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Francia: la “giornata senza immigrati” in programma per il 1. marzo 2010

LA_JOURNEE_SANS_IMMIGRES_-_24H_SANS_NOUS Molti tra gli osservatori e i protagonisti della scena politica francese sospettano l'esistenza di un piano segreto dietro al dibattito sull'”identità nazionale” lanciato dal presidente Nicolas Sarkozy e dal ministro per l’ Immigrazione, Integrazione, Identità nazionale e Sviluppo solidale [fr], Eric Besson [in]. L'iniziativa, strettamente definita del governo, è stata affidata ai prefetti [in] quali rappresentanti locali dello Stato.

I membri dell’ opposizione sono passati al contrattacco: Martine Aubry, leader del Partito socialista, ha dichiarato [in] in un incontro a Grenoble, che il presidente Nicolas Sarkozy ha messo in imbarazzo la Francia contrapponendo l'identità nazionale all'immigrazione.

E comunque, ha senso definire immigrati i cittadini di seconda o terza generazione?

Ricordando il Great American Boycott [in] statunitense, un’ intera giornata di boicottaggio di scuole e aziende da parte di immigrati legali e illegali – per lo più di origine latino-americana – svoltasi il 1° maggio 2006, a inizio dicembre 2009 è stato creato un “collectif” e lanciata la La journée sans immigrés – 24 heures sans nous (La giornata senza immigrati – 24 ore senza di noi) per il 1° marzo 2010. Il manifesto [fr/in] del gruppo compare sull'omonimo sito web, mentre sono stati aperti finora 10 gruppi regionali su Facebook [fr]. Sono attivi anche un blog [fr] e un forum [fr].

Il manifesto apre con queste parole:

Nous, femmes et hommes, de toutes croyances, de tous bords politiques, et de toutes couleurs de peaux, immigrés, descendants d’immigrés, citoyens conscients de l’apport essentiel de l’immigration à notre pays, en avons assez des propos indignes tenus par certains responsables politiques visant à stigmatiser ou criminaliser les immigrés et leurs descendants. Rappelons qu’un immigré est celui qui est perçu comme tel par les autres au-delà même de ses origines. Nous voulons nous réapproprier et réhabiliter ce terme devenu péjoratif par la force de l’instrumentalisation politique.

Noi, donne e uomini di tutte le fedi, di tutti gli orientamenti politici e di ogni razza, immigrati e discendenti di immigrati, cittadini consapevoli del contributo essenziale dato dall'immigrazione al nostro Paese, ne abbiamo avuto abbastanza delle osservazioni vergognose fatte da alcuni funzionari politici con l'obiettivo di marchiare o di criminalizzare gli immigrati e i loro discendenti. Consentiteci di rammentare che un immigrato è colui che viene percepito come tale dagli altri, anche al di là delle proprie origini. Vogliamo riappropriarci e riabilitare questo termine, diventato peggiorativo a causa della strumentalizzazione fatta dalla classe politica.

In un'intervista televisiva citata [fr] su Le Blog de Rose Blanche, Peggy Derder, vice-presidente del Gruppo “La giornata senza immigrati” ha spiegato:

Notre collectif appelle les immigrés, descendants d'immigrés et citoyens conscients de l'apport essentiel de l'immigration à ne plus participer à la vie économique de la Cité pendant 24 heures. Ne pas travailler peut prendre plusieurs formes: faire grève, poser une journée de RTT ou de congé… On appelle également à ne pas consommer : ne pas aller au Mc Do, ne pas faire de shopping etc. Par cette absence, nous voulons marquer la nécessité de notre présence. En agissant sur le levier économique, on veut montrer que les immigrés sont une richesse au sens propre et figuré, des éléments moteurs de l'économie et de la société.

