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Primo attacco suicida in Mauritania

Sabato scorso in Mauritania si è registrato il primo attacco suicida, con il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Mentre l'evento è stato riportato assai marginalmente dai media occidentali, l'emittente televisiva Al Arabiya con sede a Dubai ne ha dato notizia [in] subito dopo l'attentato da Nouakchott, la capitale, evidenziandone la tempistica in questo articolo:

L’attentato è avvenuto tre giorni dopo che Mohamed Ould Abdel Aziz, autore del golpe militare che nel 2008 ha rovesciato il primo leader eletto democraticamente, aveva prestato giuramento come presidente della Mauritania dopo aver vinto le elezioni il mese scorso.

The Moor Next Door ha scritto un pezzo dettagliato [in] sull’incidente dipingendo l'immagine di una popolazione furiosa per quanto accaduto ma ancor più frustrata dal regime:

Le risposte agli articoli sull'attentato presenti sull'internet araba sono esplicative. Un commento aggiunto a uno dei primi reportage dice “liberaci dal Generale e poi ti chiameremo shaid (martire)!”. Altri condannano l’attentatore e la sua stupidità schernendone le origini haratine [it]. I mauritani sono arrabbiati, proprio come hanno fatto dopo i tanti attacchi terroristici sferrati negli anni. Ma per quanto vi sia frustrazione e risentimento per l'attentato, gran parte di questi [sentimenti] viene rivolto contro il regime. Anche se la storia dell’attentatore suicida è il “pezzo forte” del momento che ha attirato l'attenzione dei media occidentali dopo le elezioni, i mauritani vedono altri problemi legati alla legittimità e al despotismo strisciante.

Becky, blogger che lavora per Peace Corps [in] in Mauritania, segnala l'eventualità che i volontari dell’associazione in servizio nel Paese possano essere rimpatriati e scrive [in]:

È un giorno triste per i volontari di Peace Corps in Mauritania. Non solo perché ciò minaccia il nostro futuro ma anche perché un Paese nel quale siamo cresciuti e che chiamiamo “casa” ora verrà visto dal resto del mondo come luogo pericoloso e instabile. Va detto che i terroristi sono degli estremisti e non rappresentano il pensiero più diffuso. Sarà molto difficile, per me, lasciare tutte le persone che non hanno fatto niente di male anche se quelli con cui ho parlato capiscono perfettamente [la situazione].

weddady [in] ha scritto della sua frustrazione in un messaggio su Twitter [in]:

Messaggio su Twitter di weddady
[Aljazeera e Alarabiya includono Salka Bint Cheikh nella lista dei feriti, le testate occidentali la ignorano. Tirate voi le conclusioni.]

Anche se sono ancora pochi i blogger che parlano della questione, la Francia ha condannato [in] l’attentato e il neopresidente Mohammed Ould Abdel Aziz ha messo in guardia [in] contro futuri attacchi terroristici.

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