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Gaza: fervono i preparativi per la Gaza Freedom March

Vittoria a Gaza

Il 31 dicembre avrà luogo la Gaza Freedom March, in occasione del primo anniversario dell’Operazione Piombo Fuso [it], la campagna militare condotta dagli israeliani nella Striscia di Gaza.

La “Coalizione internazionale contro l’assedio illegale di Gaza” (International Coalition to End the Illegal Siege of Gaza) sta mobilitando il gruppo di attivisti che verranno da tutto il mondo per marciare a fianco della popolazione palestinese in una manifestazione non-violenta di solidarietà, nella speranza di contribuire alla fine del blocco tuttora in atto a Gaza.

Molti partecipanti sono già arrivati al Cairo per intensificare i preparativi.

Messaggio su Twitter

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La Marcia per la Libertà vedrà la partecipazione di molti personaggi famosi, come la scrittrice Alice Walker [it], l’attore e regista siriano Duraid Lahham, Roger Waters dei Pink Floyd [it] e il gruppo di rap francese MAP, tra gli altri.

Tra i partecipanti ci sarà anche l’ottantaquattrenne superstite dell’Olocausto Hedy Epstein, che si è molto impegnata nell’opera di sensibilizzazione sull’importanza della marcia. Il primo dicembre 2009, insieme a J’Ann Allen, moglie di un militare in pensione, e Sandra Mansour, rifugiata palestinese, ha lanciato un invito pubblico a partecipare alla marcia al premio Nobel per la Pace e sopravvissuto all’Olocausto Elie Wiesel.

Wiesel è stato invitato a “rompere il silenzio e venire con noi” durante una conferenza alla St.Louis University:

La participazione di Hedy Epstein alla marcia ha ricevuto molti apprezzamenti. Desertpeace ne applaude la presenza [in]:

Vedere un superstite di questi orrori [l’Olocausto] combattere contro i mali di oggi dà grande forza. Sto parlando di Hedy Epstein che, mentro scrivo, sta dirigendosi a Gaza per prendere parte alla Gaza Freedom March. Questo è ciò che l’Olocausto avrebbe dovuto ‘produrre’ come un’’industria’, un’industria che proibisce la ripetizione del passato… MAI PIU’!

L’organizzazione della marcia non è stata tuttavia priva di ostacoli, e gli organizzatori dell’ International Coalition to End the Illegal Siege of Gaza non sono stati esenti da critiche.

Norman Finkelstein [it], autore di L'industria dell'Olocausto e “sognatore” della Marcia, ha fatto attivamente parte della Coalizione, ma in seguito ne è uscito. La sua frustrazione è derivata da un cambiamento assai discusso nello statuto dell'organizzazione. Lo statuto originale prevedeva una marcia per rompere l’assedio in accordo con i principi della non-violenza e ancorata nel diritto internazionale. Lo statuto è stato poi emendato per includervi un concetto di ‘contesto politico’, che secondo Finkelstein può dar adito a discordie per la presenza di elementi potenzialmente generatori di conflitto e non necessari in base all'idea originaria dell'appello. Pur non specificando quali sarebbero gli emendamenti conteroversi, Finkelstein illustra tuttavia la sua posizione nella nota Perché ho lasciato la Coalizione per la Gaza Freedom March [in]:

Bisogna forse sottolineare che non era in discussione il sostegno ad uno specifico diritto o strategia palestinese per fermare l’occupazione. Si tratta però di capire se l’inclusione nello statuto della Coalizione di tale diritto o strategia fosse necessario pur se non connesso all’obiettivo immediato di rompere l’assedio e quindi affievolendo la prospettiva di una dimostrazione davvero massiccia in termini di partecipazione.

Questa presa di posizione di alto profilo è stata seguita dal ritiro di altri attivisti. Max ha commentato con rammarico su Jewbonics [in] la decisione di Finkelstein di lasciare il movimento. Come organizzatore della marcia ha risposto ai timori di altre possibili defezioni commentando così:

Io penso che si possa affermare con certezza che il numero di attivisti persi sarà compensato dai nuovi partecipanti, se quel che ho avuto modo di vedere di persona e online si può assumere come indicazione valida.

Nonostante le preoccupazioni sul numero di partecipanti, la marcia resta ugualmente una manifestazione di massa: è la prima volta che i palestinesi si ritroveranno in così gran numero e accompagnati dal sostegno internazionale: si prevede la presenza di circa 1.300 manifestanti da tutto il mondo, che si incontreranno al Cairo e marceranno insieme a un numero previsto intorno ai 50.000 residenti, una volta raggiunta Gaza attraverso Rafah.

Su Electronic Intifada, Rami Almeghari riporta [in] che:

Negli ultimi mesi, alla gente di Gaza è parso che la comunità internazionale abbia preso a spostare l'attenzione altrove, dimenticando il blocco. Sono poche le testate internazionali che restano ancora attenzione alla situazione qui.

La marcia spera di cambiare tutto ciò. Mustafa al-Kayali, coordinatore del comitato esecutivo della Gaza Freedom March, scrive:

Facciamo appello a tutti coloro che arriveranno dall’estero di non considerare la propria partecipazione come una visita turistica. Dovranno piuttosto trasmettere un efficace messaggio dal basso ai loro concittadini, associazioni e governi…

La gran parte dei giovani palestinesi con cui ho parlato della Gaza Freedom March si sono mostrati entusiasti ed eccitati nel parteciparvi. Sono decisi a inviare un messaggio al mondo esterno che il popolo palestinese è sempre lì, e che la gente dovrebbe unirsi nella ricerca della libertà.

Per rimanere aggiornati sugli sviluppi della Gaza Freedom March, si può seguire il relativo sito [in].

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