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Repubblica Dominicana: aiutare i vicini haitiani dopo il terremoto

Erano le 17:53 di martedì 12 gennaio sull’isola di Hispaniola [it], quando all'improvviso la gente ha iniziato ad avere le vertigini e la terra ha tremato violentemente. Il momento in cui il terremoto ha colpito. Nella Repubblica Dominicana non è stato altro che un grande spavento. Nella vicina Haiti invece, dove è stato localizzato l'epicentro del terremoto del settimo grado sulla scala Richter, si è avuto un completo disastro. Come se non bastasse, il terremoto si è sviluppato a circa 6 miglia (10 km) sotto terra rendendo ancora più gravi i danni. Il blogger Dominicano Alf Micstar di Duarte 101 descrive così quel momento [sp]:

Remenión, jamaquión, temblor, sismo, juidero, panico, corre corre. Ayer martes 12 de Enero cinco minutos antes de las seis, la isla volvió a recordarnos que se mueve, que no es un pedazo de tierra estático, que sus placas no son como las de los carros y que el suelo no pide permisos para sus sacudidas instantáneas.

Scosse, un fremito, tremori, terremoto, panico, chiamatelo come volete. Ieri, martedì 12 gennaio, alle 6 meno cinque, l'isola ci ha ricordato ancora una volta che si muove, non è una terra stabile, che le sue placche non sono come quelle delle automobili e che la terra non chiede il permesso per produrre scosse istantanee.

La capitale di Haiti, Port-au-Prince, situata 10 miglia a est dell'epicentro del terremoto, è rimasta devastata e isolata.
Gli edifici sono crollati, causando innumerevoli feriti e morti, pur mancando ancora cifre ufficiali. Senza elettricità, acqua e comunicazioni, sono trascorse diverse ore prima che il mondo intero potesse rendersi conto dei danni causati dal terremoto. Molte fotografie e testimonianze sono state diffuse tramite social network quali Twitter e Facebook. Lo spettacolo era deprimente e, come se non bastasse, le scosse di assestamento non si placavano.

Nella Repubblica Dominicana, come conseguenza del terremoto, è scattata l'allerta tsunami, e la Commissione Operazioni di emergenza (COE) ha chiuso i centri commerciali nella capitale Santo Domingo e ha preso precauzioni in tutte le zone costiere e sul confine haitiano. Nelle prime ore del mattino del giorno successivo, il presidente dominicano Leonel Fernández ha convocato una riunione d'emergenza per preparare una spedizione di aiuti [sp] verso Haiti, inclusi medicinali, acqua, generatori elettrici, infrastutture e militari per fornire assistenza [sp].

Joan Guerrero, di Duarte 101 [sp] ha sintetizzato l'attività in corso:

Desde tempranas horas de hoy, las autoridades, empresariado y militares dominicanos unen sus fuerzas para movilizar ayuda humanitaria ante el temblor de Haití.

Dalle prime ore di questa mattina [mercoledì 13 gennaio] le autorità, le imprese, e l'esercito dominicani hanno unito le forze onde mobilitare gli aiuti umanitari per il terremoto di Haiti.
Un aeroplano porta aiuti militari ad Haiti. Foto di Duarte 101, usata dietro autorizzazione.

Un aeroplano porta aiuti militari ad Haiti. Foto di Duarte 101, usata dietro autorizzazione.

La squadra dominicana ha contribuito a inviare cibo e bottiglie di acqua, oltre a mezzi pesanti per rimuovere le macerie. Gli ospedali e l'aeroporto della provincia di Barahona [in] sono stati resi disponibili a ricevere gli aiuti che saranno distribuiti ad Haiti. Il personale della COE si è occupato di oltre 2000 feriti e l'Istituto Dominicano delle Telecomunicazioni (Indotel) ha contribuito a ristabilire le comunicazioni telefoniche. La Croce Rossa Dominicana e la Croce Rossa Internazionale hanno coordinato il soccorso sanitario. La Repubblica Dominicana è stata anche il punto di arrivo dei corrispondenti stranieri intervenuti per informare sulla tragedia.

In aggiunta agli sforzi governativi, molti dominicani si sono uniti alla causa organizzando centri di raccolta, mentre altri hanno offero aerei privati e altri materiali destinati ad Haiti. Duarte 101 pubblica una breve lista delle cose necessarie e dei punti di raccolta organizzati in tutta la Repubblica Dominicana [sp].

José Rafael Sosa conclude [sp]:

El pueblo dominicano se ha volcado para ayudar a Haití. Lo que ha ocurrido en Haití no tiene precedente. Es demasiado dolor. Demasiado sufrimiento. Aquí se paran las diferencias absurdas y se impone la solidaridad pura y simple. Abierta y decidida. Es este el justo momento para ayudar a un pueblo hermano. Démosle la mano y el alma a un pueblo que no merece tanto sufrimiento.

Il popolo dominicano si sta facendo in quattro per aiutare Haiti. Quanto accaduto ad Haiti non ha precedenti. Troppo dolore. Troppa sofferenza. Qui finisce ogni assurda differenza e s'impone la solidarietà pura e semplice. Aperta e decisa. Questo è il momento giusto per aiutare un popolo fratello. Diamo una mano e anche l'anima a un popolo che non merita tanta sofferenza.
Continuate a seguire lo speciale di Global Voices (in inglese) sul terremoto ad Haiti [in].

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