chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Sahara Occidentale: deportata Aminatou Haidar, attivista pro-indipendenza

Aminatou Haidar, foto di saharauiakAminatou Haidar, foto di saharauiak

Aminatou Haidar [it] è un'importante attivista per l'indipendenza del Sahara Occidentale (dal Marocco). Nata nel 1967, a vent'anni è stata fatta “sparire” dalle autorità marocchine a causa del suo attivismo per riemergere solo tre anni dopo. Nel 2005, Haidar è stata arrestata per aver partecipato a una manifestazione di protesta ed è stata condannata a sette mesi in prigione per aver “incitato violente attività di protesta.”  Amnesty International l'ha considerata [in] prigioniera di coscienza, mettendo in dubbio la correttezza del processo contro di lei e altre 6 persone. Dopo il suo rilascio, Aminatou Haidar è stata onorata con il Premio Robert F. Kennedy per i diritti umani [in], , nominata [in] per il Premio Nobel per la pace, e più recentemente premiata con il Premio al coraggio civile [in] a New York – tutto ciò per il suo impegno nel difendere i diritti umani nel Sahara Occidentale.

Nonostante i riconoscimenti ottenuti, fino a poco tempo fa Haidar ha vissuto in Marocco sempre con la paura di essere arrestata; cioè fino a venerdì 13 novembre quando, appena tornata a Laayoune (una città nella regione del Sahara Occidentale), è stata arrestata e successivamente deportata.  Secondo la testata statunitense Christian Science Monitor [in], le autorità se la sono presa con lei per aver scritto “Sahara Occidentale” nei moduli alla dogana. Secondo gli ufficiali marocchini, Haidar ha rinunciato e “volontariamente ceduto per iscritto” la cittadinanza marocchina. La donna è stata quindi trasferita a Lanzarote nelle Isole Canarie, dove le è stata poi concessa la residenza spagnola su basi umanitarie, secondo l'agenzia stampa spagnola ABC [sp].

Il blog pro-indipendenza Sandblast ricorda [in] ai lettori che Haidar non è l'unica dissidente perseguitata per tale causa, infatti afferma:

Dal 6 ottobre, quindici noti difensori dei diritti umani del Sahara Occidentale sono stati arrestati, detenuti e interrogati. Sette di loro, conosciuti come i Casablanca 7, sono stati processati in un tribunale militare per atti di tradimento dopo aver visitato dei parenti nei campi per rifugiati dei Saharawi, nel sud-ovest dell'Algeria. Questi Saharawi sono stati bersagliati per essersi espressi contro la repressione dell'occupazione marocchina nella loro patria e per aver sostenuto il diritto all'autodeterminazione come è stato ricosciuto dall'ONU in oltre 100 sue delibere. Ad agosto, le autorità marocchine hanno impedito a sei giovani Saharawi di andare in Gran Bretagna per partecipare al programma Talk Together con sede ad Oxford, che promuove il dialogo tra i giovani nelle aree di conflitto.

Il blogger spagnolo Bilbaobilonia, riferendosi ad un recente discorso in cui il Re marocchino Mohammed VI ha affermato che chiunque sostenga l'indipendenza del Sahara è un traditore, ha espresso sostegno [sp] a Haidar:

Ya lo dijo el rey Mohamed VI en su discurso conmemorativo de la Marcha Verde: en Marruecos sólo se puede ser patriota o traidor.  Claro que, si alguien se toma la molestia de examinar las raquíticas libertades que promueve la dinastía alauí o la persecución a la que somete a la disidencia saharaui , es fácil llegar a la conclusión de que en Marruecos, la traición es la forma más noble de patriotismo.

Come ha già detto il Re Mohammed VI durante il discorso per la commemorazione della Marcia Verde: un marocchino può solo essere un patriota o un traditore. Ovviamente, se qualcuno si vuol dare la pena di esaminare le stentate libertà che la dinastia Alawite promuove o la persecuzione a cui sottopone i dissidenti Saharawi, è facile concludere che, in Marocco, il tradimento è la forma più nobile di patriottismo.

Il blogger One Hump or Two si è dimostrato sorpreso [in] per il fatto che le autorità marocchine se la prendano con qualcuno così noto:

Ciò rivela che la polizia marocchina inseguirà ogni Sahrawi che sosterrà un referendum, anche quelli che hanno conoscenze e sostegni internazionali. I riconoscimenti assegnati ad Haidar (il più recente è il Premio al coraggio civile [in]) avrebbero dovuto porla al di fuori di questi pericoli mostrando al governo marocchino che il mondo li sta guardando.

Sahara Occidental continua a pubblicare aggiornamenti [in] sul caso di Aminatou Haidar.

12 commenti

  • Marco Luca

    Il Marocco respinge le allegazioni di alcuni mass media ed organizzazioni stranieri sul caso della denominata Aminatou Haidar

    Lo zio di Aminatou Haidar garantisce che le autorità marocchine hanno trattato la sua nipote con rispetto .

    Il Marocco respinge completamente le allegazioni di alcuni mass media ed organizzazioni stranieri, che si sono affrettati a ricorrere alla disinformazione, che fa riferimento ” dell’ arrestazione” , di ” pressione” , di ” costrizione esercitata” sulla denominata Aminatou Haidar o anche di ” violazione della legalità internazionale”.

    In una dichiarazione alla MAP in margine della commissione degli affari esteri, della difesa nazionale e degli affari islamici della camera dei rappresentanti sul caso denominata dello Aminatou Haidar, il ministro degli esteri e della cooperazione, il sig. Taib Fassi Fihri, ha spiegato: ” Aminatou Haïdar non avendo voluto riempire le formalità ordinarie d’impiego, è stata – senza alcuno pregiudizio morale o fisico presa in considerazione nella zona internazionale dell’aeroporto Hassan secondo di Laayoune”.

    Il ministro ha sottolineato che ” membri della famiglia denominata dello Aminatou Haidar hanno potuto discutere con essa ed hanno assistito alla firma per essa di dichiarazioni realizzate in presenza del procuratore del re, nelle quali ha chiaramente respinto la sua nazionalità marocchina”.

    ” All’uscita di queste formalità, prosegue il Sig. Fassi Fihri, questo ultimo ha di conseguenza ripreso l’aereo, sabato mattina, verso le isole Canarie da dove proveniva la notte prima”.

    ” È dunque legittimo, afferma il Sig. Fassi Fihri, di interrogarsi perché Aminatou Haidar ha scelto oggi non di riconoscere la sua nazionalità marocchina dopo avere utilizzato ed approfittato, anni durante, del passaporto marocchino, al servizio di suo attivismo all’estrero, inquadrata dalle cancellerie algerine? “.

    ” Perché ha ricorso a questo passo nuovo ed organizzato al giorno dopo dei contatti intrapresi da un gruppo di individui ad Alger ed a Tindouf con responsabili di Securità e militari? ” , si chiede il ministro.

