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Rep. Dem. Congo: suscita furore l'intervista di Kabila al New York Times

La blogosfera congolese ha duramente criticato il presidente Joseph Kabila [it] per la recente intervista al New York Times [in]. Dove Kabila parla di Ruanda, AFRICOM, investimenti cinesi e della sua passione per le motociclette.

Egli spiega anche quanto sia difficile trovare aiuti fidati; molti blogger lo hanno duramente criticato per quest'affermazione. Kabila biasima la corruzione come retaggio di Mobutu [it] e dell'inettitudine delle sue figure istituzionali, piuttosto che assumersi la responsabilità per i problemi del proprio governo:

D: Avete le persone giuste per aiutarvi?

R: (Lunga pausa) Mobutu ha guidato questo Paese per oltre 37 anni. Ha creato una classe politica e una mentalità [d'un certo tipo] e non siamo ancora riusciti a sconfiggerle. Le vecchie usanze sono pessime – corruzione, regole sbagliate, cattiva gestione e così via. Il nostro errore più grande è che non abbiamo avuto abbastanza tempo per istruire e formare i nostri quadri. Non c'è bisogno di migliaia di persone per trasformare un Paese. No, bastano 3,4, 10, 15 persone con le necessarie convinzioni, determinate e risolute. Io ho quelle 15 persone? Probabilmente 5, 6, 7, non ancora 15.

Su Forum Réalisance [fr] Musengeshi Katata scrive che Joseph Kabila ha ingiuriato ogni congolese che ha letto l'intervista:

Tous les professeurs d´université, les officiers d´armée, les instituteurs, les techniciens, les ingénieurs, les médecins, les banquiers, les ouvriers qualifiés, de parents éduquant leurs enfants, de ministres, d´avocats, de députés…etc qui travaillent chaque jour à bâtir l´avenir une nation ; tous ces gens se réduisaient à une équipe de 15 initiés ? Renversant. Est-ce bien un chef d´état qui parlait ou n´était-ce rien d´autre qu´un mauvais entraîneur d´une équipe de rugby ou de football ?

Apparemment ce président en mal de résultat positif veut faire passer, et cela plait beaucoup aux occidentaux en ces moments incertains de crise, son peuple comme un ramassis de crétins et d´incapables.

Tutti i professori universitari, ufficiali dell'esercito, insegnanti, tecnici, ingegneri, medici, bancari, lavoratori qualificati, genitori che educano i figli, ministri, avvocati, deputati… ecc che lavorano ogni giorno per costruire il futuro di una nazione; tutta questa gente ridotta a una squadra di 15 membri fidati? Buttandola lì, è realmente un capo di Stato che parla o nient'altro che un mediocre allenatore di una squadra di rugby o di calcio?

Sembra che questo presidente, non avendo ottenuto risultati positivi, voglia rappresentare la sua gente – e ciò soddisfa parecchi occidentali in questi momenti incerti di crisi – come un branco di idioti e incompetenti.

C´est à se demander : dans ce cas, que fait-il encore au pouvoir, que diable, si personne ne lui fait confiance et qu´apparemment il ne sait pas choisir les hommes qu´il faut pour obtenir des résultats satisfaisants à sa politique?

Questo porta alla domanda: in questo caso, cosa ci fa ancora al potere, il diavolo, se non ha fiducia in nessuno e se apparentemente non sa come scegliere la gente di cui ha bisogno per rendere efficaci le sue politiche operative?
Joseph Kabila, Presidente della Repubblica Democratica del Congo dal 2002

Joseph Kabila, Presidente della Repubblica Democratica del Congo dal 2002 (Wikipedia)

Congoliberte [fr] pensa che se Kabila crede davvero che ci siano solo sette persone in gamba nel suo governo, è ora di una bella ripulita:

Apparemment, il est obligé de ne s’appuyer que sur 6 à 7 personnes, c’est-à-dire moins de 10, dans un pays qui revendique déjà 70 millions d’habitants, pour faire bouger les choses. C’est grave…

…Congolaises et Congolais cherchent à savoir la raison d’être d’un cabinet présidentiel composé de plusieurs dizaines de conseillers, d’un gouvernement de près de 60 membres, d’un Parlement de 500 députés et 120 sénateurs…

…Des talents et patriotes cachés, qui se comptent certainement par milliers, rongent leurs freins à l’ombre de ceux qui ont pris le pays en otage. Les Congolaises et Congolais attendent de lui un travail urgent de nettoyage des « écuries »…Pourquoi n’innoverait-il pas à mettant en place un cabinet présidentiel de moins de 10 conseillers et un gouvernement de moins de 15 ministres ?…C’est maintenant ou jamais, que le choix de l’excellence s’impose à lui.

