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Azerbaijan: i blogger riflettono sul massacro all'Università di Baku

La notizia della tragedia avvenuta a Baku alla fine del mese scorso, che ha scioccato il mondo intero, è emersa molto lentamente e quasi due settimane dopo ci sono ancora molte domande rimaste senza risposta. Sappiamo comunque che la mattina del 30 Aprile 2009, 13 persone sono rimaste uccise in una terribile sparatoria all'Accademia Statale del Petrolio [az].

Viste tuttavia le scarse informazioni locali sulla cronaca dell'incidente, inizialmente molti cittadini, come il blogger 27 months in Azerbaijan si sono mostrati incerti sull'accaduto [in].

Oggi c'è stata una sparatoria all'Università di Baku. L'unica notizia apparentemente credibile tra quelle che ho sentito dice che un georgiano di etnia azera è entrato nell'istituto e ha iniziato a sparare alla gente, raggiungendo poi le scale dove ha rivolto la pistola contro di sé e si è suicidato.[…]

Alcuni voci parlano di 50 persone uccise e fino a tre uomini armati, ma a questo punto non so a cosa credere.

Di fatto le testate nazionali non hanno riportato la notizia sull'incidente fino a molte ore dopo che era già passata sui media internazionali, come ha sottolineato [in] il blog Jessica P. Hayden is off the map.

[…] mentre si consumava il massacro e la polizia irrompeva in scena, tutti i canali televisivi continuavano a trasmettere i talk show di mezzogiorno. (Pensate a versioni di bassissimo budget dei talk show americani come Oprah o Ellen.) Nessuna edizione straordinaria per le notizie dell'ultimora. Nessun aggiornamento. Una donna con cui ho parlato mi ha raccontando con enfasi di aver trovato informazioni più accurate nei forum di discussione online che in qualsiasi altra fonte d'informazione ufficiale. […]

Durante l'evacuazione, alcuni studenti hanno girato con i cellulari un video delle orribili scene all'interno dell'università.

Una settimana dopo il tragico evento, Flying Carpets and Broken Pipelines ricorda le prime notizie dell'accaduto [in].

30 di Aprile, sono ad Istanbul, vado al lavoro, sembra un giorno come tanti, in cielo c'è finalmente il sole. Ma tutto cambia non appena arrivo in ufficio e un collega mi chiede se ho sentito cos'è successo in una delle università di Baku […]. Accendo il computer e controllo le notizie- 22 studenti morti (il numero esatto è 13 secondo le ultime notizie del giorno) durante una tragica sparatoria all'Accademia del Petrolio azerbaijana. In un primo momento sono stata assalita dallo shock, poi dalla tristezza e immediatamente dopo dalla rabbia.

Ho controllato freneticamente le notizie ogni 15 minuti- nulla di più, sempre lo stesso, x numero di morti, x numero di feriti. Controllo su Facebook, notizie dappertutto- tutti gli amici aggiornano le ultime cifre.

[…]

Ma non ci sono tuttavia informazioni precise sugli attentatori, sulle ragioni che hanno portato alla sparatoria e sulla vera storia. […]

Ali S. Novruzov, autore di Global Voices Online, ne scrive su Frontline Club e solleva alcune domande [in] che ora vengono poste da molti a Baku, incluso Side-Talks Azerbaijan [in] .

Mentre solidarizziamo con le famiglie che hanno perso i propri cari, è opportuno mettere alcune domande in prospettiva. Potrebbe essere stato chiunque, ma perchè non ci sono notizie concrete su cosa è accaduto veramente? Perchè non c'è ancora un movente definito per le uccisioni? Chi erano le persone coinvolte? E a che punto le indagini hanno rivelato il “presunto” coinvolgimento di altri complici?

Nel frattempo il blogger Sheki Azerbaijan riassume lo shock provato quel giorno da tutti i cittadini del Paese e scrive che la tragedia sarà ricordata negli anni a venire [in].

Sfortunatamente il 30 Aprile 2009 verrà ricordato da molte famiglie azerbaijane come il giorno in cui i propri ragazzi uscirono per andare all'università e non fecero più ritorno a casa. Oggi un killer ha colpito a morte ad almeno 13 persone nell'Accademia del Petrolio dell'Azerbaijan a Baku, e molte altre sono rimaste seriamente ferite. Non se ne conoscono ancora i motivi…e nessuna ragione potrà restituire quelle vittime innocenti (Allah rəhmət eləsin – La pace sia con le vittime).

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