Il nostro gruppo invita gli immigrati, i discendenti degli immigrati e i cittadini che sono consapevoli del contributo essenziale apportato dall'immigrazione, a fermarsi per 24 ore e a non partecipare alla vita economica della nazione. Per non lavorare ci sono diverse opzioni: fare sciopero, prendere un giorno di RTT (settimana corta) [in] o fare una vacanza… L'invito è anche quello di astenersi dal consumo: non mangiare al Mc Donald's, non fare la spesa, etc. Grazie a quest'assenza, vogliamo celebrare il bisogno della nostra presenza. Agendo sulle leve economiche vogliamo dimostrare che gli immigrati sono una risorsa, sia nel senso letterale che in quello figurato del termine, un elemento guida per l'economia e la società.

L'iniziativa ha rapidamente guadagnato il sostegno di gran parte degli schieramenti politici. Un'attivista di centro-destra non ha voluto essere da meno, parlandone sul suo blog MIP [fr], ed è stata poi linkata dal blogger di sinistra Intox 007 [fr]:

Alors, oui, si cette journée est l'occasion de montrer aux hypocrites que de nombreux jobs (et pas forcément ceux en bas de l'échelle) sont exercés par des immigrés, vocable réducteur et objet d'attaque ignobles. Et que ces citoyens là sont aussi dignes que le né-ici, mais qu'ils sont plus l'objet de mépris, et que cela doit être combattu.

Ebbene sì, se questa giornata è l'occasione per mostrare agli ipocriti che un sacco di posti di lavoro (e non necessariamente quelli dello strato più basso nella scala sociale) sono, [per usare un termine semplicistico] occupati da immigrati [che sono] oggetto di attacchi disgustosi. E che tali cittadini sono degni di rispetto tanto quanto quelli che sono nati qui, e invece vengono disprezzati, un atteggiamento che va combattuto.

Il blog Demain le nouveau Congo Brazzaville ripete felicemente il messaggio [fr], e lo stesso fa anche il forum algerino [fr] di notizie city DZ.

Ci sono, tuttavia, anche voci dissonanti, e non solo laddove ci si aspetterebbe di incontrarle.

Merle moqueur (“Ragazza burlona”) è stanca del giorno di “Questo- o Quello” e sarcasticamente mette tutti in guardia contro ogni malinteso [fr] riguardo il motto “senza immigranti”:

Ah, ça nous manquait, la journée sans immigrés. Voilà une idée de gauche qu'elle est bonne , fédératrice, porteuse de lien social, et pas du tout nunuche. Voilà une formulation qui plaira à certains. Eteins ton ordinateur, prends ton flingue, monte dans le bus et va jusqu'à la cité des Primevères. Il n'y a plus de bus? Il a brûlé? Arrête tes conneries réactionnaires, camarade, et marche un peu, ça te fera du bien. Va chez les Noirs et tire dans le tas, c'est la journée sans immigrés, t'as le droit.

Ah, questo ci mancava, la giornata senza immigrati. Finalmente da sinistra un’ idea buona, federalista e carica di connessioni sociali, e basta con tutte quelle sciocchezze. Formulata così, qualche estimatore lo trova di sicuro. Spegni il computer, prendi la pistola, sali sull'autobus e arriva alla cité des Primeverès. Nessun bus in giro? È bruciato? Basta con le stupidaggini reazionarie, amico, e cammina un pò che ti farà bene. Vai dai Negri e spara nel mucchio, è il Giorno senza Immigrati, lo puoi fare.

E perché proprio il 1° marzo? Torniamo al manifesto:

Le 1er mars 2005 est entré en vigueur le «code de l'entrée et du séjour des étrangers et du droit d'asile» (CESEDA), plus communément appelé le code des étrangers. Cette loi symbolise une conception utilitariste de l’immigration, en d’autres termes, une immigration choisie sur critères économiques. Nous ne pouvions trouver de meilleur jour pour appeler à « une journée sans immigrés ».

Il 1 marzo 2005 è entrato in vigore il “codice per il diritto all'asilo, all'ingresso e al soggiorno”, comunemente chiamata la norma degli stranieri. Questo codice legislativo simboleggia una concezione utilitaristica dell'immigrazione, in altre parole un'immigrazione basata su requisiti economici. Non avremo potuto scegliere giorno migliore per lanciare la “giornata senza Immigrati”.
Analogo evento è previsto anche in Italia per il 1. marzo:  Sciopero degli stranieri: 24 ore senza di noi.

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