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Libia: improvviso blocco censorio per YouTube e altri siti indipendenti

unblock-youtube-libya.jpgIl 24 gennaio 2010, Libya Telecom & Technology (LTT) [ar] ha bloccato [in] l'accesso al popolare sito di video condivisi  YouTube [in] e altri numerosi siti libici politici e indipendenti basati all'estero come Libya Al Youm [ar], Al Manara [ar], Jeel Libya [ar], Akhbar Libya [ar],e Libya Al Mostakbal [ar].

E mentre Google non ha confermato la messa a bando del proprio servizio in Libia, il giornale libico al-Manara [ar]  ha riferito [ar], citando una fonte informata di LLT, che la censura è temporanea e mira “ad attenuere la pressione sul Network da parte degli utenti del sito [Youtube] in Libia“.

Sembra tuttavia che secondo Human Rights Watch [in] YouTube sia stato bloccato dopo la pubblicazione sul sito di alcuni video che ritraevano membri della famiglia di Muammar Gheddafi e le proteste a Benghazi da parte dei familiari di detenuti uccisi nella prigione di Abu Salim nel 1996.

La manovra ha preoccupato i blogger libici [in] che temono che la censura possa estendersi anche ai propri blog personali. Alcuni Su Facebook sono subito nati diversi gruppi, tra cui uno denominato “We want YouTube back in Libya“, per protestare contro la censura e fornire istruzioni su come usare i server proxy per aggirarla.

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