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Iran: nuove leggi restrittive per i cyber-attivisti

Nuovi resoconti confermano come le condizioni per i cyber attivisti iraniani vadano facendosi molto più difficili e restrittive.

Recentemente, il procuratore generale ha pubblicato un elenco di reati relativi a internet [far]. Una delle leggi principali in quest'elenco stabilisce la proibizione di link a strumenti o software per aggirare il blocco governativo. È illegale anche insegnare alla gente come aggirare il filtraggio. E chiunque condivida link da siti censurati è ritenuto colpevole.

La polizia iraniana ha inoltre pubblicato un rapporto [far] dove si afferma che internet sarà monitorato dalla polizia e quanti vi svolgono attività politica verranno interrogati.

Dopo gli incidenti in occasione della Giornata di Ashura [in], Khoramabadi, dall'ufficio del procuratore iraniano, ha denunciato [far] alcuni siti internet per aver pubblicato immagini di manovre ed esercitazioni militari denigratori dell'immagine islamica del Paese. L'accusa è servita per giustificare la censura di alcune testate d'informazione online.

1 commento

  • le notizie che provengono dall’Iran sono la prova della politica di isolamento che il regime desidera attuare per poter creare una potenza militare che possa, se non sfidare l’America e l’Europa, almeno tenerli lontani da quelli che saranno i programmi futuri per tentare di acquistare un predominio in Asia scacciando gli infedeli. La politica antieuropea e antiamericana del regime è appoggiata
    dalla casta militare e altre similari. E’ sufficiente l’organizzazione religiosa militarizzata per pensare che non ci possa essere una svolta politica? Gli altri paesi asiatici staranno in retrovia o avranno interessi a dire welcome ai cosiddetti infedeli? Il terrorismo asiatico ben finanziato dall’Iran potrà veramente avere successo? L’Europa sa difendersi ed altrettanto l’America. Certo ci possono essere fattori non prevedibili che complicano il discorso sul reale empowerement del regime iraniano.

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