    ” Perché ha informato, prevenuto e contattato, prima di tutto, dei mass media stranieri per l’instrumentalizzazione della reazione tuttavia legittima e legale delle autorità marocchine? ” , si interroga, d’altra parte, il Sig. Fassi Fihri.

    Il ministro ha ricordato che ” presto da due anni, il Marocco attira l’attenzione e previene che le altre parti hanno ricorso ad una strategia sostenuta materialmente, programmata diplomatiquement ed inquadrata mediaticamente”.

    ” Queste parti hanno sfruttato e sfruttano ancora l’allargamento del campo delle libertà realizzato in Marocco, sotto dal pretesto fallace di difendere i diritti dell’uomo, questa strategia negativa che cerca in realtà di sviluppare la propaganda ed a suscitare la tensione e la crispazione” , ha aggiunto.

    ” Alcune persone, di cui Aminatou Haidar è stato identificato e reclutato a tale scopo.

    Agiscono molto su istruzioni delle altre parti e con il loro sostegno e loro inquadramento” , aggiunge il ministro, che nota ” che non si tratta di militanti supposti dei diritti dell’uomo o della libertà d’espressione ma veramente di persone che lavorano al servizio di un ordine del giorno definito al’estero da parte degli avversari conosciuti dell’integrità territoriale” del regno.

    ” L’obiettivo esclusivo di questo piano è, ne fa ed ovviamente, di contrastare le proiezioni significative che ha conosciuto la cartella del Sahara marocchino a livello internazionale e delle Nazioni Unite ed in particolare la nuova dinamica di negoziati, impegnata al favore dell’iniziativa marocchina d’ autonomie” , ha concluso il ministro.

    Da parte sua il sig. Bichr Ould Haidar, zio denominata dello Aminatou Haidar ha garantito che le autorità marocchine hanno trattato il sua nièce con il rispetto necessario.

    In una dichiarazione diffusa dalla rete televisiva Al Aoula nel suo giornale del metà-giorno, il sig. Ould Haidar ha affermato che ” le autorità marocchine hanno trattato Aminatou con il rispetto rechiesto”.

    ” È stata conceduta un’audienza in presenza del procuratore del re in condizioni normali ed ha risposto in qualsiasi libertà alle questioni che gli sono state poste” , ha detto, qualificando queste questioni di ” precise e corrette”.

    ” Aminatou ha solennemente disconosciuto la sua nazionalità marocchina, e quando la marocanità di suo padre gli è stata ricordata, ha affermato non sapere nulla sulla questione” , ha spiegato il sig. Ould Haidar, che ha tenuto a precisare che la famiglia denominata dello Aminatou è ed è sempre stata marocchina attraverso le generazioni.

    ” Sappiamo tutti che il padre di Aminatou è marocchino, suo grande padre anche e tutti i nostri nonni sono di nazionalità marocchina da secoli” , ha detto.

    Comunicato del Presidente del Corcas che condanna la condotta della denominata Aminetou Haidar

    Il Presidente del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani, il sig. Khalihenna Ould Errachid, condanna con forza gli atti ostili e provocatori verso l’integrità territoriale del regno del Marocco, commesso denominata Aminetou Haidar, da quali ha messo in pericolo le sensazioni del popolo marocchino intero, che riguarda questa causa incoronata.

    Va segnalato che questa donna ha preteso durante per anni essere una militante nel settore dei diritti dell’uomo, ed ha indotto in errore le associazioni e le organizzazioni internazionali che lavorano in questo settore.

    Li incontrava regolarmente ed ha beneficiato dei diritti e delle libertà soltanto garantita la costituzione marocchina per tutti i cittadini.

    Ma, ne ha approfittato con disonestà, sottoposta a parti straniere, ostile della nostra integrità territoriale.

    Ecco, oggi che mostra con il suo vero viso, che non è in realtà né una militante, né un difensore dei diritti dell’uomo, ma soltanto ha approfittato delle condizioni e dello spazio di libertà aperto per tutti i Marocchini da nord a sud e che si è rafforzato dall’adesione della sua maestà Re Mohammed VI, che dio lo assiste, al trono dei suoi antenati gloriosi, a tracciare contro l’integrità territoriale e l’unità nazionale del regno del Marocco, al servizio dei tracciatori e dei separatisti.

    E se sceglie di mettersi di ha quotato del separatismo e disconoscere la sua nazionalità marocchina d’origine, ricongiungendosi a scelte erronee, menzoniere e false, deve ed i suoi simili con essa, assumere le conseguenze dei loro atti erronei, condannabili e pericolosi, ma sterili

    L’associazione delle tribù del Sahara in Europa condanna le azioni provocatorie della nominata Aminatou Haider

    L’associazione della tribù sahariane in Europa, condanna ” fortemente le azioni provocatorie contro l’integrità territoriale del Regno da parte della nominata Aminatou Haider che sfrutta il clima di libertà nel Marocco per servire gli interessi dei separatisti’.

    Di fronte a queste azioni, l’associazione , in un comunicato ricevuto dall’agenzia MAP, ha fatto appello alle organizzazioni non governative interessate in materia di diritti umani, di “esercitare vigilanza e attenzione allo sfruttamento della propaganda, effettuata da Haider Aminatou con il concetto di attivista nel campo dei diritti umani.”

    L’Associazione ha spiegato che Aminatou Haider che stato ” non è in realtà né un combattente per la libertà né un difensore dei diritti umani, ma solo sfrutta il clima di libertà di cui gode il Marocco, che si è intensificato con l’assencione di Sua Maestà il Re Mohammed VI sul trono, per aver cospirare contro l’integrità territoriale del regno, e servire gli obiettivi dei cospiratori ed i separatisti’’.

    L’Associazione ha sottolineato che la presentazione della nominata Aminatou Haider di se stessa come una combattente nel campo dei diritti umani è in realtà una ricerca di un ruolo mancante, al fine di posizionarsi come un’oppositore in Marocco e di cercare di agire come un’eroina nei mezzi di comunicazione a sostegno del Polisario.

    L’Associazione ha ritenuto che questo comportamento, è anche un modo per guadagnare fama attraverso siti Internet e le pagine Web e di imporsi come punto di riferimento, che le consentirà il posto di ricevere inviti come una combattente nel campo dei diritti umani e di continuare la sua pubblicità per il beneficio del Polisario.

    L’Associazione ha aggiunto che Aminatou Haider chi finge di essere “militante” dei diritti umani non dice mica una parola quando si tratta di “tutte le violazioni ai diritti umani nei campi di Tindouf.”

    Ed ha sottolineato che tali azioni “influenzano i sentimenti di tutti i marocchini, che sono tutti mobilizzati per la sacra causa nazionale” facendo appello alle organizzazioni non governative, note di loro equità, per esporre la presunta appartenenza della nominata Aminatou Haidar a qualsiasi movimento dei diritti umani .

  • Piero Lima

    “L’associazione della tribù sahariane in Europa, condanna ” fortemente le azioni provocatorie contro l’integrità territoriale del Regno da parte della nominata Aminatou Haider che sfrutta il clima di libertà nel Marocco per servire gli interessi dei separatisti’.

