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Africa: l’arrivo del cavo Seacom per la banda larga accende il dibattito

La messa in atto del cavo sottomarino a banda larga, mirato a incrementare l'accesso a Internet riducendone i costi, ha acceso il dibattito e l’interesse della blogosfera africana. Il cavo Seacom [in], che collega Sudafrica, Tanzania, Kenya, Uganda e Mozambico all’Europa e all'Asia, ha è stato attivato [in] giovedì 23 luglio scorso, mettendo in comunicazione l’Africa australe e orientale con il network globale a banda larga.

Mappa del collegamento del cavo Seacom tra la fascia costiera dell'Africa australe africana con l’Europa e l’Asia

Il cavo Seacom collega la fascia costiera dell'Africa australe africana con l’Europa e l’Asia

Johannesburg, Nairobi e Kampala sono state allacciate [in] giovedì scorso, presto seguite da Addis Ababa e Kigali. L’attivazione del cavo era prevista agli inizi di luglio ma gli attacchi dei pirati [in] lungo il litorale somalo ne hanno ritardato le operazioni.

Il collegamento sottomarino punta a ridurre i costi della banda larga fino al 90% consentendo un maggiore utilizzo delle video-conferenze, l'alta definizione e l'accesso veloce a Internet lungo la costa orientale africana.

“Mmmh… non vedo l’ora di poter scaricare qualcosa”, scrive IT Blog Kenya [in].

In Uganda, Josh nota già la differenza e ne parla sul blog In an African Minute [in]:

La tecnica ampiamente utilizzata in Africa per vedere i filmati su YouTube è di mettere subito in pausa il video appena inizia, aspettare 20 minuti (o più) finchè viene scaricato per intero, e poi guardarlo. Oggi mi trovo alla cerimonia di inaugurazione del cavo SEACOM… Peter Moreton, direttore acquisti SEACOM, mi indica l’angolo della sala riunioni dove c'é un computer con dei video YouTube in coda. Abbiamo lanciato il filmato Kung Fu baby [in] e per la prima volta in Africa ho visto un video di YouTube caricarsi e visualizzarsi completamente in 6 secondi.

Anche Muhashe ne scrive in termini entusiastici su TechMasai [in]:

Seacom è il cavo sottomarino di cui abbiamo parlato qualche tempo fa [in] che è stato installato e inaugurato oggi. L’iniziativa è a dir poco rivoluzionaria perché fra i Paesi che lo utilizzeranno ci sono Kenya, Tanzania, Uganda, Mozambico e Sudafrica.

… È un bellissimo momento per l’Africa, posso dirlo con certezza per quanto riguarda il Kenya che finora si affidava al satellite per l'accesso a internet.

Jeremy, blogger nigeriano che scrive su NaijaBlog [in], fa un raffronto tra il Seacom e le varie connessioni via cavo dell'Africa occidentale. È l’Africa occidentale a rimanere indietro:

L’Africa australe ha la banda larga… mentre l’Africa occidentale è ancora ferma ai blocchi di partenza (in realtà è ancora negli spogliatoi che sta pensando come vestirsi) con gli inefficaci quanto inutili cavi SAT3, un fantasma Glo1 (gli appaltatori di Alcatel si sono insabbiati in una duna?) e due nuovi concorrenti, WACS e Main1 ancora lontani all’orizzonte (l’anno prossimo se siamo fortunati). L’Africa australe ha abbracciato la banda larga ed è partita a gran velocità mentre l’Africa occidentale esita e si guarda attorno.

Anche Twitter è in fermento per la notizia del cavo Seacom. Alcuni utenti sono ensusiasti mentre altri rivelano un certo scetticismo:

“Sono ancora stupefatto dall’idea che si possa scaricare praticamente qualsiasi cosa grazie a un piccolo cavo giallo #seacom

ncallegari [in]

“Il Seacom è entrato in azione sul serio oggi. Ora stiamo a vedere quanto ci mette l’ISP ad aumentare la velocità e ad abbassare i costi…”
dnyaga [in]

“capita solo a me o a Nairobi la connessione è lenta dopo il lancio del #seacom? Forse la banda larga se è fermata a guardare l'oceano prima di emergere?”
mentalacrobatic [in]

Gran parte dello scetticismo riguarda le tariffe: malgrado alcuni esperti affermino che il costo della banda larga debba scendere del 90%, altri ritengono che il taglio effettivo sarà assai inferiore. Kachwanya scrive [in]:

In teoria il costo dovrebbe scendere oltre il 90%, al momento la tariffa dei provider Internet (ISP) [it] è di 6500 dollari per MB di banda. Secondo la Seacom, chiederanno solo 400 dollari per MB di banda, ma trattenete il respiro, non aspettatevi miracoli su questo fronte. Recentemente Tom Omariba, CEO di Uunet, ha dichiarato che i nuovi cavi abbasseranno i costi solo del 20-30%.

True Kenyan [in] si preoccupa della questione della trasparenza:

La Seacom si è categoricamente rifiutata di comunicare, a noi utenti internet, chi è l’ISP che ha comprato da loro la banda larga. Ciò spiega la ragione per cui brancoliamo nel buio e non sappiamo dove è possibile acquistare servizi internet economici e affidabili… Quindi l’unica alternativa che mi resta è continuare con il mio ISP, fissando il computer mentre scarica le pagine alla sua velocità sperando che un giorno il nostro sogno si avveri.

Anche Mdau riflette sui costi commentando un post del blogger tanzaniano Issa Michuzi [swahili] ma resta fiducioso per il futuro:

Asanteni sana kwa huo mkonga. Sasa kutandaza fibre-optic cables kwenye miji mbalimbali tunaanza lini? Manake kuwa na inter-country connection wakati within the country hatuna connection nzuri bado gharama zitakuwa juu na kwa maoni yangu tutakuwa tuna-under utilise capacity ya hiyo under sea cable. For the moment, well done! For the future, we have to work had!

Grazie del cavo. Ma quando lo porterete in altre parti del Paese? Voglio dire, se abbiamo una buona connesione fra i Paesi ma non abbiamo una buona connessione all'interno del Paese, i costi restano elevati e penso che finiremo per sottoutilizzare la capacità del cavo sottomarino’. Per il momento, ben fatto! Per il futuro, c’è ancora molto da fare!

Per Jellyfish [in], che respinge i timori sulle tariffe facendo notare che l’aumento in termini di qualità e velocità del servizio normalmente vedrebbe un'impennata dei prezzi, l'arrivo del Seacom è un grande evento:

Con una campagna mediatica ben strutturata, SEACOM ha acceso l'interruttore che ha immediatamente sprigionato il fascio di terabyte della banda larga alla velocità della luce tramite un sofisticato sistema di fibre ottiche.

E per il sudafricano Aki Anastasiou [in], questo “È un piccolo MB [it] per il mio portatile ma un gigantesco TB [it] per l’Africa”.

2 commenti

  • mela gigaswan

    Finalmente e’ finita la dipendenza dal lento e costoso satellite quale sara’ il prossimo passo per lo sviluppo tencologico dei paesi Africani?

    • L’auspicio è che si inneschi un processo a catena che permetta di aprire le porte anche ad altri settori, altri mercati. Certo richiede un po’ di tempo ma poi tutto si converte in energia che a sua volta genera altra energia e altro movimento…

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