanti. Questo toglie tempo allo studio. Qui ieri sera ho incontrato una ragazza che ne trasportava una grande tanica.
Il motivo principale dell'abbanono scolastico da parte delle ragazzine è la mancanza di acqua potabile e di servizi igienici.

Per portare l'acqua a queste popolazioni occorrono fondi per finanziare la realizzazione di pozzi, e poi per le condutture. Il seguente post e relativo filmato [in], ci mostra i lavori di scavo di un pozzo:

Ci sono vari modi per contribuire alla raccolta-fondi, incluso l'imminente Twestival.

Il Twestival [in], festival mondiale organizzato da vari utenti della nota piattaforma di micro-blogging Twitter, si terrà il prossimo 12 febbraio con la partecipazione di oltre 160 città. Il ricavato verrà devoluto al cento per cento all'organizzazione non-profit Charity:Water [in], e punta a sottolineare i problemi su scarsità, potabilità e disponibilità d'acqua. Per maggiori informazioni sull'iniziativa, totalmente volontaria, si veda il relativo sito [in]: si può organizzare un Twestival nella propria città o partecipandovi localmente o anche online.

Donne che trasportano acqua, foto di magnusfranklin

Donne che trasportano acqua, foto di magnusfranklin [in].

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