    Primo: che cos’e’ l’associazione della tribu’ sahariane in Europa??
    Secondo: Se in Marocco esiste liberta’ di espressione ognuno puo’ manifestare i suoi “credo” politici senza venire arrestato: http://www.volodirittoonlus.org/2009/11/i-7-saharawi-arrestati-a-casablanca/
    Terzo: I Saharawi non sono marocchini separatisti, sono Saharawi.

    The advisory opinion on Western Sahara, issued on 16 October 1975 by the ICJ stated:

    The materials and information presented to the Court show the existence, at the time of Spanish colonization, of legal ties of allegiance between the Sultan of Morocco and some of the tribes living in the territory of Western Sahara. They equally show the existence of rights, including some rights relating to the land, which constituted legal ties between the Mauritanian entity, as understood by the court and the territory of Western Sahara. On the other hand, the Court’s conclusion is that the materials and information presented to it do not establish any tie of territorial sovereignty between the territory of Western Sahara and the Kingdom of Morocco or the Mauritania entity. Thus the Court has not found legal ties of such a nature as might affect the application of General Assembly resolution 1514 (XV) in the decolonization of Western Sahara and, in particular, of the principle of self-determination through the free and genuine expression of the will of the peoples of the Territory. http://www.icj-cij.org/docket/files/61/6197.pdf

    L’Associazione ha aggiunto che Aminatou Haider chi finge di essere “militante” dei diritti umani non dice mica una parola quando si tratta di “tutte le violazioni ai diritti umani nei campi di Tindouf.”

    Quali sono queste violazioni? Oltre al fatto che esiste un muro lungo 2700 Km (e cosparso di mine) che divide i territori occupati del Sahara Occidentale?

  • Antar

    Primo: Il muro è di DIFESA e divide il Marocco dall’Algeria, è situato dentro ma dentro il territorio marocchino , o ti sarebbe garbato vedere la guerra tutti giorni ?? per vendere più armi….? Dal muro ad oggi non abbiamo registrato nessun attacco: vuol dire che funziona, abbiamo risparmiato vite umane, giusto? Ora è venuta l’ora di sedersi intorno al tavolo e cercare di risolvere il problema in una maniera politica; l’autonomia è l’unica soluzione possibile, tipo i paesi baschi, l’alto adige e il tirolo, l’Alsace-Lorraine in Francia; senza andare a indagare su come l’Italia ha avuto il Tirolo o la Francia la Lorraine. Per lo meno il sud del Marocco, o come dite voi Il sahara, era ocuppato dalla Spagna, questa è storia e questo per chi vuole la pace, ma a chi crede nella fantasia, a chi non può fare a meno della guerra, a chi ha subito un lavaggio di cervello, a chi si nasconde dietro Ass. di diritti umani per dare un senso alla sua vita fallita, non capirà mai questo discorso .
    Secondo: non tutti sono come l’Italia, Bossi insulta la sua patria la sua bandiera, il suo inno, a nome della padania libera, ma nessuno si scandalizza: voi la chiamate libertà di espressione, io credo che sia un tantino diverso, molto diverso. Viva l’Italia UNITA.

  • Piero Lima

    Il muro divide il territorio del Sahara Occidentale in due: i territori occupati impropriamente dal Marocco ( http://www.icj-cij.org/docket/files/61/6197.pdf ) da quelli liberati dal Fronte Polisario, NON divide il Marocco dall’Algeria. Se prendi una mappa geografica dell’Africa te ne accorgi. Sul fatto che SERVA per difendere o che FUNZIONI, No Comment; perche’ non lo proponi anche agli israeliani?

    Per il resto non si capisce cosa vuoi dire: “Il Sahara era ocuppato dalla Spagna, questa è storia e questo per chi vuole la pace, ma a chi crede nella fantasia, a chi non può fare a meno della guerra, a chi ha subito un lavaggio di cervello, a chi si nasconde dietro Ass. di diritti umani per dare un senso alla sua vita fallita, non capirà mai questo discorso.”

    Non capisco neanche cosa c’entri Bossi. Ma l’hai letto l’articolo sopra?
    E poi ripeti: come dite VOI, VOI la chiamate… ma voi chi??

  • Antar

    Caro sig.Lima
    io la mappa del Marocco e del nord Africa, la conosco bene, ci sono nato, se permetti !!, Come la conoscano tanti di noi, basta andare su internet, per vedere che il muro si trova dentro il territorio Marocchino, come la Padania si trova dentro il territorio Italiano. Essi, stessi,( già ti devo spiegare chi sono essi), Essi = polisario li chiamano campi profughi con il nome di Smara , layoun ,ma se prendo la cartina come dici tu, trovo che l’Ayoun si trova dentro il teritorio Marocchino come Smara e sono delle vere citta non delle tende che si trovano dentro il territorio Algerino . quello che tu chiami, il territorio liberato, l’ONU lo riconosce come zona tampone ( concetto zona tampone su internet ,grazie ) . (il tuo link Pdf non l’ho letto, perche riporta questa scritta : Not an official document) e come quello ti posso mandare altri 1000 .Per il tuo consiglio di proporlo agli israeliani ti rispondo come ho sempre scritto a quelli confusi ,che il problema della Palestina è diverso, sono due cose molto distinte , il Marocco lotta per la sua unità nazionale invece per la palestina Dopo la Seconda guerra mondiale e i tragici fatti che colpirono la popolazione di origine o religione ebraica in molti paesi europei, le neonate Nazioni Unite si interrogarono sul destino della regione, che nel frattempo era sempre più instabile. Il problema chiave che l’ONU si pose in quel periodo fu se i rifugiati europei scampati alle persecuzioni naziste dovessero in qualche modo dover essere ricollegati alla situazione in Palestina……….il restosto della storia lo sanno tutti (almeno credo) allora non mescolare le carte , concentrati con il nostro problema .
    per il resto e per la storia della spagna :
    Essendo stato sotto il protettorato di due poteri coloniali, la Francia e la Spagna, il Marocco ha dovuto recuperare, gradualmente e per tappe successive, la parte del territorio che era sotto il protettorato spagnolo, a cominciare dalla Zona Nord e Tangeri, nel 1956, Tarfaya e Tan Tan nel 1958, Sidi Ifni nel 1969 ed il Sahara nel 1975. Questo è scritto nel corso della storia.

    Così è sempre stato il caso con la nostra vicina ed amica Spagna. Tutti i nostri conflitti con questo paese riguardanti la fine del protettorato sono stati risolti attraverso il negoziato e per vie pacifiche. Ora, gli avversari del Marocco che hanno fomentato il conflitto del Sahara e si oppongono al perfezionamento della sua integrità territoriale, finanziando ed aiutando il movimento del Polisario, hanno preparato anticipatamente le condizioni di questa opposizione in Marocco.

