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Messico: cittadini-reporter alle prese con la violenza e il traffico di droga

Negli ultimi mesi la violenza provocata dalle organizzazioni legate al traffico di droga ha raggiunto un picco nello Stato messicano di Nuevo León, nell'area metropolitana di Monterrey e nelle regioni settentrionali. Non si contano gli episodi violenti negli spazi pubblici con armi da fuoco [sp], granate [sp], e sequestri-lampo [sp] (noti come “levantones”). Si sono avuti perfino casi di esecuzioni e decapitazioni sia di membri dei cartelli della droga che di autorità locali[sp], blocchi di strade [sp] (i cosiddetti “narcobloqueos”) e anche la morte di due studenti coinvolti in una sparatoria [sp] fuori dal campus di una delle università private più importanti del Paese.

La violenza a Nuevo León è parte di un'ondata che colpisce la regione settentrionale che include le città di Reynosa (al confine con gli Stati Uniti) e Tampico (porto sul Golfo del Messico). Quest'ondata di violenza può essere attribuita ai violenti confronti tra le due principali organizzazioni di droga: il Cartello del Golfo e i Zetas, come mostra questa mappa su BBC news [in].

Secondo il quotidiano El Diario de Coahuila, nei primi mesi del 2010 si sono avuti 121 uccisioni legati al crimine organizzato [sp] nello stato di Nuevo León, cifra che supera il numero totale di morti dovute al traffico di droga avvenute nell'intero 2007. A marzo, i “narcobloqueos”, o blocchi di strade e arterie pubbliche da parte dei cartelli della droga, sono stati oltre 30 in un solo weekend a Monterrey, portando all'assassinio di sette persone come ha spiegato il quotidiano Excélsior [sp].

A causa di quest'aumento di violenza, a marzo il governo statunitense ha diffuso comunicati invitare la gente a ridurre i viaggi in Messico [sp] durante la pausa scolastica di primavera. Anche le forze armate messicane e la Marina di Monterrey sono intervenuti negli scontri, puntando a colpire le autorità locali coinvolte nel traffico di droga [sp].

Anche i blogger e utenti di Twitter locali commnentano sulla delicata situazione nella loro regione.

Sul suo blog  Sinful riassume la storia del confronto tra i due principali cartelli della droga [sp], il Cartello del Golfo e i Zetas. Scrive al riguardo di uno specifico tipo di rapina che avviene nelle città coinvolte:

Los Zetas siguen robando camionetas en Nuevo León para llevarlas a pelear, camionetas de pasajeros son las ideales, el Cártel del Golfo le pone pegotes a sus camionetas con sus siglas, CDG, o bien una X en la parte trasera, andan uniformados estilo militar del desierto.

I Zetas continuano a rubare camion a Nuevo León per usarli negli scontri, i camion con sedili per passeggeri sono l'ideale, mentre il Cartello del Golfo mette degli adesivi sui propri camion con le lettere CDG (in spagnolo: Cartello del Golfo), o una X sul retro del camion, onde seguire lo stile dei militari del deserto.

Sebbene il livello di violenza nelle zone colpite vada crescendo parecchio, secondo alcuni cittadini le testate più diffuse (tra cui i quotidiani El Norte [sp] e Milenio [sp]) hanno mantenuto il silenzio sui molti scontri avvenuti in città, come fa notare RagePerez [sp]:

hahaha la noticia de la balacera de anoche ya esta en el norte hahhaha pero no dice NADA pff

hahaha la notizia degli spari della notte scorsa è già arrivata a nord però non dice NIENTE pffui

Usando l'hashtag #balacera (“sparatoria”), gli utenti di Twitter di Nuevo León e Tamaulipas si tengono informati in tempo reale sugli eventi, come ha fatto ArtG0n [sp] riguardo un'altra sparatoria avvenuta vicino all'Università di tecnologia Monterrey:

Llegando del Tec de Monterrey después de que no nos dejara salir la gente de seguridad porque se registró otra #balacera por garza sada.

Arrivo dall'università di Monterrey dopo che le forze di sicurezza non ci hanno lasciato uscire perchè c'era un'altra sparatoria ( #balacera) lungo il viale garza sada.

Tra i citizen media, Blog del Narco [sp] rilancia dal proprio account Twitter [sp] i “narcobloqueos” o i blocchi nelle vie e nelle strade:

NarcoBloqueo en salinas, saliendo de #Monterrey http://tweetphoto.com/20530881

NarcoBloqueo a Salinas, appena fuori #Monterrey http://tweetphoto.com/20530881

Gli utenti condividono anche le proprie testimonianze sugli eventi. La studentessa e blogger M1zAr [sp] si trovava nel campus dell'università di Monterrey quando due studenti laureandi sono rimasti uccisi in una sparatoria tra le forze armate e i narcotrafficanti. Sul suo blog personale, la ragazza descrive la situazione fuori dal campus [sp] e come sia riuscita a destreggiarsi nella confusione generale grazie a Twitter:

Empecé a twittear lo que había oído, más gente preguntaba que sabía y luego empezaron a twittear que había gente en el tec encerrada en biblioteca y que no los dejaban salir. Pasó más tiempo, ya eran casi las 2, y se empezaron a escuchar carros, la calle empezó a tener tráfico como si fueran las 10 de la noche, y les dije, miren ya los están dejando salir, igual y ya me puedo subir. Nos asomamos a la cochera otra vez, y vimos carros y carros pasar, rumbo a Garza Sada. Después empezamos a ver carros en contra, cuando se supone que Luis Elizondo es de un solo sentido. Entonces puse más atención, vi que había pasado un chevy, después un malibú, y en eso, veo que en sentido contrario pasan el mismo chevy y después el malibú. “Hey se están regresando. No quieren salir por Garza Sada de seguro” ni terminé de decir la frase, ya eran las 2am y se oyó otra serie de balazos. Obvio corrimos adentro, esta vez no duraron tanto como la primera.

