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Iran: le autorità chiedono aiuto online per identificare dei manifestanti

In Iran i partecipanti alle dimostrazioni post-elezioni [in] apparsi in alcune immagini pubblicate online sono ora nel mirino di un sito web [fa] della Guardia Rivoluzionaria Islamica [in].

Il sito si chiama Gerdab (cioé ‘vortice') e fa parte del Centro Informativo per le Indagini sul Crimine Organizzato della Guardia Rivoluzionaria Islamica. In esso sono pubblicate le foto di 20 persone segnalate con cerchi rossi intorno al viso e si afferma, senza alcuna prova, che le persone ritratte sarebbero coinvolte nell'ondata di “caos” che ha travolto Teheran.

I cittadini sono invitati a chiamare o inviare una email qualora fossero in grado di identificare i soggetti. Secondo Gerdab, inoltre, le persone in questione sarebbero già in stato d'arresto. Il sito non offre ulteriori informazioni in merito.

Alcuni blogger islamisti hanno rilanciato [fa] le immagini.

Nel frattempo, i sostenitori del movimento di protesta sono passati al contrattacco pubblicando diverse immagini delle forze di sicurezza iraniane, in particolare presunti agenti in borghese [in] mentre chiedono i documenti ai passanti.

Come, ad esempio, l'immagine [in] di un presunto agente seduto sul sellino posteriore di una moto che estrae una pistola dalla cintola. Parecchi blogger hanno pubblicato [fa] la foto del presunto agente chiedendo ai lettori di identificarlo. Pochi giorni dopo sono iniziate a circolare delle voci sul suo nome, la sua carica di leader dei Basij [it] e un presunto debito bancario di svariati milioni di dollari. Informazioni come queste non sono avallate da fatti né attendibili e potrebbero avere serie conseguenze per chiunque dovesse avere lo stesso nome del presunto colpevole. Il pettegolezzo online può facilmente sostituirsi ai fatti.

Non sarebbe la prima volta che una foto provoca scandali o arresti durante un conflitto. In questo caso, però, ci troviamo di fronte ad un'evoluzione del reato di stalking [it] e della persecuzione, rastrellando informazioni online.

Per seguire queste e altre vicende annesse, invitiamo a visitare la pagina dello speciale di Global Voices sulle Elezioni in Iran del 2009 [in].

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