    Risultato: questo movimento era stato accolto dall’Algeria nel suo territorio a Tindouf, in ragione delle divergenze che esistevano all’epoca tra il Marocco e l’Algeria riguardo alle frontiere comuni, e nel momento in cui il Marocco aveva concluso un accordo con la Spagna, conformemente alle relazioni storiche che sono sempre esistite tra i due paesi.

    Del resto, il Marocco ha ricuperato il suo Sahara, attraverso il negoziato ed il consenso, secondo il processo abitualmente seguito con la Spagna.

    Avendo il Marocco recuperato le sue province del Sud, il Polisario non ha trovato di meglio che condurre una parte della popolazione sahrawi in campi installati in territorio algerino, che sono stati chiamati campi profughi, o designati ancora sotto denominazioni fittizie, come campo di Laâyoune, campo di Smara, campo di Aouserd, o campo di Dakhla.

    Il Polisario ha mentito e ha manipolato la parte della popolazione che è stata portata a Tindouf, in Algeria. Tutti i Sahrawi sanno che, nei mesi di novembre e dicembre 1975, il Polisario ha chiesto a molte persone di assistere ad alcune riunioni a Gueltat Zemmour e, quando le persone sono andate, si è chiesto loro di fare un’altra riunione a Bir Lahlou, poi a Tindouf per intrappolarli e non permettere più loro di uscire.

    Purtroppo, la maggior parte di loro, per mancanza di mezzi di trasporto, sono rimasti intrappolati a Tindouf fino ai giorni nostri. Ma molti si sono resi conto della trappola ed hanno utilizzato tutti i mezzi per tornare alle loro case, a Smara, a Laâyoune, a Dakhla e ad Aouserd.

    Questa verità è conosciuta da tutti i Sahrawi, almeno quelli che avevano all’epoca più di 15 anni. Il Polisario ha premeditato, pianificato ed eseguito l’installazione dei campi sul territorio algerino.

    Perché il Polisario ha creato questi campi e li mantiene in un territorio che non è il suo, prendendo per ostaggi delle popolazioni prive di documenti d’identità, confinate nei campi e senza disporre di libertà di circolazione?

    Queste popolazioni sono sorvegliate giorno e notte dal Polisario, che recluta i loro bambini nelle scuole, insegnando loro l’odio ed inculcando in loro la disperazione. Ci si chiede quali siano le ragioni umanamente accettabili che permettono ad un gruppo di dirigenti del Polisario di trattenere loro malgrado queste popolazioni in campi da più di trenta anni. Qual è veramente l’obiettivo? Questa sarebbe una moneta di scambio?

    S’indovina facilmente che senza l’esistenza di questi campi, non ci sarebbe stato il movimento politico-militare chiamato Polisario. L’esistenza del Polisario è legata all’esistenza stessa di questi campi. Ma questa politica non può condurre da nessuna parte, se non alla deriva.

    L’esistenza di questi campi su un territorio ostile, ed in condizioni subumane per un così lungo periodo è una violazione flagrante dei diritti dell’uomo.

    Con quale diritto si può permettere di lasciare le persone vivere nelle tende per più di 30 anni?
    Con quale diritto si può impedire alle persone di circolare liberamente?
    Con quale diritto si può reclutare e si può inculcare l’odio e la disperazione nei loro bambini? Con quale diritto si può impedire alle persone di vivere come gli altri?
    Con quale diritto può si disporre a piacimento di una parte della popolazione sahrawi nei campi?
    Quale diritto si può avere per vendere la miseria umana alle organizzazioni di carità internazionale?
    Queste sono le vere violazioni dei diritti dell’uomo, le più importanti, perché toccano l’uomo nella sua stessa essenza e nella sua libertà di scegliere e disporre di sé e della sua famiglia.

    Il Polisario ha costantemente e deliberatamente violato i più elementari diritti dell’uomo, da più di 30 anni. Ha trattenuto per più di 25 anni dei prigionieri marocchini, separati dalle loro famiglie e dai loro genitori nella sofferenza totale.

    Perché avere inflitto tante sofferenze a questi prigionieri, anch’essi degli esseri umani?
    Perché averli trattenuti per più di 25 anni in condizioni intollerabili, con tutte le torture fisiche, psicologiche e morali che ciò implica, ed è il meno che si possa dire?

    Tante domande e non una sola risposta giustificabile. Finalmente, questo movimento è stato obbligato a liberarli senza nessuna contropartita politica. Il Polisario ha installato poi il suo Stato Maggiore a Hassi Rabouni, a Tindouf, e plasmato dal 1976 a immagine e somiglianza di certe persone, senza alcun fondamento giuridico, storico e legittimo e senza la minima consultazione delle popolazioni sahrawi.

    Il Polisario è un movimento politico-militare che ha istituito un sistema simile a quello che esisteva nei paesi un tempo totalitari: partito unico, istituzione unica, struttura unica, burocrazia unica, il tutto macinato in un pensiero unico.

    Ha istituito il controllo armato delle popolazioni che detiene o che controlla, utilizzando l’aiuto alimentare come strumento di ricatto permanente ed inquadra la popolazione dei campi attraverso un sistema di controllo fisico, psicologico e morale rigoroso, sul genere del commissario politico per ogni attività e servizio.

    Il Fronte ha istituito i metodi di delazione come mezzo di controllo, ed il reclutamento permanente o piuttosto il lavaggio del cervello dei giovani, degli adulti, come la falsificazione della storia o la manipolazione degli avvenimenti e l’insegnamento dell’odio come regola generale.

    Il Polisario è il prodotto di un altro mondo, che esisteva prima del crollo del sistema totalitario, proprio quando il mondo ha conosciuto dei cambiamenti a partire dal 1991, si è tenuto alla larga da questi cambiamenti: niente elezioni libere, niente democrazia, niente pluralità, niente libertà di espressione, niente libertà di opinione e niente società civile.

    Ha imposto una chiusura totale ed una separazione totale delle strutture affinché esse perdurino. Tutti i movimenti a carattere politico o politico-militare simili al Polisario sono spariti dal mondo dalla caduta del Muro di Berlino. O hanno cambiato nome o sono stati sciolti, o hanno creato delle nuove strutture corrispondenti al nuovo mondo globalizzato, libero e democratico.

    Il Polisario che si crede un’entità indipendente, ha creato una sedicente Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD), che qualifica le terre liberate dal Marocco: Sahara Occidentale o territori occupati.

    Questa “RASD” è in contraddizione flagrante con la domanda polisariana di un referendum d’autodeterminazione.

    Come si può chiedere un referendum di autodeterminazione dell’insieme dei Sahrawi e rispondere anticipatamente al loro desiderio ed alla loro volontà creando un’entità che non ha nessuna base morale, storica o democratica?

    È esattamente il modo di procedere dei movimenti totalitari antidemocratici. La vecchia e ben nota regola di rispondere a nome del popolo alle domande che non gli sono state poste. La proclamazione unilaterale da parte del Polisario della “RASD” è una violazione flagrante del diritto internazionale. Si tratta del non rispetto della volontà del popolo, del non rispetto delle regole della democrazia e della volontà deliberata e premeditata di ottenere dei risultati politici attraverso l’imbroglio e l’inganno.

