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Kazakhstan: al lancio sito di video hosting stile YouTube

Il giorno di San Valentino, il 14 febbraio, in Kazakhstan è stato lanciato un progetto di video hosting, Kaztube.kz. Per il lancio del sito, sono stati caricati decine di video con le congratulazioni di celebrità e funzionari governativi. Perfino il Primo Ministro si è congratulato per l'apertura del nuovo servizio – una simile operazione di PR non si era mai vista per un progetto web. Pur se non desta grande sorprendente, poiché è stato un organismo statale a supervisionare il servizio. Inoltre, lo stesso progetto è stato sponsorizzato da fondi pubblici.

In effetti, si sentiva l'esigenza di quest'inziativa. Anzi l'attuale velocità del collegamento a Internet di Kazakhtelecom è troppo lenta per consentire di seguire i video di YouTube senza interruzioni (pur se, con dei costi aggiuntivi, si può avere una velocità decente). L'idea portante di simili progetti è il contenuto generato dagli utenti. Qui gli sviluppatori di Kaztube stanno diventando la forza motrice per la creazione di contenuto; useranno anche alcuni programmi locali della TV e ingaggeranno studi di creazione video e di animazione, che saranno pagati.

Sono inoltre previsti corsi d'insegnamento nelle tecniche di base per realizzare video. Sembra però che la notoria relazione tra “risorse amministrative” e fondi rimanga fondamentale. E ciò dà luogo a un certo numero di domande:

1. Quanto denaro dei contribuenti è già stato speso e quanto ne sarà ancora speso.
2. Censura. Hanno promesso che la censura sarà limitata alla moralità di base – niente perversioni, fascismo o porno. Ma la lista delle categorie include “La politica”. Temo che il filtraggio dei contenuti verrà attivato una volta che l'opposizione inizierà a caricare video rivolti al pubblico o clip delle riunioni degli elettori.
3. In pratica, il governo dovrebbe occuparsi degli affari propri. Dovrebbe occuparsi di creare le condizioni tecnologiche e di mercato per la competizione di nuove idee e l'avvio di progetti web. Il suo lavoro non dovrebbe essere la diffusione del “capitalismo di stato”, essenzialmente monopolistico, e della “gestione manuale” dall'economia all'ICT (Information and Communication Technology).

Occorre notare che l'emergere di start-up e idee interessanti era già iniziata spontaneamente l'anno scorso – grazie alla riduzione delle tariffe del traffico interno e alla crescente velocità di collegamento. Sono stati avviati un certo numero di social network, hosting di foto, giornalismo civico e portali di podcast.

E comunque, il video hosting esisteva anche ben prima dell'apertura di Kaztube – kiwi.kz. Certamente ci sono questioni da risolvere sulla convenienza e l'estetica, ma secondo le opinioni emerse sui blog, Kaztube suscita analoghe preoccupazioni.

Pribalt-kz scrive [ru]:

Vantaggio: l'implementazione del progetto è stata rapida.
Svantaggi: c'è pochissimo contenuto. Non c'è il codice per inserire le clip all'interno dei blog. L'animazione flash standard è così banale che (come direbbe Lebedev) la mancanza di immaginazione fa vomitare. Ed è assurdo che Livejournal sia ancora vietato in Kazakhstan.

Anche Megakhuimyak ha di che lamentarsi [ru] sul sito Web:

Cari sviluppatori di Kaztube – per iniziare date almeno un'occhiata a Youtube. Memorizzate il modo in cui si presenta; prendete nota delle sue funzioni principali e degli algoritmi delle azioni più fondamentali. Così il vostro stipendio non sarebbe nella colonna chiamata “soldi statali completamente sprecati”.

A Jumshut non piace [ru] il design, sovraccarico di ornamenti nazionali:

Certamente mi scuso, ma kaztube.kz è interamente coperto da ornamenti nazionali così che persino un imbecille capisce che tube è realmente kaz e che .kz è realmente .kz?

Ma non tutti sono così critici con il sito. Per esempio, cheerful-husky dice [ru]:

Sì, lo spreco di soldi statali è doloroso. Sì, dovremmo risparmiare di più in tempo di crisi, ecc. Comunque siano andate le cose qui, dato che soldi e lavoro sono stati investiti, il progetto è stato lanciato, adesso bisogna usare il servizio. Buona fortuna, Kaztube!

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