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Myanmar: 64 parole a sostegno di Aung San Suu Kyi

Volete testimoniare il vostro sostegno alla leader dell'opposizione in Myanmar e icona mondiale della democrazia Aung San Suu Kyi [in]? La scorsa settimana è stato avviato un nuovo sito web dove chiunque nel mondo può lasciare un messaggio di solidarietà di 64 parole per la leader incarcerata Aung San Suu Kyi. Il sito 64forSuu.org [in] è stato intitolato così per celebrare, al 19 giugno, il 64esimo compleanno di Suu Kyi.

I sostenitori di Aung San Suu Kyi possono pubblicare e guardare [in] video, testi, messagg via Twitter e immagini sul sito. Ecco un esempio [in] di un testo di 64 parole:

“Diciannove anni fa, i birmani hanno scelto Aung San Suu Kyi come loro leader. Per la maggior parte di questi 19 anni, è stata però tenuta agli arresti domiciliari dalla giunta militare che governa il Paese. Non dobbiamo starcene in disparte mentre viene nuovamente messa a tacere. È il momento che la comunità internazionale di parlare con una sola voce: libertà per Aung San Suu Kyi.”

Questa breve dichiarazione è stata firmata da molte celebrità e vari nomi famosi [in] tra cui George Clooney, Madeleine Albright, Drew Barrymore, David Beckham, Bono, Matthew Broderick, Sandra Bullock, John Cusack, Matt Damon, Robert De Niro, Václav Havel, Helen Hunt, Anjelica Huston, Scarlett Johansson, Nicole Kidman, Ashton Kutcher, Madonna, Sarah Jessica Parker, Brad Pitt, Julia Roberts, Meg Ryan, Steven Spielberg, Meryl Streep, Archbishop Desmond Tutu, Naomi Watts.

Twitter [in] è parte integrante della campagna:

È la prima campagna politica ad utilizzare Twitter con un sito integrato per sfruttare la portata e l'influenza di alcune delle celebrità più note del mondo [in]. Attraverso risposte e “re-tweet”, il messaggio della campagna ha raggiunto una cifra stimata di 5 milioni di persone solo su Twitter nei primi cinque giorni.

Tra quanti sono ricorsi a Twitter per dimostrare sostegno a Aung San Suu Kyi c'è Yoko Ono [in]. Il lancio del sito è stato ritenuto un successo perchè anche vari leader mondiali [in] hanno inviato dichiarazioni di sostegno per Aung San Suu Kyi.

Anche il Primo Ministro britannico Gordon Brown è un sostenitore di Aung San Suu Kyi. Ecco il suo contributo su YouTube:

Queste le 64 parole di sostegno di Brown:

“Aggiungo la mia voce al coro sempre maggiore di quanti chiedono il tuo rilascio. Per troppo tempo il mondo ha mancato di agire di fronte a questa intollerabile ingiustizia. Ora le cose stanno cambiando. Le proteste per il tuo rilascio vanno crescendo in tutta l'Europa, l'Asia, e il mondo intero. Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere questo compleanno l'ultimo che trascorri privata della libertà.”

Anche molti sud-est asiatici hanno espresso il loro sostegno per Aung San Suu Kyi. Da Erich Jao delle Filippine:

Le persone libere del mondo sostengono la tua causa e la nobiltà del tuo sacrificio per promuovere la libertà in Myanmar. Facciamo che questo sia l'ultimo anno in cui respiri l'aria di oppressione e tirannia. Il male non prospera mai nella luce e facciamo in modo che il mondo punti i riflettori sulla verità della tua battaglia e non attardiamoci ma diamoci rapidamente da fare!

Monika Neff dalla Malaysia ha lasciato questo messaggio:

Cara Aung San Suu Kyi buon compleanno, quanto stai facendo per il popolo della Birmania ti rende un eroe accanto agli altri che hanno sacrificato la vita per la propria gente, come Nelson Mandela e Ghandi. Sono poche le persone come te, tutto quello che possiam fare è mostrare il nostro sostegno così. Ti amiamo Suu Kyi, un giorno la Birmania sarà libera e ciò grazie al tuo sacrificio!

Immagine inviata da un sostenitore dalla Tailandia

Immagine inviata da un sostenitore dalla Tailandia

Margaret Posnett dalla Cambogia ha scritto quanto segue sul sito:

Ho sempre ammirato la tua pazienza e la tua saggezza. Prego affinchè tu abbia la forza di continuare a essere un pilastro della giustizia per la Birmania e per tutti noi. Dio ti benedica.

64forSuu è presente anche su Facebook. Siete pronti [in] a lasciare le vostre 64 parole di sostegno per Aung San Suu Kyi?

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