    È per questo che il Polisario ha screditato la sua domanda di autodeterminazione libera del popolo sahrawi. Ha manipolato rispondendo in anticipo al loro posto. Non è possibile dire che rispetterà ciò che decideranno i Sahrawi avendo già risposto al loro posto. Non si può pretendere di essere onesti e rispondere al posto degli altri. Non si può dire di essere deboli mentre si imbroglia coi principi.

    Non si può dire che il diritto di autodeterminazione dei popoli consiste nel decidere liberamente del loro avvenire senza nessuna pressione, da qualsiasi parte venga, e screditarsi rispondendo in anticipo ad una domanda che non è stata ancora posta.

    Non si può dire che si è onesti quando si ha imbrogliato in anticipo. La “RASD” non ha nessuna consistenza territoriale, è installata a Tindouf, in Algeria, e non ha popolo, perché il solo di cui dispone è quello trattenuto nei campi che detiene e controlla contro la sua volontà, non è il risultato di un’elezione. Non possiede nessun attributo di sovranità, non ha esistenza che in Internet e nelle istituzioni fittizie nel territorio di un paese straniero.

    Il Polisario che ha messo in opera a Tindouf delle istituzioni fittizie come il governo Sahrawi, la Mezzaluna Rossa Sahrawi (CRS), l’Unione della Donna Sahrawi, l’Unione della Gioventù Sahrawi, non risparmia alcuno sforzo per l’organizzazione sul suolo algerino di festeggiamenti commemorativi sotto i nomi di: 27 febbraio, 10 maggio, 20 maggio o ancora 12 ottobre.

    Fin dalla sua creazione, il Polisario aveva nominato suo primo segretario generale Chahid el Ouali cui succedeva quel tale Mohamed Abdelaziz, chiamato poi presidente, segretario generale del Polisario o comandante del Polisario. Il Fronte non ha mancato neanche di creare i propri media di propaganda per puntellare le sue tesi separatiste, vale a dire “l’Agenzia di Stampa Sahrawi” (SPS), Radio Sahara o ancora Radio Polisario, lanciandosi corpo ed anima in una chimera assoluta in quanto alla questione del Sahara.

    In effetti, quando ha perso la guerra, e dopo l’insuccesso del progetto di referendum, che è impossibile da realizzare poiché bisognerebbe modificare tutte le frontiere, il Polisario ha cominciato a pretendere, presso chiunque avesse voglia di ascoltarlo, che il Sahara è un territorio occupato dal Marocco e che questa regione subisce ogni forma di repressione politica e di violazioni dei diritti dell’uomo.

    Il Polisario non è assolutamente in grado di dare lezioni in materia di diritti umani. Tutto il mondo sa che le frontiere nella regione Nord Ovest africana, in particolare i confini tra Marocco, Algeria, Mauritania e Mali sono stati tracciati in modo matematico, all’epoca della divisione di questa parte dei territori africani tra la Francia e le Spagna.

    Le frontiere attuali non ubbidiscono a nessun criterio d’ordine geografico, umano o altro. Si può dire senza sbagliarsi che sono delle frontiere tracciate arbitrariamente al momento della divisione. È la ragione fondamentale all’origine dell’insuccesso del progetto di referendum.

    I Sahrawi non si trovano unicamente in Marocco. Tutta la parte Sud Ovest dell’Algeria, da Bechar fino alla frontiera con la Mauritania e il Mali, è una regione di tribù Sahrawi. Anche tutta la parte Nord Ovest del territorio della Mauritania lo è, come è il caso dell’estremo Nord del Mali tra Tombouctou e la frontiera algerina passando per Taoudenni.

    Ed è per questo che, per avere un referendum di autodeterminazione libero, democratico, giusto, onesto e globale, che permetta a tutti i Sahrawi, senza alcuna eccezione, di esprimersi sul loro avvenire, come era l’auspicio delle Nazioni Unite, nel piano di risoluzione iniziale, è indispensabile modificare le frontiere tra i quattro paesi coinvolti, ovvero il Marocco, l’Algeria, la Mauritania ed il Mali, in modo tale che si possa disporre al tempo stesso delle popolazioni Sahrawi e della loro realtà geografica e storica, antica ed attuale.

    Questi cambiamenti di frontiera sono ben evidentemente impossibili, illogici ed irresponsabili. Dunque, il referendum basato sull’identificazione è altrettanto impossibile da realizzare. Ogni insistenza nell’organizzarlo è una volontà deliberata di prolungare inutilmente il conflitto e le sofferenze delle popolazioni.

    Nello stesso ordine d’idee, il Polisario non ha esitato ad inventarsi delle istituzioni, con la complicità di certi personaggi anti-marocchini per diverse ragioni, come le associazioni di amicizia col popolo sahrawi, le associazioni dei diritti dell’uomo, le associazioni di solidarietà col popolo sahrawi, le associazioni di solidarietà con la RASD, le associazioni di aiuti umanitari, l’associazione Chahid el Ouali, l’associazione Oum Driga, l’associazione degli amici del Sahara Occidentale, o l’associazione degli amici del popolo sahrawi.

    Sebbene l’Organizzazione delle Nazioni unite (ONU) abbia concluso sull’impossibilità di organizzare un referendum nel Sahara, senza modificare le frontiere, il Polisario non ha trovato di meglio che inventare la questione dell’autodeterminazione, arguendo che questa, attraverso il referendum, può condurre solamente al separatismo.

    Tuttavia, la Carta dell’ONU, che costituisce la più alta giurisprudenza a livello internazionale, stipula che l’autodeterminazione deve tenere conto dell’unità e dell’integrità territoriale del paese e che l’autonomia resta una delle migliori formule dell’autodeterminazione.

    Questa autonomia esiste nei paesi occidentali più evoluti, in tutto il mondo. È per questo che la comunità internazionale ha rimproverato l’Organizzazione dell’Unione Africana (OUA), per aver violato deliberatamente il diritto internazionale riconoscendo la fantomatica “RASD”, così come con l’istituzione che l’ha sostituita, l’Unione Africana (UA), che ha deviato anch’essa dal diritto internazionale riconoscendo un’entità che è stata dichiarata da un movimento politico-militare e non sulla base di una consultazione referendaria.

    Invece, le altre Organizzazioni Internazionali, come l’ONU, i Paesi Non Allineati, la Lega Araba, l’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), l’Unione Europea (UE), l’Unione Asiatica, hanno rifiutato categoricamente di rinnegare il diritto internazionale conformandosi alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, cioè trovare una soluzione politica e consensuale allo sterile conflitto del Sahara, attraverso il negoziato ed il dialogo.

