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Sudafrica: scalpore per il visto rifiutato al Dalai Lama

Il governo sudafricano ha negato al Dalai Lama il visto per partecipare a una Conferenza sulla Pace che si terrà in Sudafrica. La decisione ha suscitato scalpore su Twitter, Facebook e diversi blog.

La motivazione del governo è stata che [in]:

La presenza del Dalai Lama alla conferenza avrebbe distolto l’attenzione del mondo dai prossimi mondiali di calcio in Sudafrica per spostarla invece sulla tormentata relazione tra il Dalai Lama e la Cina, uno dei maggiori partner commerciali del Paese. Thabo Masebe, portavoce del governo, ha affermato che la presenza del leader tibetano “non sarebbe nell’interesse del Sudafrica”.

Ironia della sorte, il rifiuto del visto ha acceso i riflettori proprio su quello che le autorità volevano lasciare in ombra. Cercando su Google testi relativi alla dichiarazione rilasciata dal governo si ottengono ben 2000 risultati [in], mentre centinaia sono i rilanci su Twitter [in] e diversi i gruppi di protesta aperti su Facebook [in].

Ecco alcune opinioni dalla blogosfera:

Maggie scrive [in]:

Questa mossa supina e venale è veramente vergognosa. Per un po’ di articoli a buon mercato vengono annientate le ultime vestigia della reputazione morale del nostro Paese. Apparentemente lo scopo di questo gesto era catalizzare l’attenzione sul mondiale FIFA 2010 e non sul Tibet. Invece ci siamo guadagnati in tutto il mondo la fama di nazione più inaffidabile sulla questione dei diritti umani. Posso solo sperare che le volubili autorità al potere decidano di riconsiderare la loro posizione.

Sul blog Nigeria Best forum [in] si legge:

Il Sudafrica è il maggior partner commerciale africano della Cina, nel 2008 il volume degli scambi commerciali è stato pari a 100 miliardi di Rand (l’equivalente di 10 miliardi di dollari, 7 miliardi di sterline).

Dai Bing, un funzionario all’ambasciata cinese a Pretoria, ha confermato alla Sapa [Associazione Stampa Sudafricana] che Pechino aveva avvisato il governo sudafricano che la presenza del Dalai Lama nel Paese avrebbe danneggiato le relazioni bilaterali.

Tony Mcgregor [in] ritiene che il governo sudafricano “avrebbe dovuto semplicemente ignorare i cinesi, che, diciamoci la verità, non favoriscono lo sviluppo africano semplicemente per bontà d’animo…”:

Cosa ha provocato il rifiuto del visto al Dalai Lama se non proprio quello? L’evidente stupidità della decisione di non accogliere il Dalai Lama nel Paese, dove oltretutto era già stato in diverse occasioni, è allucinante e direi quasi criminale se si pensa ai diritti umani in gioco.

L’ANC [Congresso Nazionale Africano] ha completamente sbagliato su questo fronte. Se avessero semplicemente ignorato i cinesi, che, diciamoci la verità, non promuovono lo sviluppo africano semplicemente per bontà d’animo, ma seguendo freddi e razionali interessi economici, il Dalai Lama sarebbe venuto e se ne sarebbe andato senza troppo clamore e il governo cinese, superato presto l'accesso di rabbia, sarebbe tornato a sfruttare l’Africa.

Marung [in] palesa il legame tra l’ANC, “il Progetto Zuma” e il Partito Comunista cinese:

Si stima che il fondo elezioni dell’ANC ammonti a 500 milioni di Rand, una somma sufficiente per contrattare tutto e tutti nel disperato tentativo di restare al potere e tenere il presidente lontano dal tribunale.

Il denominatore comune è che tutti i finanziatori del progetto Zuma provengono da ambienti equivoci. Uno di questi è il partito comunista cinese, noto per l'assoluta mancanza di attenzione verso i diritti umani.

Si è detto che il rifiuto dell’ingresso in Sudafrica a Sua Santità il Dalai Lama per partecipare a una conferenza sulla pace sia dovuto alle pressioni del governo cinese.

È evidente che molte questioni riguardanti il Paese verranno decise da questi finanziatori.

Simon Halliday scrive [in]:

forse sopprime la libertà di parola e mostra come il Sudafrica si inchini agli interessi cinesi, promovendo politiche illiberali incoerenti con la Costituzione sudafricana.

Llewmina [in] paragona l’atteggiamento del governo a un patto con il diavolo:

Non importa se narrato in una leggenda, in un film o in un fumetto, succede sempre lo stesso: si fa un patto con il diavolo e si scambia qualcosa che si considera triviale per un effimero desiderio materiale. Satana, sotto qualsiasi spoglie (e si ricordi che il suo nome è “Legione, perché siamo in molti”; Marco 5:9) non mantiene mai la promessa – a dimostrazione della sua natura malvagia, alla quale non può sottrarsi – e l’anima dannata si rende conto di aver dato via il tesoro più prezioso che abbia mai posseduto.

Questo è esattamente quanto ha fatto l’ANC negando al Dalai Lama il visto per recarsi in Sudafrica.

Tracy Stokes [in] sottolinea l’ironia di prendere questa decisione proprio in concomitanza con la Giornata Sudafricana per i diritti umani,  mentre anche Ismail ne mette in luce tutta l'ironia [in].

Non è stato possibile trovare anche un solo post a sostegno di questa decisione. Dopo l’annuncio, anche altri Premi Nobel per la Pace hanno minacciato di boicottare l’evento [in].

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