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Summit di GV 2010: i citizen media nel contesto dell'India

(Articolo originale di Gaurav Mishra e tradotto da Davide Galati)

Ho spesso ribadito [in, come tutti i link che seguono] che quanto viene spesso ripetuto sul ruolo dei citizen media come veicolo per democratizzare l’informazione e mettere in discussione il modello di business tradizionale è valido solo negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale. Il rapporto tra i media mainstream e il giornalismo partecipativo è diverso per ciascun Paese.

Molti Paesi emergenti come la Cina non hanno un ecosistema di media tradizionali indipendenti e i media partecipativi, in particolare i blog, sono rapidamente diventati una fonte importante di notizie affidabili. D'altra parte, altri Paesi emergenti come l'India beneficiano al contrario di un ecosistema informativo molto vivace e tuttora prosperoso, nonostante l'importanza crescente dei citizen media.

Consideriamo i fatti. Meno di due terzi della popolazione indiana è alfabetizzata, circa la metà di questa legge i giornali, e la penetrazione dei quotidiani in lingua inglese è assai inferiore al 10%. Di conseguenza i giornali indiani, soprattutto quelli in lingua locale, continueranno a crescere, mentre cresce il numero di persone inserite nel percorso di alfabetizzazione e attivi nei maggiori ambiti economici.

C’è anche da dire che l’aspettativa rispetto alla penetrazione di Internet in India è per ora assai ridotta, lo sviluppo della banda larga è un fenomeno irrilevante e i contenuti web in lingue locali sono pressochè inesistenti. Anche i giovani indiani urbanizzati che parlano inglese e hanno accesso a Internet, spesso preferiscono ricevere notizie e accedere a sistemi d'intrattenimento tramite fonti tradizionali come stampa e TV.

Così, nonostante il fatto che i principali giornali e canali televisivi indiani, soprattutto quelli in lingua inglese, vadano attivando esperimenti di giornalismo online mediante progetti come IBNLive CJ  e iniziative di media sociali come NDTV Social e IBNLive Blaze, talvolta in modo significativo, non sono guidati dallo stesso senso di urgenza delle loro controparti internazionali.

Esiste tuttavia una piccola minoranza di giovani indiani appassionati di tecnologia che stanno cominciando a usare strumenti come i blog, Facebook, Twitter, Flickr e YouTube per creare importanti iniziative di giornalismo partecipativo.

Le iniziative dei citizen media in India possono essere classificati in quattro categorie:

1. Blog di notizie: Re-blogging, commenti, contestualizzazione o revisione delle notizie che vengono pubblicate sui media tradizionali. WATBlog, Medianama e Pluggd.in, per esempio, gestiscono notizie su info-tech/ telecomunicazioni / industria dei media in India. The Indian National Interest e l'ormai chiuso Mutiny, oltre a parecchi blog personali come India Uncut, si concentrano sulle principali notizie di attualità politica.

2. Blog che riportano notizie locali normalmente non coperte dai media tradizionali. Per esempio, il network Metroblogging, che ha pagine dedicate a Mumbai, Chennai, Bangalore e Hyderabad, si concentra sulle notizie relative agli eventi che accadono nelle città.

3. Blog che propongono il cambiamento, concentrati su una specifica causa o una tematica. Blank Noise Project, Pink Chaddi Campaign e Indian Water Portal Blog ne sono buoni esempi. Più frequentemente, tuttavia, le campagne di attivismo sociale sono nella forma di iniziative distribuite. Le iniziative del 2005 Mediaah vs. TOI e Gaurav Sabnis vs. IIPM, e quella del 2009 Chetan Kunte vs. Barkha Dutt ne sono buoni esempi.

4. Reportage delle crisi, con la scrittura in tempo reale sulle situazioni di crisi man mano che evolvono. Spesso sono iniziative innovative che riescono a trasportare i media partecipativi all'interno del giornalismo tradizionale, perchè spesso il citizen journalism riesce ad essere più veloce ed anche la fonte più esauriente/ interattiva di notizie su questo tipo di eventi. Esempi includono lo tsunami nel 2004 e l’attacco terroristico a Mumbai nel 2008. Mentre blog come TsunamiHelp e MumbaiHelp o piattaforme di giornalismo partecipativo come Allvoices, NowPublic, GroundReport, Instablogs e MeriNews hanno giocato un ruolo importante nel coordinamento di questi tentativi, che sono essenzialmente di tipo distribuito.

In futuro, la tecnologia dei cellulari giocherà un ruolo sempre più importante per i citizen media in India. Durante lo tsunami del 2004, i cittadini-reporter inviavano messaggi testuali di aggiornamente dalle aree colpite ai loro amici che avevano accesso a Internet, per poi riassumere e raccogliere questi messaggi di testo in post o wiki. Durante l'attacco terroristico a Mumbai avvenuto nel 2008, Twitter, che può essere aggiornato attraverso SMS, è diventata una delle fonti più importanti sulla crisi. Durante le votazioni del 2009 per la Lok Sabha [Camera Bassa], ho lanciato la piattaforma di monitoraggio sulle elezioni Vote report India, basata su Ushahidi e gestita in ambito di citizen media, attraverso la quale i cittadini possono segnalare i brogli elettorali attraverso SMS. Nel futuro, man mano che la tecnologia mobile sarà sempre più diffusa, vedremo un numero crescente di analisi sulla tecnologia mobile al servizio dei citizen media in India.

Gaurav MishraGaurav Mishra genera e alimenta comunità online come CEO della società di strategie di business sociali 2020 Social. In precedenza, ha studiato all'IIM a Bangalore, lavorato nel marketing presso Tata Group, insegnato media sociali alla Georgetown University come Yahoo! fellow nel 2008-09, e co-fondato la piattaforma di monitoraggio delle elezioni basata sul crowdsourcing Vote Report India.

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