    Infatti, questo conflitto ha impossibilitato la costruzione dell’Unione del Magreb Arabo (UMA), impacciato ogni intesa tra paesi fratelli vicini, il Marocco e l’Algeria, ed impossibilitato famiglie sahrawi a tornare alle loro case per vivere tra la loro gente.

    Ha creato anche un focolaio di tensione al Nord Ovest dell’Africa e ha incoraggiato la proliferazione del traffico umano, in questo caso l’immigrazione clandestina, del traffico d’armi e di droga, il dirottamento di ogni tipo di merci nei campi, così come la comparsa del terrorismo.

    L’ONU invia frequentemente in questi campi delle delegazioni del Programma Alimentare Mondiale (PAM) e dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) per indagare sulla cattiva gestione e sul dirottamento dell’aiuto umanitario, fornito da queste istanze e dalla Direzione dell’Aiuto Umanitario Europeo (ECHO), destinato in principio ai trattenuti in questi campi.

    Il dirottamento dell’aiuto umanitario è stato confermato da parecchie ONG internazionali, in particolare US Committee for Refugees and Immigrants (USCRI), la Fondazione France- Libertés e l’European Strategic Intelligence And Security Center (ESISC).

    Queste organizzazioni hanno attirato, a più riprese, l’attenzione della comunità internazionale su questo fenomeno di dirottamento e sul suo impatto sulla situazione umanitaria delle popolazioni trattenute nei campi di Tindouf, in Algeria.

    Malgrado tutta questa disgraziata storia, il Polisario può riscattarsi ancora e può ritornare alla ragione. È inutile ostinarsi e perseverare nell’errore. Gli oltranzisti non hanno mai guadagnato nulla.
    Oggi, la storia permette al Polisario di concludere un accordo onorevole e proficuo per le nostre popolazioni e le nostre famiglie.

    Oggi, la storia permette al Polisario di aprire una via di speranza, di fare dimenticare le sofferenze, gli errori e le trasgressioni alla morale. Oggi, la storia offre al Polisario un’opportunità preziosa di accettare la sola soluzione possibile, l’unica realizzabile, quella ottimale, vale a dire l’autonomia politica, sotto la sovranità del Regno del Marocco.

    Il Polisario, se ha il minimo sentimento o il minimo rispetto verso i Sahrawi, dovrebbe afferrare questa opportunità storica.

    Il Polisario deve uscire dalla trappola dove si trova e non deve servire gli interessi altrui o essere utilizzato come una spina nel fianco del Regno del Marocco per una vicenda di egemonia politica.

    per Bossi ti rispondo con un proverbio del sud del Marocco :” il cammello vede solo la gobba degli altri cammelli ma non la sua “.” A buon intenditore poche parole” quest’ultimo è un proverbio Italiano . Niente di personale, solo per il piacere di scambiare opinioni ,buona festa a tutti ( Eid el Kebir )e viva l’Italia unita .

  • Yassine

    So che la Spagna rifiuta con forza il separatismo dei baschi e che l’ETA non rappresenta per niente le popolazione baschi, e che l’autonomia locale è una risposta contro la divisione… lo stesso per il Polisario che rappresenta nulla in Sahara…
    Ho vissuto e partecipato negli anni novanta alla dura risposta della società civile italiana contro la propaganda separatista della Lega Nord di Bossi che intendeva costruire un muro tra “Roma Ladrona”, come dicevano i leghisti, e il Nord d’Italia…
    So bene come ha risposto Italia ai separatisti in Sicilia, Alto adige…
    So bene che la Spagna aveva chiesto l’arresto di separatisti baschi nascosti in Francia…
    So bene che l’Asso delle FARC, ETA, IRA, Khemir Rossi, Polisario e i loro sostenitori hanno la stessa ideologia e la stessa cultura di altri tempi…
    L’autonomia del Sahara proposta dal Marocco è la risposta al separatismo… la provocatrice Aminato ha scelto di non essere marocchina, sarebbe giusto di andare via dal Marocco…
    segue

  • Piero Lima

    Invece ti sbagli.
    Tu ci sarai anche nato, ma hai scritto un’imprecisione, magari una svista. Tu hai detto che il muro divide il Marocco dall’Algeria. E io ti ho risposto che non e’ vero. Il muro, “The Berm”, lungo 2700 Km, non divide il Marocco dall’Algeria, divide il Sahara Occidentale, che fa parte impropriamente del regno del Marocco. I campi profughi divisi in 4 provincie, Ayoun, Smara, Auserd, Dakla, (proprio per ricordare le citta’ Saharawi) si trovano nel deserto algerino.
    Il documento che ti avevo allegato non lo hai letto, va bene, quello era solo il riassunto della sentenza della corte internazionale di giustizia, come sicuramente saprai essendo informato sui fatti (quindi ovviamente non e’ un documento ufficiale, essendo solo un sunto). Allora fai una cosa leggiti il documento integro ufficiale, si trova facilmente sia in inglese che in francese.

    http://www.icj-cij.org/docket/files/61/6195.pdf

    Tu scrivi: “Essendo stato sotto il protettorato di due poteri coloniali, la Francia e la Spagna, il Marocco ha dovuto recuperare, gradualmente e per tappe successive, la parte del territorio che era sotto il protettorato spagnolo, a cominciare dalla Zona Nord e Tangeri, nel 1956, Tarfaya e Tan Tan nel 1958, Sidi Ifni nel 1969 ed il Sahara nel 1975. Questo è scritto nel corso della storia.”

    Questo e’ scritto sui libri di storia marocchini, forse.
    A partire dal 1966 ci sono una serie di risoluzioni ONU che ribadiscono tutte in termini piuttosto ripetitivi il “diritto del popolo Sahrawi all’autodeterminazione e la necessaria organizzazione di un referendum popolare sotto gli auspici delle Nazioni Unite, perché questo diritto possa essere concretamente esercitato. (General assembly, U. N., Resolution 2229 (XXI), 20 dicembre del 1966, par. 4-5)

    L’ONU chiede il parere della Corte Internazionale di Giustizia sulla questione del Sahara Occidentale. La corte si pronuncia il 16 ottobre 1975 (vedi sopra) escludendo qualsiasi legame di sovranità territoriale tra il Sahara occidentale, Marocco e Mauritania concludendo di non ravvisare, pertanto, elementi tali da mettere in discussione la decolonizzazione del territorio ed il diritto all’autodeterminazione del popolo Sahrawi. La Corte affermava, infatti, con fermezza, di non aver constatato “l’existence de liens juridiques de nature à modifier l’application de la résolution 1514 (XV) quant à la décolonisation du Sahara occidental et en particulier l’application du principe d’autodétermination grâce à l’expression libre et authentique de la volonté des populations du territoire”.

    Ma un mese dopo il Marocco invade, il 6 novembre 1975 con la simbolica marcia verde, il territorio sahariano, proprio in risposta al parere negativo della Corte Internazionale di Giustizia.

