Il primo emendamento e il fenomeno del cyberbullismo

Nelle scuole americane il cyberbullismo (bullismo che avviene sulle piattaforme social) è un problema in forte crescita. Il caso dell’adolescente che si è suicidato nello stato del Missouri ha dato avvio a un dibattito nazionale, poiché il ragazzo era vittima di bullismo online.

Lori Drew, insieme a sua figlia e a un dipendente, creò un profilo falso su MySpace con l’intento di molestare una ragazza di nome Megan Meier. Successivamente, la giovane Meier si tolse la vita. Nonostante ciò, Drew riuscì a evitare qualsiasi forma di sanzione legale.

Caroline McCarthy sul sito Cnet scrive del caso:

“Judge George Wu overturned Drew's guilty verdict, which was issued in November, saying that if Drew had been convicted of a felony in the case, she would already have been sentenced. But because she was convicted of three misdemeanors–a significantly lighter offense than prosecutors originally sought–the constitutionality of the guilty verdict was less clear.

Drew, a Missouri resident, had been convicted of three misdemeanor counts of “accessing protected computers without authorization to obtain information to inflict emotional distress,” each of which could have resulted in a year of jail and a $100,000 fine. But she hadn't been convicted of conspiracy, a felony that could've led to up to 20 years in prison.”

“Il giudice George Wu ha completamente ribaltato il verdetto di colpevolezza emesso nei confronti di Drew nel mese di novembre. Il giudice ha osservato che, se Drew avesse effettivamente commesso un reato grave, sarebbe già stata condannata in via definitiva. Tuttavia, poiché è stata riconosciuta colpevole di tre reati minori, significativamente meno gravi rispetto a quelli inizialmente contestati dai pubblici ministeri, la costituzionalità del verdetto di colpevolezza risultava meno chiara.

Drew, residente nel Missouri, è stata infatti condannata per tre reati minori, tra i quali figurava il reato di «accesso non autorizzato a computer protetti per ottenere informazioni al fine di causare stress emotivo». Ciascuno di questi reati avrebbe potuto comportare una pena fino a un anno di reclusione e una multa pari a 100.000 dollari. Tuttavia, non è stata condannata per il reato di cospirazione, un’accusa ben più grave che avrebbe potuto comportare fino a 20 anni di reclusione.

Il caso era talmente carico di emotività che molti auspicavano che l’imputata, Lori Drew, finisse in prigione. Il suo rilascio diede origine a un dibattito acceso e fortemente conflittuale: la maggior parte delle discussioni ruotava attorno a ciò che si può o non si può dire online e a quanto sia effettivamente tutelato dal Primo Emendamento.

La Coalizione Nazionale contro la Censura (organizzazione no profit statunitense) ha recentemente denunciato un caso di cyberbullismo e, nel farlo, ha stilato una sorta di vademecum volto a regolamentare il linguaggio utilizzato dagli studenti e a definire fino a che punto le scuole possano intervenire in questioni extrascolastiche, soprattutto quando le attività avvengono al di fuori dell’ambiente scolastico.

“Beverly Vista School, a K-8 school in the Beverly Hills Unified School District, learned this lesson via a November 2009 court ruling, where the federal district court for the Central District of California found that administrators at Beverly Vista had likely violated the First Amendment rights of a middle school student referred to in the records as J.C.

The facts in this case arose when J.C., an eighth grade girl, videotaped a group of her friends “talkin’ smack” about their classmate C.C. The video featured this group of kids saying that C.C. was spoiled, and a slut. J.C. then when home and uploaded the video to YouTube, and informed several classmates, including C.C., of the video’s existence.

The next day, C.C. and her mother informed the school of the video’s existence. C.C. also met with a school counselor for no more than half a class period to discuss how she felt humiliated by the video.”

“La Beverly Vista School, una scuola primaria e secondaria di primo grado situata sotto l’ente amministrativo locale di Beverly Hills, ha imparato una dura lezione quando gli amministratori dell’istituto hanno violato il Primo Emendamento ai danni dello studente J.C.. Dopo aver accertato l’accaduto, il distretto federale ha deciso di adottare i necessari provvedimenti.

L’episodio riguarda J.C. (per motivi di privacy la studentessa viene mantenuta anonima), una ragazza delle scuole medie, che ha registrato un gruppo di amiche mentre “sparlavano” di una loro compagna di classe, indicata come C.C.. Il video mostrava il gruppo di ragazzi apostrofare C.C. con termini offensivi, come “viziata” e “troia”. Una volta tornata a casa, J.C. ha caricato il video su YouTube e ha informato alcune delle sue compagne, inclusa C.C., della pubblicazione.

Il giorno successivo, C.C., accompagnata dalla madre, ha informato la scuola dell’esistenza del video. C.C. ha inoltre incontrato il counselor della scuola e ha partecipato a varie sedute per discutere di come si sentiva umiliata a causa del video.

Successivamente all’accaduto, J.C. fu sospesa per due giorni. La studentessa denunciò la scuola, sostenendo che questa avesse violato il suo diritto alla libertà di parola. Stephen Balkam, del Centro Online per il Primo Emendamento, ha avviato una discussione sulla “protezione dei ragazzi in concomitanza con la loro libertà di parola”, affermando che…

“…..but a handful of tragedies should not be used to quickly push through laws that may punish but not eradicate the problem of cyberbullying.

Lawmakers should proceed cautiously before enacting legislation governing off-campus speech that does not “substantially interfere” with school activities. School districts have the most authority to intervene with cyberbullying when the actions occur on school property or on the school computer network. Currently, some states have adopted laws that criminalize cyberbullying or use school discipline codes to punish students for online behavior occurring off campus and after school time.

States with higher profile cases tend to have more stringent anti-cyberbullying legislation passed in reaction to the publicity of a cyberbullying case. If there is going to be legislation at all, there should be a national definition of the problem and a uniform way to address it. States must be aware that there is potential danger of infringing on free-speech rights of students through current and proposed legislation.”

“…ma una manciata di tragedie non dovrebbe essere usata per far approvare rapidamente leggi che potrebbero punire ma non sradicare il problema del cyberbullismo.

I legislatori dovrebbero procedere con cautela prima di promulgare leggi che regolano i discorsi fuori dal campus che non “interferiscono in modo sostanziale” con le attività scolastiche. I distretti scolastici hanno la massima autorità di intervenire contro il cyberbullismo quando le azioni si verificano all'interno della proprietà scolastica o sulla rete informatica della scuola. Attualmente, alcuni stati hanno adottato leggi che criminalizzano il cyberbullismo o utilizzano codici disciplinari scolastici per punire gli studenti per comportamenti online che si verificano fuori dal campus e dopo l'orario scolastico.

Gli Stati con casi di maggiore rilevanza tendono ad adottare leggi più severe contro il cyberbullismo in risposta alla pubblicità data a un caso di cyberbullismo. Se si intende adottare una legislazione in materia, occorre definire il problema a livello nazionale e stabilire un approccio uniforme per affrontarlo. Gli Stati devono essere consapevoli del potenziale pericolo di violare il diritto alla libertà di espressione degli studenti attraverso la legislazione attuale e quella proposta.”

Sia i bambini che gli adolescenti dedicano moltissimo tempo ed energie alla loro vita online. Questo fenomeno rende il problema del cyberbullismo particolarmente rilevante. È quindi necessario trovare un equilibrio tra i diritti garantiti dal Primo Emendamento e la protezione dei minori sulle piattaforme digitali.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.