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USA: status di tutela temporaneo per gli haitiani nel Paese

Lo Status di Protezione Temporaneo (Temporary Protected Status, TPS [in]) è uno status speciale che viene concesso dagli Stati Uniti agli stranieri provenienti da determinati Paesi colpiti di recente da un qualche evento traumatico, come la guerra o il terremoto. Lo status richiede che l'individuo si trovi già negli Stati Uniti e presenti la richiesta per essere preso in considerazione nell'ambito del TPS. Attualmente, il TPS viene concesso ai cittadini di El Salvador, Honduras, Nicaragua, Somalia, e Sudan. Come suggerisce il nome, lo status è temporaneo e non concede automaticamente agli interessati la residenza permanente (green card) né la cittadinanza.

Questa settimana, in seguito al terribile terremoto che ha colpito Haiti, diversi politici e giornalisti hanno iniziato a premere sul governo statunitense affinché conceda il TPS a tutti quanti i cittadini haitiani, uno o due milioni (stimano i più), che vivono nel Paese. Sono state messe in circolazione numerose petizioni, una delle quali promossa da breakthrough [in] e 83 rappresentanti del Congresso hanno firmato una lettera [in] con cui chiedono il TPS per i cittadini di Haiti al Presidente Obama.

Venerdì 15 gennaio, il Ministro statunitense per la Sicurezza Interna Janet Napolitano ha poi accordato il TPS [in] pe rla durata di 18 mesi a tutti gli haitiani che attualmente vivono in USA.

Prima che giungesse questa comunicazione, il blogger The Latin Americanist aveva notato [in]:

Gli emigrati haitiani e gli avvocati per l'immigrazione hanno da tempo richiesto il TPS per gli haitiani, specialmente alla luce dei numerosi uragani e delle più devastanti tempeste degli ultimi dieci anni. Sebbene le loro richieste siano cadute nel vuoto con entrambe le Amministrazioni Bush e Obama, la richiesta del TPS per gli haitiani ha ottenuto il sostegno dei parlamentari di maggior peso.

Sempre prima della decisione ufficiale, il blogger ed esperto di immigrazione Koulflo Memo aveva definito [in] il TPS una soluzione dettata solo dall'intuito:

L'associazione conservatrice Federation for American Immigration Reform (FAIR) ha annunciato di opporsi al rilascio del TPS per Haiti. La ragione addotta è che gli Haitiani non se ne andranno dopo la revoca del TPS. E per di più il FAIR non ritiene che la situazione di Haiti risponda ai criteri richiesti dal TPS. L'opposizione del FAIR è disonesta e sbagliata. E anche razzista.

Mi auguro che il Presidente Obama non stia cercando di giocarsi la possibilità di una riforma onnicomprensiva dell'immigrazione fra qualche mese, sostenendo le posizioni del FAIR su questo cruciale tema umanitario. Mancare di rispondere in questo modo, sarebbe proprio abbandonare Haiti nel momento di maggior bisogno.

Il blog Deep Thought ha poi elogiato la decisione dell'Amministrazione Obama, scrivendo [in]:

Il Presidente Obama ha dato prova di vera leadership nel muoversi rapidamente per aiutare la popolazione di Haiti. Insieme al Segretario Napolitano, si è anche dimostrato compassionevole sospendendo per diciotto mesi il procedimento di espulsione verso Haiti grazie alla concessione del TPS (status di protezione temporaneo) agli haitiani attualmente negli Stati Uniti; riversare altre persone nell'attuale scenario di devastazione sarebbe nella migliore delle ipotesi inutile, se non, nella peggiore, disastroso. Sì, dovranno far fronte al malcontento dei Nativisti, ma il vero banco di prova di una leadership è la capacità di saper prendere decisioni anche impopolari quando si sa di essere nel giusto.

Il blogger e genitore adottivo di allbuttonedup ha ringraziato il parlamentare del proprio distretto per avere fatto pressione  a favore del TPS e anche per le richieste di aiuto a beneficio dei tanti orfani di Haiti, scrivendo [in]:

Al momento la questione sta raccogliendo grande attenzione dalla stampa. Mi auguro che questo possa contare davvero qualcosa, ma io e te  sappiamo bene che la gente si stanca di vedere e rivedere sempre lo stesso sconforto. C'erano oltre 200 mila orfani a Port-au-Prince prima che accadesse tutto ciò, e comunque ci si senta di fronte a questi problemi – e sì che sono complessi – questo intervento non è in alcun modo finalizzato a minare l'integrità della popolazione di Haiti, né la sua aspirazione a poter accudire ai propri figli. Solo che adesso loro non ce la fanno. E’ un problema di ordine umanitario.

Anche se almeno per i prossimi 18 mesi gli Haitiani negli Stati Uniti saranno tutelati e potranno lavorare legalmente, la popolazione di Haiti avrà ancora bisogno di aiuto. Ecco un  elenco di organizzazioni [in] che forniscono assistenza, mentre per l'Italia è bene rivolgersi alla Croce Rossa [it].

Lo speciale di GV su Haiti è in continuo aggiornamento in inglese [in] e in italiano [it].

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