    Successivamente la Spagna firma l’Accordo di Madrid del 14 novembre 1975 con il Marocco e la Mauritania.
    La soluzione prevista si articola attorno all’organizzazione di un’amministrazione temporanea che avrebbe assunto il 26 novembre del 1976 le competenze appartenenti alla Spagna come potenza amministratrice, incaricandosi, formalmente, di condurre il territorio alla decolonizzazione. Innanzitutto, la Spagna come potenza colonizzatrice non può trasferire le sue responsabilità amministrative ad altri soggetti che non siano il popolo decolonizzato o le Nazioni Unite; inoltre, se l’accordo pretende di essere l’attuazione dell’art. 3 della Carta, come accordo tra le parti coinvolte, avrebbe dovuto riguardare Marocco, popolo saharawi e Nazioni Unite, considerato il dettato delle risoluzioni 377, 379 e 380 del 1975 del Consiglio di sicurezza.

    Il Fronte Polisario si oppone all’invasione marocchina e ne scaturisce una guerra, molti saharawi scappano nel deserto per evitare il genocidio (la potenza militare marocchina non era/e’ minimamente paragonabile a quella saharawi), molti altri non ci riescono e rimangono nel sahara occidentale.

    Il Marocco costrisce un muro di sabbia ogni volta che conquista una parte del territorio del Sahara Occidentale, contrastao dal Fronte Polisario, fino alla costruzione dell’attuale muro lungo 2700 Km e cosparso di milioni di mine antiuomo. Il muro e’ salvaguardato da circa 120.000 soldati marocchini che costano circa 4 milioni di euro al giorno! (soldi ottenuti dallo sfruttamento illegittimo delle risorse naturali del territorio del Sahara Occidentale) . http://www.vest-sahara.no/files/pdf/un_legal_opinion_Corell_olaeng.pdf

    A tutt’oggi i Saharawi che vivono in Marocco o nei territorio occupati, non hanno nessun tipo di liberta’, ed ogni manifestazione viene repressa con il sangue e la galera.

    Per il resto non si capisce dove vuoi arrivare e sulla base di cosa fai determinate affermazioni.
    Perche’ non metti un link di un documento ufficiale che suffraghi quello che scrivi?

    – Sei mai stato nei campi profughi?
    – Hai mai parlato con un Saharawi nei campi profughi che ha vissuto la guerra?
    – Hai mai provato a sventolare una bandiera Saharawi in Marocco? http://www.pointovu.com/sahrawi/pagina.php?id=126
    – Sai che la risoluzione dell’Assemblea Generale 1514 (XV) prevede il diritto all’auto-determinazione dei popoli?
    – Sai che la lista elettorale basata sul censimento spagnolo del 1974 e’ stata respinta dal Marocco? Gli unici ad avere diritto a votare devono essere gli abitanti del territorio del Sahara Occidentale
    – Sai inoltre che lo sfruttamento delle risorse naturali nei territori Non-Self-Governing (come il Sahara Occidentale) viola le leggi internazionali? Sai che ci sono diverse risoluzioni ONU che definiscono tali attivita’ illegali? http://www.vest-sahara.no/files/pdf/un_legal_opinion_Corell_olaeng.pdf
    – Sai che in Marocco c’e’ la monarchia? Sai che il re e’ il capo religioso, politico e capo delle forze armate; nomina il primo ministro, e i ministri, puo’ sospendere la costituzione, sciogliere il parlamento, detiene il potere esecutivo e nomina i giudici della corte suprema?

  • Antar

    Caro Piero Lima
    si lo so , in Marocco c’è la monarchia da 1200 anni grazie a Dio, perche tu pensi che in europa esista la democrazia vera ?che da voi il mondo è perfetto? .
    La lista elettorale basata sul censimento spagnolo del 1974 e’ stata respinta dal Marocco? Gli unici ad avere diritto a votare devono essere gli abitanti del territorio del Sahara Occidentale , allora quando facciamo un referendum in Italia , andiamo a chiamare anche i Francesi a votare…
    Si in campi profughi non ci sono mai stato , le autorità algerine mi hanno rifiutato il visto ,sai loro sono una repubblica democratica come piacciono a te ,dove il presidente è votato dal popolo , ma a vita , la costituzione è garantita (http://it.peacereporter.net/articolo/12676/Il+cesto+delle+riforme), ma ogni volta che ho avuto l’occasione di parlare con un fratello profugho fuori dall’Algeria , ho sempre sentito nelle sue parole la volontà di ritornare a casa sua : il Marocco di fare finire questo calvario che non serve a niente e a nessuno . Queste sono affermazione di un semplice cittadino vere e genuine è la verità sacro santa , fuori dalle risoluzioni ONU che non servono a niente e che non hanno mai risolto niente ,( guarda il problema Palistinese, Iracheno,o in qualsiasi altra parte del mondo……. e poi solo il fatto che esista il VETO li dentro ti sempre una cosa democratica ……). Questa è la verità sacro santa e questo tutti lo sanno .
    Ora dimmi la verità , hai mai vissuto lontano dalla tua famiglia per 35 anni , hai mai provato l’esilio forzato ,hai mai provato cosa prova un bimbo nato nei campi profughi e poi mandato a Cuba per imparare tecniche di guerriglia!!! lontano dai suoi genitori, hai mai provato la macanza di un padre morto in una guerra stupida .
    Allora per favore, se sei solo uno a cui piace difendere le cause perse , sappi che con quello che scrivi, stai giocando con vite altrui , c’è gente che muore per davvero , non ne vale la pena ,pensaci bene , non alimentare odio , non incoraggiare la guerra , e soprattutto, non fare il gioco di quelli che in nome della libertà , fanno in modo che i popoli entrino in guerra per trarne profitto economico . rifletti non esiste una cosa piu’ bella della pace . Non vediamo l’ora di abbracciare i nostri fratelli esiliati in Algeria, solo questo ci interessa . Viva l’Italia unita .

  • Fabio Campioli

    cari antar e yassine, che vi divertite un mondo con la vostra propaganda “copia ed incolla” o tutti gli altri nich che usate, il problema non è l’europa unita, l’Italia unita o l’Africa Unita, o l’eta o il separatismo.

    il problema riguarda il Sahara Occidentale, già colonia spagnola, per le Nazioni Unite, per tutti i Paesi, quelli amici e quelli Nemici del Marocco (la Francia e gli Stati Uniti fanno parte del consiglio di sicurezza, o sbaglio?) territorio ancora da decolonizzare, tanto è vero che del sahara occidentale se ne occupa la quarta commissione, quella sulla decolonizzazione.

    voi dipingete un qudro idilliaco della situazione, a me la storia risulta un po diversa, altrimenti ne Amnesty ne Human right ne tutte le altre associazioni che nel mondo si occupano di diritti umani passerebbero il loro tempo a preoocuparsi dei diritti umani nel marocco, che non riguarda solo i Saharawi, purtroppo, riguarda il diritto di informazione, i giornali sequestrati perchè pubblicano vignette, (ma voi lo spatete bene vero?)

