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Messico: diffondere il messaggio dell'Islam

La rete metropolitana di Città del Messico è una delle più trafficate al mondo, con circa 4,5 milioni di passeggeri quotidiani. Cifre che hanno indotto un gruppo di musulmani messicani a praticarvi la Da’wa [it], una maniera di predicare la religione islamica.

Nel seguente filmato Mustafa mostra una delle inserzioni affisse recentemente all’interno dei convogli della metropolitana, che invitano a conoscere meglio la fede musulmana. L'inserzione riguarda il Centro Culturale Islamico di Città del Messico [sp], dove nel fine settimana si svolge un evento culturale.

Le strade di Città del Messico hanno visto altri tentativo di proselitismo musulmano: questo filmato riprende un furgone mentre percorre in lungo e in largo un quartiere, invitando la gente a una conferenza.

Secondo l’ultimo censimento, i messicani sono in netta maggioranza (88%) cattolici [in]. Sempre i dati del 2008 registrano 25.000 musulmani nel Paese [in], ossia lo 0,02% della popolazione.

Sebbene molte delle attività e degli eventi pubblici avvengano nel Distretto Federale, un piccolo gruppo di convertiti all’Islam residenti nello Stato meridionale di Chiapas è stato oggetto di un reportage. Il giornalista e blogger Franc Contreras, curatore di Mexicomonitor [in] e inviato di Al Jazeera English, nel 2008 si è recato sul posto per realizzare un servizio sul gruppo di indigeni Maya che hanno abbracciato la fede musulmana. Il filmato è disponibile qui [in].

Alcuni messicani musulmani ricorrono ai blog per comunicare con gli altri e contribuire a diffondere il messaggio dell’Islam. Carlos Alberto Rojas, noto anche come Isa, ha studiato all’Università Islamica di Medina [in]. Sul proprio blog offre assistenza e risposte a chiunque abbia delle domande. Ha pubblicato i propri recapiti telefonici e le fasce orarie in cui è raggiungibile [sp] per rispondere a quesiti sull’Islam, sul digiuno o sulle iniziative in programma.

2 commenti

  • Thank you for translating my post.

    Eduardo

  • E’ da augurarsi sempre che l’esperimento iniziato da un gruppo di messicani, di orientamento islamico, in Città del Messico, agglomerato urbano a maggioranza cattolico, molto vivace per la densità di popolazione ha una validità per una serie di ragioni.I mezzi materiali di cui si avvalgono consentono una propaganda face to face, continua, forse martellante. Pluralismo religioso invocato da più parti del mondo, ma con forti resistenze da parte dei movimenti religiosiche pretendono l’esclusiva.L’esperimento è condizionato alla percezione che ne avrà il cittadino messicano, cattolico o meno, della validità del messaggio che potrà essere valutato secondo i parametri della sensibilità, dei rapporti con amici, parenti, del benessere economici o indigenza il tutto nel contesto socio economico. E’ da augurarsi sempre tolleranza tra le religioni.

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