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Sudan: bloccato per sei giorni il sito di monitoraggio sulle recenti elezioni

Il sito di monitoraggio sulle recenti elezioni, Sudan Vote Monitor [ar], è stato bloccato la settimana scorsa per sei giorni. L'organizzazione Reporters Without Borders ne ha denunciato [in] l'oscuramento richiedendo l'immediata e totale rimozione di tale blocco.

Sudan Vote Monitor è una piattaforma fondata dalla società civile locale utilizzando il software libero Ushahidi [in], per seguire l'andamento delle elezioni nel Paese. Il sito ha infatti consentito ai cittadini di segnalare eventuali irregolarità riscontrate durante le le fasi del voto.

Maggiori informazioni su questo progetto sono reperibili nell’intervista di Rebekah Heacock a Fareed Zein [in], direttore del progetto di monitoraggio sulle elezioni in Sudan.

I leader della società civile sudanese hanno accusato il governo [in] di aver impedito l'accesso al sito:

La settimana scorsa, i leader della società civile hanno puntato l'indice contro il governo per aver bloccato il sito indipendente Sudan Vote Monitor.

Il blog Save Darfur riferisce [in] che anche YouTube è stato bloccato in Sudan, dopo la pubblicazione di un video che testimoniava la presenza di manipolazioni all'interno dei seggi elettorali:

Parimenti, ci è stato segnalato che YouTube è stato oscurato in Sudan dopo la pubblicazione di un video che denunciava delle presunte irregolarità nei seggi elettorali dello Stato del Mar Rosso.

Nel mese di agosto 2009 Drima – un nostro autore sudanese – aveva scritto un articolo sull'oscuramento di Youtube [in] in Sudan.

Secondo il sito The Initiative For an Open Arab Internet [ar] la National Telecommunication Corporation (NTC) mantiene un'unità speciale con il preciso compito di filtrare le informazioni a cui gli internauti sudanesi possono accedere [ar]. Nel Paese l'oscuramento dei siti è iniziato nel 2003.

In Zimbabwe, nel 2007, il governo ZANU-PF aveva diffuso una lista nera di 41 siti web [in] tra i quali anche Global Voices Online. Nel 2008 Mohammed Keita segnalò l'oscuramento, in Etiopia, del sito del Comitato per la Protezione dei Giornalisti.

A settembre 2009 il sito della OpenNet Initiative aveva denunciato [in], sempre in Etiopia, il ricorso a un sitema di filtraggio che impediva l'accesso ai blog più popolari e ai siti Web di molte nuove organizzazioni.

Per una panoramica sulla censura nei confronti dei social web e di importanti siti Web 2.0, si può consultare questa mappa della censura online su Global Voices Advocacy [in].

Global Voices Advocacy [in] è un progetto di Global Voices Online mirato a costruire una rete globale anti-censura, sia per i blogger che per attivisti e a tutelare la libertà d'espressione e del libero accesso alle informazioni online.

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