    riguardo ai saharawi, dicevo voi dipingete una situazione idilliaca, che a me non risulta, ma posso sbagliare, ho amici saharawi che vengono dalle città ora amministrate dal Marocco, mi parlano di vessazioni, di controlli capillari da parte dei consolati, di passaporti in cui quelli che vengono dal sahara occidentale sono facilmente identificabili, di finte associazioni fatte con lo scopo di cntrollare i Marocchini stessi, con i presidenti a stretto contatto con i consolati, mi parlano di tranquillità per i sudditi ossequosi, ma di problemi grossi per i saharawi che, usiamo un eufemismo, creano problemi (ma secondo me la situazione la conoscete bene!!), io ho visto personalmente sono stato nei territori occupati ed ho visto bene la situazione, davanti nessuno dice niente, la paura, gli informatori, lo stato di polizia, ma poi dentro le tende!!!, d’altronde la vicenda haidar è emblematica su cosa succede a chi osa esprimersi in dissenso rispetto al potere.

    rispetto ai Saharawi, lo sapete bene che la comunità da molti anni ha previsto un referendum, un accordo firmato da marocchini e saharawi sotto l’Egida dell’ONU prevedeva questo, e se è vero come affermate in tutti i post che piazzate ovunque su internet, che i saharawi sono cosi’ contenti di essere governati da questa democrazia liberale e moderata, pensate con un bel referendum si risolverebbe tutto, un giorno, poi sparirebbe il muro con i 150000 soldati Marocchini che lo presidiano, sparirebbero i campi minati, i saharawi tornerebbero a casa loro, (sono scappati sotto i bombardamenti al napalm lo sai vero?), d’altronde quelli che vogliono tornare già lo possono fare, attraverso la Mauritania.

    Le Nazioni Unite tutti gli anni con una risoluzione specifica (tutte si possono leggere su internet) , L’Unità Africana, la corte internazionale dell’AIA (la sentenza su può leggere anche questa su internet) , Il Tribunale Internazionale per i Diritti dei Popoli, la comunità internazinale per intenderci aspettano che il Marocco mantenga i suoi impegni, e non saranno certo le VS veline propagandistiche a cambiare un situazione che solo persone ignoranti (che non sanno o che non vogliono sapere)

    se nessun paese al mondo, nessuno, ha consolati, rappresentanze, riconosce la sovranità del Marocco su questo territorio ci sarà pure un motivo, o no?

  • Antar

    caro fabio copia incolla( ti trovo da per tutto con lo stesso commento ,strano ) , caro “mister sa tutto”, (o pensa di sapere tutto), la propaganda è roba tua , i fatti concreti, sono roba nostra , da noia il confronto , ti da noia sentire l’altra campana, ho messo in dubio quello chi ti hanno racontato fino ad oggi , si sente da come hai risposto offese solo offese(come sempre).
    Noi siamo a casa nostra e nessuno ci può mandare via. Sei bravino con i discorsi come i tuoi amici separatisti , ma ti ricordo che da 35 anni, i vostri discorsi non vi hanno portato da nessunaparte, ( questi sono i fatti , e penso che questo lo sai benissimo) . Per la tua amica aminatunina, ha dovuto firmare la sua scheda di nazionalità per entrare in Marocco , un cervello terrorista come il suo va curato , quella si voleva suicidare per causa di una firma . Ma ti rendi conto non vuole bene a se stezza figuriamoci ad altri !!! e tu le dai ragione! (strana gente siete ) , poi prova te ad entrare in Italia scrivendo sul tuo passaporto reppublica Padana , vai a finire in qualche centro di accoglienza (come li chiamate voi ), in attesa di essere rimandato al paese da dove sei arrivato , e questo lo sai benissimo anche te, è legge vostra , no anzi, è legge della comunità EUROPEA, addirittura la culla dei diritti dell’uomo.(come e strano il vostro mondo )
    Le risoluzioni dell ‘Onu , dell’Aia ,non sono tutte a favore del polisario , informati meglio su internet , non visitare solo siti estremisti o sinistri !, esiste anche il web senza censura , quello LIBERO .
    ti volglio dare una mano : i paesi che riconoscono la rasd
    1. Afghanistan,
    2. Albania
    3. Angola
    4. Algeria
    5. Antigua e Barbuda
    6. Barbados
    7. Belice

    9. Bolivia
    10. Botswana

    12. Burundi Ciad
    17. Congo
    18. Corea del Nord
    19. Costa Rica
    20. Cuba
    21. Dominica
    22. Ecuador
    23. El Salvador
    24. Etiopia
    25. Ghana
    26. Granada
    27. Guatemala
    28. Guinea-Bissau
    29. Guinea Equatoriale* 03/11/1978
    30. Guyana 01/09/1979
    31. Honduras 08/11/1989
    32. India* 01/10/1985
    33. Iran 27/02/1980
    34. Jamaica 04/09/1979
    35. Kenya* 26/06/2005
    36. Kiribati 12/08/1981
    37. Laos 09/05/1979
    38. Lesotho 09/10/1979
    39. Liberia 31/07/1985
    42. Malawi 24/03/2002
    45. Mauritius 01/07/1982
    46. Messico 08/09/1979
    47. Mozambico 13/03/1976
    48. Namibia 11/06/1990
    49. Nauru 12/08/1981
    50. Nicaragua* 06/09/1979
    52. Panamá 23/06/1978
    53. Papua Nuova Guinea 12/08/1981
    54. Perú 16/08/1984
    55. Repubblica Dominicana 24/06/1986
    56. Ruanda 01/04/1976
    57. Salomón Islas 12/08/1981
    58. San Cristobal e Nevis 25/02/1987
    59. Santa Lucía 01/09/1979
    60. San Vincente e Granadina 14/02/2002
    61. Sao Tomé e Príncipe 22/06/1978
    63. Sierra Leona 27/03/1980
    64. Siria 15/04/1980
    65. Sudafrica 15/09/2004
    66. Suriname 11/08/1983
    67. Swatziland 28/04/1980
    68. Tanzania 09/11/1978
    69. Timor Est 20/05/2002
    71. Trinidad e Tobago 01/11/1986
    72. Tuvalu 12/08/1981
    73. Uganda 06/09/1979
    74. Uruguay 26/12/2005
    75. Vanuatu 21/11/1980
    76. Venezuela 03/08/1983
    77. Vietnam 02/03/1979
    79. [Yugoslavia 28/11/1984]
    80. Zambia 12/10/1979
    81. Zimbabwe 03/07/1980

    ti ricordo che questi paesi sono quelli che garantiscono la libertà e la demograzia nel mondo, rappresentano la metà della popolazione mondiale e fanno parte dei 20 paesi più industrializzati della terra !!!

    Quando ho letto una volta nei giornali italiani che il livello della scuola in Italia è in caduta libera e che i cervelli scappano all’estro , non ci volevo credere , ma con il tuo intervento ho avuto la prova che l’ingnorante non sono IO e in Marocco , tu non ci sei mai stato . viva l’Italia unità

unisciti alla conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.