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Parte Voci Globali in partnership con LaStampa.it

Siamo entusiasti di annunciare l'avvio di questo nuovo spazio-progetto, in pratica una costola di Global Voices Online e soprattutto della redazione italiana: Voci Globali: il meglio della blogosfera internazionale, in partnership esclusiva con LaStampa.it. Obiettivo è ampliare e approfondire ulteriormente la portata delle molte voci indipendenti online, non filtrate e in presa diretta, rendendole fruibili al pubblico italiano ed estendere così la conversazione globale sui temi d'attualità.

Voci Globali Voci Globali poggia su una redazione virtuale che procederà a scandagliare quotidianamente svariati blog e siti di citizen media (in diverse lingue oltre all'inglese), per poi scegliere, tradurre e pubblicare quelli più significativi su questo spazio. Inizialmente verranno seguiti 25 blog, con la pubblicazione di almeno un post al giorno. Gli articoli verranno diffusi con licenza Creative Commons e saranno aperti ai commenti dei lettori.

Sono già pronti i primi tre post tradotti, da Afganistan, Yemen, e sul futuro dell'high-tech in Africa, oltre all'elenco dei blog seguiti e del team redazionale.

Che ne dite? Speriamo di vedervi frequentare anche tale spazio, che opererà in maniera parallela agli articoli che andiamo pubblicando da oltre un anno e mezzo—e continueremo a pubblicare quotidianamente—qui su Global Voices Online in italiano.

Sempre benvenuti i rilanci diffondendo la voce in giro, riprendendo il comunicato stampa o il mini-banner da piazzare su siti-blog. Per suggerimenti o segnalazioni siamo qui: vociglobali@lastampa.it

Un'iniziativa decisamente unica, non solo per l'Italia, a riprova di come sia possibile—anzi, necessario—fare giornalismo di qualità e condiviso unendo le forze tra l'ambito tradizionale e il citizen journalism dei nostri giorni.

10 commenti

  • mattia rapetti

    Parto dal fatto che Globalvoice è un esperimento interessante per fare informazione libera. Questa collaborazione con La Stampa mi sembra errore errore dato per una testata seria come GV che collabora con una testata come la Stampa che a Torino chiamano non a caso la busiarda cioè la bugiarda. La Stampa e’ il classico giornale che fa una informazione strabica, che da anni fa gli interessi dei suoi editori ovvero di Fiat, Juventus, classe dirigente torinese ecc. Che in questi giorni prende le difese del premier per poter avere in Fiat i contributi governativi. Che censura le notizie sulle prodezze di Lapo. E che cosa tira fuori: un curioso diversivo parlando di cose globali e terzomondiste tanto per fare radical chic. Spero che almeno siate ben pagati per essere sfruttati e presi in giro. In bocca al lupo. A vedere le cose dal mio punto di vista di lettore che legge spesso da fuori italia mi pare che stiate servendo come alibi, come copertura. Good Luck
    Mat

    • GVO fa partnership con svariate situazioni e testate nel mondo, mainstream o meno, di varie tendenze e posizioni, oltre al fatto che i ns. materiali (inglesi e in ogni altra lingua) sotto liberamente fruibili da tutti in base alla licenza CC; il tutto a riprova che l’interesse centrale rimane quello di ampliare al massimo la circolarita’ dei citizen media e la conversazione globale; ambito in cui s’inquadra anche la partnership con la stampa.it, rimanendo comunque entita’ distinte e separate, con modalita’ e target differenti; GVO resta struttura indipendente e nonprofit, non cambia prospettive ne’ si sogna di abbracciare le policy delle testate con cui collabora, ne’ le variegatissime opinioni di chi ci segue, ne’ tantomeno puo’ essere “alibi” o “copertura” per chicchessia; anzi, personalmente ritengo che simili collaborazioni aperte e trasparenti, tese ad affermare il pluralismo d’informazione (e d’interazione) siano pratiche che non possano che far bene proprio laddove esistano (vere o presunte) censure e fungano come “watch-dog” verso maggiore trasparenza e partecipazione, cioe’ alla fin fine a vantaggio di tutti noi cittadini — spero percio’ che continuerai a seguirci….