Apparentemente, può contare solo su 6 o 7 persone, meno di 10, in un Paese che conta oltre 70 milioni di abitanti, per far funzionare le cose. Ciò è grave …

… I congolesi stanno cercando la giustificazione per un consiglio dei ministri composto da diverse dozzine di consiglieri, un governo di almeno 60 membri, un parlamento con 500 deputati e 120 senatori …

… Talenti nascosti e patrioti, che certamente si contano a migliaia, stanno mordendo il freno all'ombra di coloro che hanno preso in ostaggio il Paese. Uomini e donne congolesi stanno aspettando che [Kabila] ripulisca il “letamaio” … Perché non dovrebbe innovare, creando un consiglio dei ministri con meno di 10 consiglieri e un governo con meno di 15 ministri? … Ora o mai più, è tempo di fare la scelta giusta.

Mouvement Libération du Congo – Diaspora [fr] pensa che le frasi di Kabila sulla penuria di autorità competenti abbia un che di coloniale:

Pour ceux et celles d'entre nous qui savent que « les crimes organisés en Afrique centrale » ont bénéficié des services anglo-saxons, il est possible que Joseph soit en train d'envoyer un signal fort à ses « parrains » pour expliquer sa méthode de travail.

A la lecture de la réponse de Joseph Kabila à New York Times, on se croirait en présence d'un Karel De Gucht, Ministre des affaires étrangères Belge, affirmant qu'il n'a pas trouvé au Congo, autour de Kabila, des hommes politiques dignes de ce nom. Quand on connaît toutes les misères que les propos de De Gucht ont suscité et qu'on entend le même discours de la bouche du « raïs », on se dit: « ça sent mauvais ». Face à l'échec patent d'une politique fondée sur l'exclusion, la violence, la corruption et le mensonge, Joseph trouve vite des boucs émissaires: Mobutu, les mobutistes et la mentalité mobutiste. Cette interview aurait été convaincante si Joseph pouvait citer trois ou quatre mesures phares prises pendant ses 7 ans de règne pour un bonheur congolais partagé. Il n'y a en pas eues.

Per quanti tra noi sanno che il “crimine organizzato in Centrafrica” ha tratto giovamento dai servizi degli Anglosassoni, è possibile che Joseph stia trasmettendo un forte segnale ai suoi “padrini” per spiegare i suoi metodi.

Leggendo la risposta di Joseph Kabila al New York Times era come essere in presenza di Karel De Gucht, Ministro degli affari steri belga, mentre diceva che in Congo non aveva trovato, intorno a Kabila, dei politici degni di tale nome. Per chi ha familiarità con tutte le miserie causate dalle frasi di De Gucht e sente lo stesso discorso uscire dalla bocca del “raïs„ (cioè, Kabila), gli viene da dire “siamo messi male”. Di fronte al palese fallimento delle politiche fondate sull'esclusione, la violenza, la corruzione e le bugie, Joseph trova rapidamente dei capri espiatori: Mobutu, i seguaci di Mobutu, la loro mentalità. Quest'intervista sarebbe stata convincente se Joseph avesse potuto citare le tre o quattro misure prese, durante i suoi 7 anni di potere, a favore dei cittadini congolesi. Non ce n'è stata nessuna.

Alcuni blogger inoltre hanno ribattuto alle dichiarazioni di Kabila sul Ruanda, con cui i rapporti sono stati tesi. Tra l'altro, il Ruanda finora ha rifiutato di estradare Laurent Nkunda [it], ex capo di un gruppo ribelle pro-Tutsi che ha operato nel Congo orientale. Kabila ha detto al reporter del New York Times:

“Quali sono gli interessi del Ruanda nel Congo? Mi piace credere che siano gli stessi. Ma se c'è un piano segreto e gli interessi del Ruanda sono più o meno il controllo delle concessioni minerarie e quant'altro, illegalmente, e se sono coinvolti in tutto ciò che avviene nel nord e sud Kivu, allora siamo ancora lontani dalla fiducia. Diamo loro il beneficio del dubbio, ancora una volta, probabilmente per l'ultima volta”.

