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America Centrale: NO alla violenza contro le donne

Nell'intera regione dell'America Centrale sono in corso attività e campagne online per portare all'attenzione generale la questione della violenza contro le donne. Molte di queste iniziative vanno attirando l'interesse e la partecipazione di parecchi blogger che riflettono variamente sul tema.

Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo con licenza Creative Commons.

Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo
con licenza Creative Commons.

In Guatemala, recentemente è stata rilanciata la campagna pluriannuale (che va dal 2008 al 2015) “Uniti per porre fine alla violenza contro le donne” e Radio Feminista informa sugli eventi in corso nel programma collettivo Fin a la Violencia [sp]. L'associazione Riprendiamoci la Tecnologia sta inoltre promuovendo una maratona-blog di 16 giorni [in] diffondendo nella blogosfera discussioni su temi connessi alla violenza contro le donne e a modi per prevenirla tramite l'uso della tecnologia. Chiunque può coinvolgersi nel progetto [in] e intervenire al riguardo sul proprio blog, in qualsiasi luogo e lingua.

Honduras

Quando in qualche parte del mondo scoppiano delle crisi, le donne sono più vulnerabili a subirne la violenza. Ad esempio, il blog honduregno Género con Clase [sp] ripubblica un articolo di Tacuazina Morales, che parla dell'aumento dei casi di violenza e brutalità contro le donne avvenuti subito dopo il recente colpo di Stato. Ciò è parzialmente dovuto alla ““ situazione di mancata protezione in cui sono venute a ritrovarsi le vittime e alla debolezza delle istituzioni preposte alla tutela dei diritti umani delle donne.” Secondo Feministas en Resistencia, si sono registrati circa 400 casi di violenza contro le donne [sp] durante le dimostrazioni contro il colpo di Stato, incluse 23 violenze sessuali, alcune delle quali ad opera dei militari delle forze di sicurezza statali.

Guatemala

Nel confinante Guatemala, l'impunità, che è la mancanza di processo o di punizioni per i colpevoli, è la conseguenza più seria di questo fenomeno. Secondo il blog Género con Clase fino al 97% dei casi di violenze contro le donne guatemalteche restano impuniti [sp]. Sul suo blog, il giornalista Montserrat Boix presenta diverse organizzazioni del Paese impegnate su tale tema, e mette anche in luce la recente Legge contro il femmi approvata nel 2009 [sp].

Il blogger guatemalteco Ixmucane di Cine Sobre Todo racconta delle donne migranti, particolarmente esposte alla violenza [sp]:

Unas de las situaciones en las que las mujeres están más indefensas es en la migración, porque están lejos del círculo familiar que las proteje, no conocen las leyes y muchas veces tampoco el idioma. Insisto que cuando hablo de migración, hablo de la migración dentro del país como hacia el extranjero. Y lo peor es que no se quiere defraudar a la familia que se queda, ya que ellos dependen muchas veces económicamente de ellas.

Una delle situazioni in cui le donne restano senza difesa è quando emigrano, perché si trovano lontano dal circolo famigliare che le protegge, non conoscono la legge del posto, e molte volte neppure la lingua. Quando parlo di emigrazione, intendo sia quella all'interno del proprio Paese che fuori. Quel che è peggio, queste donne non vogliono abbandonare la famiglia rimasta a casa, perchè molti membri di tale famiglia dipendono economicamente da loro .

Nella Chiesa Cattolica [it], la novena [it] consiste principalmente nel recitare preghiere ripetute per nove giorni consecutivi per chiedere qualche grazia particolare; allo stesso modo, Julio Serrano del blog Fellinada [sp] ha scritto una serie di nove articoli a mo’ di “novena” per illustrare la complessità della violenza contro le donne. Egli chiede inoltre la grazia di sostiture la violenza con parole d'amore: come preghiere ha usato nove storie reali di diversi tipi di violenza contro le donne e conclude il post con questa riflessione:

Finalmente, no es un golpe bajo hablar del amor en este día, es una postura radical, política, amar es un acto social. Desde mi masculinidad y reivindicando a la mujer en mí, y a la mujer en el otro, y a las mujeres cercanas y lejanas, a mi mamá, a mi novia, a mis amigas, a mis hermanos, a mi papá, a mis amigos, y a aquellas tres hermanas y a lo que representan para nosotros hoy, para ustedes estas palabras llenas de amor”

Infine, non è robetta da blog parlare d'amore in questi giorni, ma è una posizione radicale e politica, amare è un atto sociale. Dalla mia parte virile e da quella vendicativa femminile in me e nelle altre donne, e per quelle donne vicine e lontane, per mia madre, la mia ragazza, gli amici, i fratelli, mio padre, per quelle tre sorelle e per quanto ci sono care oggi, per tutti voi, ecco le mie parole piene d'amore”

Rudy Girón del blog Antigua Daily Photo [in] spiega perché dovremmo rifiutare la violenza come qualcosa di normale e perché dovremmo proporci come parte della soluzione rispetto al problema della violenza contro le donne:

Non voglio sentir dire che i colpi di pistola sono una cosa normale. Mi rifiuto di considerare normali le azioni violente. Non voglio essere insensibile davanti a qualsiasi manifestazione di violenza. Non voglio vedere pistole sguainate per la strada [in]; davanti alle banche; nei camion che consegnano merci; e nei negozi del Paese. Non voglio esser parte del problema. Non voglio dire cose che sminuiscono le donne o qualcun altro. Non lo farò. Voglio esser parte della soluzione.

Il mondo è in trasformazione continua, facendo emergere problemi più complessi che vanno risolti, ma grazie a Internet crescono anche le voci che partecipano alla conversazione e propongono idee per arrivare a delle soluzioni. Anche le persone più marginalizzate della società, le donne indigene povere, combattono per i propri diritti, come descritto nel blog Guatemala Solidarity [in], perciò è ora di dire NO alla violenza e SI a una società più paritaria.

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