Ho iniziato a scrivere in Twitter quanto avevo sentito, sempre più persone mi chiedevano cosa sapevo e poi hanno iniziato a rilanciare i messaggi per dire che c'erano persone chiuse nella biblioteca e che non potevano uscire. È trascorso altro tempo, erano quasi le due, sono arrivate molte macchine, la strada si è fatta affollata come se fossero le 10 di sera, e ho scritto che sembrava stessero per farli uscire, forse anch'io potevo uscire. Abbiamo guardato ancora nel parcheggio, abbiamo visto macchine e macchine passare, verso viale Garza Sada. Poi abbiamo iniziato a vedere macchine andare nella direzione opposta, ma viale Luis Elizondo teoricamente è a senso unico. Allora ho fatto più attenzione, ho notato una chevy e una malibu che passavano, poi dalla direzione opposta la stessa chevy ripassava e di seguito la stessa malibu. “Ehi stanno tornando indietro. Sicuramente non vogliono uscire da Garza Sada…” Non sono riuscita a finire la frase, erano le 2 del mattino, abbiamo sentito altri spari. Ovviamente siamo corsi dentro, questa volta non sono durati tanto come prima.

Dopo questo post dettagliato, M1zAr ha ricevuto consigli anonimi dai suoi lettori [sp] per proteggere la sua privacy ed evitare le minacce delle organizzazioni dedite al traffico di droga:

Linda, te sugiero cambiar tu perfil, quitar fotos, etc. ya embarraste hasta a tu novio con fotos y direcciones y todo sobre tu identidad, ahora eres vulnerable.

Dios los Bendiga…..

Cara, ti suggerisco di cambiare il tuo profilo, togli le foto, etc. hai già messo in pericolo il tuo ragazzo con le foto e tutte quelle informazioni sulla tua identità, ora sei vulnerabile.

Che Dio ti benedica…..

Suul'agenzia stampa indipendente SDP Noticias, anche Marifer Durán ha raccontato come ha vissuto [sp] il giorno degli scontri all'università di Monterrey. Ha commentato la crescente insicurezza nella città e le conseguenze sulla sua vita quotidiana:

¿Díganme que ruta ya no está literalmente mortal? Está muy mal esto la verdad, la libramos por segundos. Yo ya dejé de ir a antros, lugares masivos, y ¿ahora qué? Ya no puedo ni ir a casa de mis amigas. Ahora creo que viviremos encerrados, porque otra… yo no me arriesgo.

Ditemi, qual è il percorso migliore per evitare di essere colpiti? È davvero allucinante, ce l'abbiamo fatta per pochi secondi. Ho smesso di andare nei club, nelle strade principali, e adesso? Non posso più andare a casa dei miei amici. Ora credo che vivremo rinchiusi, perchè magari qualcun altro… non correrò altri rischi.

Diego Enrique Osorno, giornalista che ha pubblicato articoli sul traffico di droga in Messico, ha scritto quanto segue sul suo account Twitter [sp]:

¿Qué predomina en los periódicos: lo que se dice o lo que se calla?

Chi manovra i giornali: cosa viene detto e cosa viene messo a tacere?

Sul suo blog per il quotidiano Milenio [sp] Osorno ha condiviso un articolo in tre parti intitolato “El origen del Narco” [sp] (“Le origini del Narco”) che inizia da una storia di droga ripresa da un quotidiano pubblicato nello Stato di Sinaloa nel 1920.

Nel blog MtyBlog viene criticato un comunicato stampa del governo di Nuevo León emesso ad aprile [sp] in cui si citava l'affermazione del governatore Rodrigo Medina secondo cui “la sicurezza non è una priorità del governo”. In calce alla scehermata del comunicato, presto ritirato, l'autore del blog ha commentato:

Era inverosimil pensar que en nuestro estado alguien, quien sea, piense que la seguridad, la cual se ha perdido, no sea tema prioritario. La duda que a lo mejor nunca aclararemos es…¿Error de dedo o triste realidad?

Era inverosimile pensare che nel nostro Stato qualcuno, non importa chi, pensasse che la sicurezza, ormai inesistente, non dovesse essere una priorità. Il dubbio che forse non chiariremo mai è… errore tipografico o triste realtà?

1 commento

  • […] sta attanagliando il Nuevo Léon e Tampico, e investe la vita pubblica di tutti. Elena Intra ha raccolto in un unico post una serie di racconti dai blog sulla diatriba fra i cartelli e l’ondata di violenza, […]

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