The Mushaki Pager [fr] si chiede cos'è che ha spinto Kabila verso una posizione così netta:

Très peu diplomatique. Veut-il fâcher les autorités rwandaises ? A-t-il fait un deal avec la France lui permettant d’utiliser un langage aussi provocateur envers ses alliés rwandais dont le président disait encore tout récemment que l’amitié avec Kinshasa était solide ? ?

Non molto diplomatico. Vuol far arrabbiare le autorità ruandesi? Ha fatto un accordo con la Francia per consentirgli di usare un linguaggio così fortemente provocatorio verso gli alleati ruandesi, il cui presidente assai recentemente si è detto felice della solida amicizia con Kinshasa?

Afrique des Grands Lacs [fr] pubblica la traduzione francese dell'intervista e scrive:

Mr. Kabila a encore affirme que le Rwanda va extrader Laurent Nkunda et que celui-ci fera face a la justice congolaise. Cependant, on peut se demander de quelle marge de manoeuvre dispose Kabila pour obtenir de Kagame l’extradition de Nkunda…

Il Sig. Kabila ha confermato ancora che il Ruanda concederà l'estradizione a Laurent Nkunda e che sarà portato davanti alla giustizia nella Repubblica Democratica del Congo. Tuttavia ciò fa sorgere la domanda sul margine di manovra a disposizione di Kabila per ottenere l'estradizione di Nkunda da Kagame …

Je suis ebahi que Kabila declare qu’il n’y a pas de mandat d’arret a l’encontre de Nkunda. Cette grave contradiction dans une meme interview est un signe clair que Kabila ne travaille pas pour l’extradition de Nkunda. Si le Chef de l’Etat lui-meme “oublie” un mandat d’arret international lance par la justice de son pays, comment voulez-vous que ce mandat ait un effet?

Sono sbigottito che Kabila abbia dichiarato che non c'era nessun mandato di arresto per Nkunda. Questa seria contraddizione nella stessa intervista è un chiaro segno che Kabila non sta più lavorando per l'estradizione di Nkunda. Se lo stesso capo di stato “dimentica” un mandato di arresto internazionale emesso dal sistema giudiziario del suo Paese, come si può pensare che quel mandato possa avere qualche effetto?

Su Forum Réalisance [fr], Katata critica il contesto generale dell'intervista, in particulare ciò che pensa sia la mancanza di sostanza di Kabila. Ne incolpa i pregiudizi dei media occidentali:

Il est tout de même surprenant qu´un président élu puisse avoir si peu de substance dans son interview dans un journal aussi important que le New York Times.

È proprio sorprendente come un presidente eletto possa mostrare una tale scarsa sostanza in un'intervista con un giornale importante come il New York Times.

Beaucoup diront : cela a à voir avec les questions qui lui ont été posées et ce que poursuivait le journaliste dans cette Interview. Et ici je reconnaîtrai que c´est plausible : il s´agissait plus de faire une quelconque publicité à un président africain dont on voulait se rallier la sympathie, qu´à éprouver sa maturité logique ou sa compétence politique. Après tout, les américains se font une idée précise de l´Afrique : celle d´un continent de pauvres, de défaillants et d´incapables dont on avait besoin pour se sentir encore plus fort dans sa richesse et sa puissante politique, militaire et économique. Un grand continent de mendiants auxquels on octroyait périodiquement une aide surfaite, dont on résolvait tant bien que mal les problèmes qu´il ne savait résoudre lui-même.

Molti diranno: ciò dipende dalle domande postegli e da quanto cercava il giornalista nell'intervista. Ammetto che ciò sia plausibile: era più per creare una specie di pubblicità per un presidente africano sul quale vogliono indirizzare il consenso che per verificare la maturità della sua logica o della competenza politica. Dopo tutto, gli americani hanno un'idea precisa dell'Africa: un continente di poveri, deboli, incapaci di cui [l'America] ha bisogno per rendere ancora più forte il proprio potere politico, militare ed economico. Un grandioso continente di mendicanti al quale assegna periodicamente un enorme sussidio, che viene usato per risolvere, in un modo o in un altro, i problemi che non ha saputo risolvere da sé.

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