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Il Papa in Camerun: controversie sulla “pulizia” di Yaoundé

Il viaggio africano di Papa Benedetto XVI fa tappa in Camerun dal 17 al 20 Marzo 2009. Ciò ha portato le autorità a ripulire il paesaggio con modalità piuttosto radicali, come descrivono Griet,Thorsten, Jara e Lisa [in] sul loro blog:

1- Tutti i negozietti, le case, i botteghini dei venditori ambulanti considerati brutti vengono abbattuti con un grande caterpillar. Il mezzo arriva, l'autista guarda la tua casetta/baracca/quel che è, e se non gli piace, non fa altro che distruggertela, con tutto ciò che contiene. La cosa è cominciata circa una settimana fa, nel centro cittadino. Improvvisamente, per le strade non c'erano più venditori ambulanti, tutti i negozietti [nei pressi] dell'ufficio postale sono spariti, e così via. Il fenomeno ora si è esteso fino all'aeroporto.

2- Adesso la strada che conduce all'aeroporto ha delle nuove luci. Però, SOLO la strada che dall'aeroporto porta al centro cittadino.

3- Martedì (di sicuro, gli altri giorni vanno confermati) la strada che collega l'aeroporto al centro verrà bloccata. Nota bene: il Papa arriverà in serata, ma la strada dev'essere bloccata dalla MATTINA PRESTO. Di conseguenza nessuno potrà andare o tornare dal lavoro, da scuola, eccetera.

Questo post pubblica un link al blog della famiglia belga Sander Elke en Milan[ola] , dove troviamo le immagini della distruzione dei negozietti che sorgevano sui lati delle vie di Yaounde.

Le operazioni di demolizione hanno acceso il dibattito sui blog di due stranieri che risiedono in Camerun. Su Συγκακοπαθησον[in], blog tenuto da un missionario che opera nel Paese, si legge di come appare Yaounde nell'imminenza dell'arrivo del Papa.

Cosa penso di tutta questa faccenda? È positivo che in città si faccia un po’ di pulizia – rende sicuramente tutto più piacevole da guardare, le nuove illuminazioni sulla strada rendono più facile e sicura la guida notturna, o anche solo l'attesa per un taxi – ma è triste come queste “pulizie” abbiano devastato lo stile di vita della gente. Sfortunatamente, queste persone non erano a conoscenza delle “regole”, certo alcuni deliberatamente, e ora devono pagarne le conseguenze. La cosa triste è che sembrerebbe proprio che il governo si sia accontentato di lasciare le cose come stavano (per circa dieci anni, o più), almeno fino a un grande evento, come l'arrivo del Papa. Se avessero abbattuto questi edifici subito, appena edificati, non si sarebbe dovuti arrivare ora a una tale devastazione della vita della gente. Eppure, direi che la legge resti sempre la legge, anche quando non viene applicata.

Opnione nient'affatto condivisa da una volontaria di origine britannica, che lavora per l'Ong VSO [in] e scrive su Our Man in Cameroon. La sua la reazione, nel post Impossible Missionary [in], è semplice:

I negozietti per strada qui sono uno stile di vita. Sono ovunque. Certo, è facile dire che sono illegali, ma spesso sono strutture parecchio solide. Cosa più importante, se davvero sono illegali, credo proprio che finora siano stati tollerati solo perchè qualcuno, da qualche parte, incassa regolarmente migliaia di franchi in mazzette.
La gente qui fatica a tirare avanti. Potete scommetterci che queste strutture non fruttino poi tanto, in un Paese poi dove l'imprenditoria, lo spirito d'impresa sono ai minimi termini… beh, che bel modo di premiarli. Vi chiedo, se concordate con quanto ho appena scritto, e come me trovate stupida l'interpretazione del missionario, di lasciare un commento. Non qui ma piuttosto sul blog del missionario.

Tuttavia, parecchi lettori hanno commentato in calce a questo post blog Our Man in Cameroon . Le reazioni hanno raggiunto un punto tale che Karis, moglie del missionario, si è fatta avanti per difendere il marito [in]:

Wow! Non avrei mai creduto che mio marito avrebbe potuto provocare un tale putiferio. A volte, ci illudiamo che solo i nostri conoscenti leggano il blog, gente che sa come leggere ciò che scriviamo, e che non si mette a sezionarlo riga per riga, senza sapere nulla di noi. Trav, grazie per averci messo una buona parola. Dad A, grazie per il senso dell'umorismo. Riesci sempre a farmi sorridere. Vorrei soltanto che tutti voi, che avete commentato qui, e nel blog di mio marito, lo conosceste: non sareste così duri nell'estrapolare le sue frasi.

Io e lui abbiamo parlato tantissime volte di quanto sia orribile che la vita della gente venga distrutta solo per qualche giorno di visita del Papa. Lunedì scorso, quando eravamo in città, ho visto caricare tutti gli averi [di quella gente] sui camion, mi è venuto il mal di stomaco. Continuavamo a ripeterci: “Ma questa gente come farà a mangiare, stasera, domani, dopodomani?”. E la cosa è anche più grave…

E poi oggi ho visto mio marito aiutare la gente a spostare le macchine da cuire, cucitrici, i tavoli, le borse piene delle loro cose più giù, lungo la strada di casa nostra, mentre arrivavano i bulldozer del Governo. No, nel post non si è enfatizzato abbastanza ciò che abbiamo detto e fatto, ma caspita… questo non significa certo che mio marito non provi compassione per la gente di qui! Forse riuscirò a convincerlo a scrivere un altro post, ma non ne sono sicura, forse è meglio lasciare le cose come stanno, invece di far ancora degenerare la discussione. Meglio se mi fermo qui. Una moglie che difende il suo meraviglioso marito non è il massimo per farvi cambiare idea.

Lo scambio di opinioni non si è fermato qui. Questa visita del Papa sta proprio infiammando la blogosfera!

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