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Filippine: i social media puntano i riflettori sul massacro di Maguindanao

Sono passate più di due settimane da quando il mondo è venuto a conoscenza dei tragici e brutali omicidi che hanno tolto la vita a oltre 60 donne, avvocati e giornalisti nella provincia di Maguindanao, sull'isola di Mindanao, Filippine.

Denominato il massacro di Maguindanao o di Ampatuan (dal nome della città dove sono state trovate le fosse comuni), questa tragedia ha ottenuto così tanta attenzione internazionale che ora ha una propria pagina su Wikipedia inglese [in]:

È accaduto la mattina del 23 Novembre 2009, nella città di Ampatuan, nella provincia di Maguindanao, sull'isola di Mindanao nelle Filippine. Le vittime stavano per presentare il certificato di candidatura per Esmael Mangudadatu, vicesindaco di Buluan. Mangudadatu si apprestava a sfidare il sindaco di Datu Unsay, Andal Ampatuan, Jr., figlio del governatore in carica di Maguindanao, Datu Andal Ampatuan Sr., nelle imminenti elezioni governative di Maguindanao, parte delle elezioni nazionali del 2010. Tra gli assassinati vi sono la moglie di Mangudadatu, le due sorelle, avvocati, assistenti, e automobilisti che erano testimoni o erano stati erroneamente identificati come parte del convoglio.

Blogger e netizen, soprattutto dalle Filippine, hanno fatto presto ad esprimere le proprie reazioni, la maggior parte di condanna e di protesta, tramite i siti di social network. Ecco alcuni brevi esempi, prima dai blogger;

Ms Noemi, che scrive su BlogWatch [in], condanna il brutale massacro ma rimane fiduciosa che si otterrà giustizia:

Spero che il governo abbia la volontà politica di arrestare e punire gli autori di questo massacro. Cose simili non dovrebbero succedere mai più. Le persone responsabili del massacri vanno perseguite legalmente. L'amministrazione Arroyo non deve proteggerli o tollerarli anche se fossero suoi alleati. Tutti i candidati presidenziali dovrebbero includere nella propria piattaforma l'implementazione del sistema di giudiziario in queste aree di Mindanao in modo che ciò non accada mai più.

Dine Racoma lamenta che Natale quest'anno sarà diverso dagli altri [in], a causa di questa tragedia:

Solo giovedì scorso il maggior colpevole è stato arrestato (e continua a dichiarare di essersi consegnato – non di essere stato arrestato) senza manette, come fanno i poliziotti con un comune cittadino accusato di rapina. Cos'è una rapina a confronto di una carneficina di uomini e donne innocenti.

E ora, guardate l'effetto di quest'evento sulla mia famiglia. Tutti i giorni da quel giorno, quando guardiamo le notizie, leggiamo i quotidiani, e riceviamo aggiornamenti da Internet o dei messaggi sul cellulare, sentiamo tutti il cuore pesante, proviamo tristezza e voglia di piangere.

Ora, i miei figli non aspettano le feste di Natale con felicità. Sì, festeggeremo Natale, andremo in Chiesa, ringranziando il buon Dio delle benedizioni concesse, anche dei problemi e di quel che ci capiterà cammin facendo.

Quest'anno è diverso—negli anni passati ci sono state calamità nel Paese e in molte parti del mondo, che hanno portato alla perdita di vite umane e proprietà, ma mai in questo modo.

Ancora una volta, Twitter ha convogliato un'abbondanza di reazioni al massacro di Maguindanao [in]:

rvmitra Il #Maguindanaomassacre ci ha mostrato che l'elezione, che abbiamo lottato per reintrodurre, ora è diventata un gioco che si può vincere con soldi e potere.

yolynne Andrebbe imposto un ultimatum al governo, che informazioni hanno sul ritrovamento dei corpi? La settimana non dovrebbe finire così! #maguindanaomassacre

acquaeouslove Spero che tutti gli assassini brucino non solo all'inferno ma anche letteralmente! La gravità dei loro peccati gli ha garantito l'inferno~! #maguindanaomassacre
5 giorni fa da internet

acquaeouslove #maguindanaomassacre rivela solo lo schifo della politica e l'avidità della psiche umana ~ è sempre il denaro che rovina tutto…

Oltre ad occupare le prime pagine dei notizari locali, il massacro di Maguindanao ha attirato l'attenzione dei media internazionali, di vari governi stranieri e di gruppi internazionali che difendono i diritti umani, di avvocati e giornalisti. Tonyo Cruz pubblica un’esauriente elenco delle loro reazioni e dichiarazioni [in] a cui se ne aggiungeranno presto altre.

Jovir racconta che questo atto di barbarismo è la prova che in realtà le Filippine sono diventate il posto più pericoloso per i giornalisti [in]:

Questo colpo alla libertà di stampa nel Paese porta al totale di 134 tra i professionisti dell'informazione assassinati dall'orribile lotta per la democrazia nel 1986, con molti casi ancora irrisolti, con morti attribuiti ai signori della guerra politici che controllano la polizia e l'apparato della giustizia alla loro portata – tutti intenti a conservare la propria poltrona e utili ai caporioni politici perchè portano “voti” ai partiti politici. Solo nell'amministrazione Arroyo, il numero è già 74 e in aumento…?

Quando è arrivata la notizia del massacro – tutto il mondo è rimasto praticamente scioccato e si sono avute molte proteste e condanne, sono state accese candele e avviate manifestazioni di protesta in onore delle vite perse in quello che è stato definito come il peggior attacco nel mondo contro professionisti dei media.

Pur se apparentemente senza precedenti, tale reputazione è un grave riflesso che merita immediato intervento non solo da parte di quanti hanno il potere ma di tutti… a meno che ovviamente qualcuno non sia soddisfatto di vivere nella vergogna…

Infine, ecco un'interessante analogia proposta da Ryan Ericson Canlas, il quale ritiene che il massacro di Maguindanao sia una ripetizione del massacro di Escalante [in], avvenuto il 20 Settembre 1985 nella città di Escalante, nella provincia di Negros Occidental, nelle Filippine, dove forze paramilitari del governo hanno freddato dei civili che partecipavano a una manifestazione di protesta in commemorazione del 13esimo anniversario della dichiarazione della Legge Marziale.

Che sia la storia a ripetersi o che siamo noi a ripetere la storia, è un'altra questione. Per ora, il problema è ottenere giustizia per le vittime e pace per Mindanao. Un dibattito che ancora una volta, i social media stanno contribuendo a facilitare.

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