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Uganda: si temono centinaia di morti per una frana fangosa nel distretto di Bududa

Lunedì sera, primo marzo, nell'Uganda orientale una frana di fango ha provocato almeno 80 vittime e oltre 300 dispersi. La colata fangosa, scatenata da una giornata di intensi temporali, ha seppellito tre villaggi nel distretto di Bududa e ha costretto oltre duemila persone ad evacuare le proprie case. Proseguono incessanti le ricerche [in] di eventuali superstiti.

Il Daily Monitor dell'Uganda [in] segnala fenomeni alluvionali in tutta l'area orientale del Paese, che hanno portato alla chiusura delle scuole e reso impraticabili le strade. Sono previste ulteriori precipitazioni e secondo la Reuters [in] le autorità temono che le alluvioni e le frane di fango possano interessare addirittura altri cinque distretti.

Gli smottamenti di lunedì nell'Uganda orientale hanno ricoperto di fango tre villaggi.  Foto per cortese concessione di Apollo su Facebook.

Gli smottamenti di lunedì nell'Uganda orientale hanno ricoperto di fango tre villaggi. Foto per cortese concessione di Apollo su Facebook [in]

Il blogger ugandese Rosebell [in] si chiede perché il governo non abbia agito con maggior prontezza per evacuare la popolazione dall'area colpita:

Si stima che le persone periodicamente esposte alla minaccia di frane siano 50.000, di cui una parte residenti nelle immediate vicinanze di un vulcano estinto. A ogni stagione delle piogge, si contano morti in questa parte dell'Uganda, ma l'unico metodo di intervento ha riguardato la conservazione del parco nazionale trasferendo altrove la popolazione.

Non c'è stato alcun impegno concreto da parte del governo per identificare  altri metodi di persuasione per queste persone e trovare loro mezzi di sussistenza alternativi. In una zona in cui la vita di molti dipende dall'agricoltura, è difficile decidere di abbandonare fertili terreni vulcanici e, quindi, si vive alla giornata, sperando di sopravvivere alla successiva stagione delle piogge.

Dall'Uganda centrale, dove le piogge sono meno rovinose, Gay Uganda [in] scrive:

Le piogge da cui traevo tanto colpevolmente motivo di allegria stanno imponendo un triste pedaggio al mio popolo. Non mi resta che la preghiera. Sapete cosa intendo: adoro la pioggia, che significa benedizione ma anche maledizione. Un abbondante raccolto può ben essere [in] motivo di felicità. È una perdita terribile di vite umane [in] – ma, anche se è incredibile, la vita va avanti.

AGGIORNAMENTO: A giovedì (4 marzo) [in], erano 92 i corpi recuperati, con stime che parlano di almeno 350 morti.

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