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Honduras: reazioni via blogger e Twitter alla destituzione di Zaleya

La giornata [del 28 giugno] è iniziata con la notizia che il Presidente Mel Zaleaya era stato costretto agli arresti domiciliari da soldati armati. Lo stesso giorno era previsto il voto per un rederendum, cui si erano opposti la Corte Suprema, le Forze Armate e il Parlamento honduregni. Da giorni, Zelaya aveva destituito il capo delle forze armate [in],  il Generale Romeo Vásquez Velásquez, evento cui avevano fatto seguito le dimissioni di altri vertici dell'esercito spiegando che non avrebbero appoggiato quel voto.

Si è appreso solo in seguito che Zelaya era stato condotto in Costa Rica, da dove continuava a definirsi come il legittimo Capo di Stato. Era anche circolata la voce che Zelaya si fosse dimesso, ma la lettera [prodotta come prova] si è rivelata un falso [sp], fa notare Juan Carlos Rivera del blog Miradas de Halcón. Le reazioni su Twitter e sui blog variano da chi definisce il tutto un colpo di stato, a chi lo ritiene l'unico modo per bloccare la controversa decisione di Zelaya.

Foto di Roberto Brevé utilizzata con licenza Creative Commons. http://www.flickr.com/photos/breve/3668996322/

In molte zone della capitale è venuta a mancare la corrente, come ha notato l'Honduras Daily News, secondo il quale [in] si tratterebbe di “un tentativo per limitare la diffusione delle informazioni”. Comunque, le notizie continuano a circolare sulle piattaforme di social network come Twitter e Blipea, molto attive per tutto il giorno.

Hibueras, sostenitore di Zelaya, scrive [sp]:

Manuel Zelaya fue detenido y sometido por la furza bruta de la jauria criminal de nuestra historia esclavista para evitar que el pueblo hondureño posea el poder de inclusion y de construccion de su patria, los responsables de tan ignomioso acto son todos conocidos y pagaran caro su abuso.

Llegó la hora de buscar por otros medios, lo que se nos niega por la paz, y los responsables seran jusgados por sus actos de traicion a la patria.

Manuel Zelaya è stato arrestato e soggiogato con la forza bruta da un [potere] criminale che ha schiavizzato il popolo honduregno. Così [facendo], si voleva impedire che il popolo pervenisse al potere in nome dell'inclusione e del processo di costruzione della madrepatria. Le persone responsabili di una simile violenza sono ben note, e pagheranno per questi abusi.

È ora di trovare modi nuovi per ottenere quanto ci viene impedito di raggiungere con mezzi pacifici, e i responsabili di questi atti di alto tradimento verranno processati.

I sostenitori del Presidente Mel Zelaya in una foto di Roberto Brevé utilizzata con licenza Creative Commons

I sostenitori del Presidente Mel Zelaya in una foto di Roberto Brevé utilizzata con licenza Creative Commons. http://www.flickr.com/photos/breve/3668437385/

Più tardi, nella stessa giornata, il Parlamento ha votato la rimozione di Zelaya dalla carica di Presidente, e ha insediato Roberto Micheletti [it], già Presidente della Camera. Poco dopo, Micheletti ha annunciato di voler indire nuove elezioni per novembre. L'insediamento di Micheletti come Presidente ha attirato le critiche di molti degli alleati più stretti dell'Honduras, e specialmente del Venezuela, che ha minacciato azioni militari nel caso i propri diplomatici nel Paese venissero rapiti o uccisi. Il Presidente Hugo Chavez ha anche affermato che [in] il nuovo governo di Micheletti sarebbe stato presto sconfitto.

Alcuni utenti di Twitter, come Hugo Chinchilla, si dicono preoccupati per le dichiarazioni rilasciate da Chavez, e le considerano un segnale sul possibile coinvolgimento di questi alleati. Aggiunge una voce “ufficiosa” per cui l'esercito si starebbe preparando all'eventuale intervento [sp] delle truppe venezuelane o nicaraguensi.

Altri, come Jorge Garcia, appoggiano i militari il nuovo governo, e invita i lettori su Twitter a sostenere i soldati inviando cibo e bevande [sp]. Garcia inoltre dichiara [sp]:

En #honduras no hubo golpe de estado, el estado de derecho continúa, la constitución sigue vigente.

In #honduras non c'è stato alcun colpo di Stato, lo Stato di Diritto non è decaduto, e la Costituzione resta in vigore.

Ora che gran parte dell'attenzione del mondo è rivolta all'Honduras, Wilmer Murillo dice di temere l'isolamento da parte della comunità internazionale, e lancia un appello [sp]:

que devuelvan a Mel! estamos quedando como retrogradas ante los ojos del mundo.

Fate tornare Mel! Altrimenti facciamo la figura di un Paese che va all'indietro davanti al mondo intero.

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