  • mattia rapetti

    Caro Parrella, non nego la tua buona fede e tutta la grande spinta ideale di GV, ma mi sembra un po’ puerile pensare che anche il vostro lavoro non subisca censure nel caso pubblichiate notizie che vanno contro l’editore. Per questo eviterei le retoriche del Watchdog. Stampa mi pare sita seguendo un disegno chiaro: distrarre i lettori con faccende populistico – globaliste e evitare che si parli esplicitamente di problemi seri come il lavoro o la disoccupazione o la situazione a Torino. Mi sembra che vi usino come “scudi umani” Ho letto con sconcerto il comunicato di presentazione messo sul sito di Stampa ed è una bella e buona azione di marketing per pulirsi le coscienze.
    Good Luck Again
    Mat

    • libero di pensarla come credi, ovviamente, mattia, pero’ consentimi di dire che secondo me sbagli, e non di poco; la cultura di vedere sempre nemici, conspiration theories, di essere usati o usare altri, di stare o mettere sempre gli uni contro gli altri e’ roba vecchia e finita, regimi di altri tempi;

      qui non si tratta di “buona fede” ne’ di “spinta ideale” ma di progetti precisi e nugoli di persone che nel mondo, da GVO ai molti progetti autogestiti nell’informazione e sul territorio, stanno cambiando le cose, di fatto, giorno per giorno, a proprie spese e con risultati concreti; anche opponendosi a simili culture e posizioni divisorie, da tutti-contro-tutti;

      e pur non negando problemi, strumentalizzazioni o quant’altro nel mondo dell’informazione, in italia forse piu’ che altrove, come gia’ accade nel network di GVO e tra i molti citizen-reporters intorno al globo neppure qui ci sono ne’ ci saranno censure, stanne certo, anzi esattamente l’opposto: trasparenza e condivisione

      e grazie molte per continuare la conversazione e per seguirci ;)

  • è una inziativa che seguirò con interesse perchè anche più localizzata. certamente ogni iniziativa editoriale anche se parte con progetti ben precisi,è sempre in fase sperimentale con tutti gli aggiornamenti del caso. GV è di per sè una fonte autorevolissima di informazione e descrizione di eventi che possono anche sfuggire ad una lettura dei giornali nostrani. speriamo bene ed auguri e buon lavoro

  • E’ già tanto che un quotidiano “tradizionale” italiano si apra ai blog indipendenti per di più di lughi come l’Africa , di cui sappiamo sempre troppo poco.

    Io ho rilanciato http://pennedigitali.libero.it/2010/il-meglio-della-blogosfera-internazionale-su-un-quotidiano-italiano/

  • Mattia Rapetti mi scusi ma mi sembra fuori strada, non c’è nessun disegno dietro all’accordo con Global Voices, è nato così: ero a Harvard al Berkman Center quando l’hanno presentato, sedevo a fianco di Bernardo Parrella, che ho conosciuto li’ dal vivo dopo anni di scambi online, e ci siamo detti “che figata sarebbe bello portarlo in Italia”; lui poi ha avviato la versione in italiano e io non ho mai trovato il tempo di collaborare, ma alla fine, quando è arrivato Mario Calabresi come direttore a La Stampa, mi ha detto che voleva portare le voci fuori dal coro dei blog internazionali su LaStampa.it e l’ha fatto iniziando con Yoani Sanchez, e allora ho contattato il mio vecchio amico Parrella e gli ho detto: “Ecco, possiamo portare Global Voices in italiano su LaStampa.it !” e così è stato. Bon. Semplice. Nessuna dietrologia.

  • sulla collaborazione ma anche autonomia delle testate giornalistiche mi sono espresso con entusiasmo. La collaborazione a due livelli è importante. Non sono un tecnico nel campo giornalistico, seguiamo questo progetto.

  • […] decide di ospitare alcune traduzioni dai blog più interessanti aggregati da GV in tutto il mondo, l’edizione italiana, insomma, di Global Voices. La Stampa, che ha già una tradizione di rendere disponibili in italiano i contenuti di alcuni […]

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