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Mozambico: aiuti con il contagocce per via delle scarse capacità governative

Il Mozambico fa affidamento sull'aiuto in denaro di altri governi per incrementare il bilancio dello Stato e rendere così possibile l'erogazione di servizi legati alla sanità e all'educazione.

La relazione tra i Paesi “donatori” e il Mozambico, rimasto nelle mani di un forte partito che di fatto governa il Paese, ha avuto i suoi alti e bassi nel corso degli anni. D'altronde tali Paesi sono alquanto diversi, dall'Europa, al Nord America, all'Asia, e raramente hanno agito con unità d'intenti.

Dalla fine degli anni Novanta i Paesi donatori hanno ripetutamente richiesto le prove che chiarissero la misura dei miglioramenti nella “governance” – rispetto al livello della corruzione, delle responsabilità degli organi governativi e dell'applicazione delle leggi. Tali richieste sono state rivolte tramite documenti sottoscritti tra gli stessi donatori e il Paese africano.

Gli omicidi di due importanti esponenti impegnati in attività investigative sulla corruzione avvenuti nel 2000 [in] e nel 2001 [in] sono rimasti irrisolti. Il recente processo per appropriazione indebita per milioni di dollari di denaro pubblico, dove sono coinvolti i manager dell'aeroporto del Mozambico, un'impresa statale, non fa altro che ricordare la continua presenza della corruzione e vede implicate importanti cariche dello Stato.

Cooperazione internazionale allo sviluppo.Foto di Sida su Flickr con licenza Creative Commons

Eppure, questo va detto, finché la Svezia non decise di ridurre i propri contributi al budget mozambicano, molte delle tensioni tra i Paesi donatori e il governo locale erano rimaste nascoste al pubblico. Poi, le elezioni presidenziali dello scorso anno hanno acuito le tensioni quando i donatori hanno messo in dubbio il modo di gestire la tornata elettorale.

Joseph Hanlon, da anni esperto delle tematiche mozambicane, giornalista e professore alla Open University, dedica un'intera sezione del suo sito web a tali questioni, documentando il cosidetto “sciopero dei donatori” del 2010. Eccone uno stralcio [in]:

L'anno scorso i donatori che finora avevano sostenuto il bilancio del Mozambico (G19) hanno inviato due lettere al governo per chiedere rapidi cambiamenti nelle riforme legislative, nell'affrontare la corruzione, sui conflitti d'interessi e sulla sovrapposizione di fatto tra il partito Frelimo e lo Stato. Intanto i contributi economici sono stati sospesi. Il 5 febbraio 2010, Aiuba Cuereneia, ministro per la Pianificazione e lo Sviluppo e maggior negoziatore per il proprio governo con i Paesi donatori, ha inviato una lettera di replica al G19 nella quale ha esposto la posizione del suo governo e ha ammesso alcune mancanze […] I successivi negoziati avviati ai primi di marzo hanno portato all'accordo annunciato il 24 marzo e alla ripresa del flusso di denaro.

Edígio Vaz ha dato il via a un dibattito nella blogosfera locale [por] sulla recente interruzione dei rapporti tra le nazioni donatrici e il suo governo:

O maior problema do Governo, segundo os doadores, foi sempre o de ter aceitado as metas, indicadores de desempenho e objectivos negociados com os doadores no âmbito do PAP sem que contra eles apresentasse qualquer resultado tangível ou relatório de progresso circunstanciado, como acordado.

A demora, as manobras dilatórias, as desculpas, os relatórios generalistas e muitas vezes prolixos, contrastam com o avantajado estado quase capturado em que o Estado se encontra, pela gang cleprocrata incrustada aos vários níveis da gestão da coisa pública.

Secondo i Paesi donatori, il governo ha sempre accettato gli scopi, gli indicatori di successo e gli obiettivi negoziati con i donatori nell'ambito del PAP [Partnership per il programma di aiuto], senza però mostrare poi tangibili risultati o precise relazioni su tali questioni come era stato invece concordato. E questi comportamento è stato il maggior problema rilevato dai donatori.

I ritardi, le dilazioni, le scuse, e i rapporti esplicativi molto generici, sono ormai in contrasto con quella che sembra una presa dello Stato da parte di una gang di cleptpomani stabilitisi ai vari livelli nella gestione della cosa pubblica.

Vaz descrive le 18 pagine della lettera del governo ai donatori, come “un colpo sparato a salve”. Non manca però di biasimare anche i Paesi donatori [por]:

… A megalomania do grupo dos PAP foi manifesta, ao ponto de lhes ter entorpecido a inteligência, necessária para o discernimento entre factos, necessários para servir de base para a tomada de decisão.

… La megalomania del gruppo del PAP è stata tale da averne offuscato l'intelligenza. C'era bisogno di discernere i fatti prima di prendere delle decisioni.

Secondo Vaz, i Paesi donatori hanno punito il “nuovo” Frelimo, entrato nel governo dopo le elezioni di ottobre con la nomina di un nuovo primo ministro, impedendo al partito di avviare nuovi programmi sociali.

Ma i lettori hanno risposto a Vaz, ricordandogli che molti tra i Paesi donatori sono alle prese con una seria crisi economica. Zenaida Machado scrive [por]:

Em alguns países europeus há e haverá cortes drásticos de orçamento 2010/11 e que de certeza, irão afectar o OGE/2011 de Moçambique.

Mesmo assim, acho que esta ‘crise’ europeia veio mesmo a calhar e serve de castigo/lição para as nossas ‘instituições’ politicas e governamentais.

In alcuni Paesi europei ci sono e ci saranno drastici tagli ai bilanci nel periodo 2010/11 e sicuramente ciò influirà sul bilancio del Mozambico nel 2011.

Ciò detto, credo che questa “crisi” proprio per il momento in cui essa si è manifestata servirà come una sorta di punizione/lezione per il nostro governo e le istituzioni pubbliche.

C'è anche chi la prende in maniera divertente, come un vignettista dilettante scoperto da Carlos Serra, che ha disegnato i membri del governo del Mozambico che restano increduli davanti al “bancomat degli aiuti” [por].

Il ritardo causato quet'anno dalle negoziazioni sugli aiuti, secondo il governo del Paese africano, influirà sui servizi poiché per il bilancio 2010 si era fatto affidamento su quegli aiuti proprio quando era già in corso lo “sciopero dei donatori”. Comunque Vaz conclude così [por]:

De uma ou de outra forma, fica claro que as duas partes precisam de aprimorar os mecanismos de comunicação, diálogo político e acima de tudo, serem realistas nas decisões e compromissos que acordarem.

In un modo o nell'altro, è chiaro che entrambe le parti dovranno affilare i rispettivi meccanismi di comunicazione e di dialogo politico e, soprattutto, dovranno essere realisti al momento di prendere decisioni e assumere impegni.

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