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Premiato blog sulla letteratura africana in francese di autori locali emigrati

Reassi_Ouabonzi

Réassi Ouabonzi

La recente manifestazione Best of Blog Awards [en] ha conferito visibilità a una serie di affascinanti blog in 11 lingue diverse. Il secondo posto nella categoria Miglior blog in francese è andato a Chez Guangoueus [fr]. Come ci racconta nell'intervista che segue, dal 2007 l'autore, Réassi Ouabonzi, si occupa di letteratura africana e di autori locali emigrati all'estero dal punto di vista di un lettore, libro dopo libro. Nel tempo, Chez Guangoueus ha elaborato una guida online unica nel suo genere sugli scrittori africani della diaspora.

GV: In primo luogo, come nasce la decisione di aprire un blog che tratta di libri?

Da ragazzino sono stato un instancabile lettore, ho divorato ogni libro disponibile nel centro culturale francese a Brazzaville (Congo), dove vivevo allora. Sono nato in Francia da genitori congolesi, ho trascorso 18 anni in ciascuno dei due Paesi, e attualmente vivo in Francia. La lettura è un'attività che porta via tempo, l'ho abbandonata durante il mio corso di studi in Fisica. Poi, un giorno, ho visto Beloved (Amatissima), un film di Jonathan Demme tratto dall'omonimo libro del premio Nobel Toni Morrison [it]. È stata un'esperienza che mi ha scosso, tanto da decidere di leggere tutti i suoi libri. Mi ha riportato alla lettura.

Come mai ti sei concentrato sulla letteratura nera in francese?

Si tratta di una scelta ben precisa. Mi interessa leggere come le persone di colore si vedono e vengono rappresentate. Ho aperto un blog per documentare le mie letture, e ammettiamolo, anche perché è una realtà piuttosto violenta, non tanto per trovare risorse sulla letteratura africana o nera sulla Rete francofona, ad eccezione della rivista online Cultures Sud [fr].

Les écailles du ciel, di Tierno Monenembo.

Les écailles du ciel, di Tierno Monenembo

Quali sono le tendenze attuali della letteratura africana francofona?

Ho recensito autori di ciascun Paese africano, delle Antille francesi o in diaspora, letteratura nera in senso lato. Fammi pensare: in Congo si sta affacciando una nuova generazione di scrittori che si ispirano allo scrittore pluripremiato e intellettuale Alain Mabanckou [fr]. In Senegal, sono rimasto colpito dall'attuale comparsa (con tendenza in crescita) di scrittrici donne, sulla scia dell'autrice di best seller Marie Ndiaye [en].  Ho notato poi che gli scrittori del Camerun scrivono con la stessa immediatezza e l'energia un po’ “aggressiva” per cui sono famosi. Devo confessare che ho una certo timore reverenziale per gli scrittori nigeriani, come il grande Chinua Achebe [en]. Tra gli scrittori francofoni, potrei citarne parecchi: Abdourahman A.Waberi [fr] di Gibuti, Jimi Yuma del Congo, Patrice Nganang [fr] e Leonora Miano [fr] del Camerun… sono tutti nel mio blogroll.

Saisons Sauvages, di Kettly Mars (Haiti)

Saisons Sauvages, di Kettly Mars (Haiti)

Gli autori africani vincono regolarmente premi letterari francesi, ma la maggior parte delle tue scoperte sono totalmente sconosciute, invisibili nelle librerie francesi.

È assai arduo per la letteratura nera in Francia trovare non solo un editore, ma anche un lettore. Nell'Africa francofona pubblicare libri è un'attività non agevole da mettere in pratica, costosa e poco diffusa. Ma il problema è altrove. Noi africani occidentali possiamo scrivere e pubblicare i nostri punti di vista, ma dovremmo anche preoccuparci di leggerli. In qualche modo, gli africani si sentono a disagio nel leggere i libri che li riguardano. Cercano riferimenti altrove. Il mio blog offre visibilità agli autori: ho migliaia di visitatori al mese, di cui il 50% proviene dalla Francia metropolitana, il 30% dall'Africa occidentale..

Talvolta sul blog spiccano le tue “divagazioni” con recensioni di libri giapponesi o sudamericani, mai però di letteratura francese “bianca”.

Le passé devant soi, di Gilbert Gatore

Le passé devant soi, di Gilbert Gatore

La letteratura francese è troppo autoreferenziale. Non viviamo su questa terra per molto tempo: diamoci una mossa! Gli scrittori francesi bianchi sono ancora completamente ciechi in relazione a quelle che sono le sfide reali in Francia, sulla situazione dei giovani neri o arabi privati dei diritti nei sobborghi più poveri.

Trois femmes puissantes, libro vincitore di premi e best seller in Francia dell'autrice franco-senegalese Marie Ndiaye

Trois femmes puissantes, vincitore di premi e best seller in Francia, dell

Perché hai scelto questo titolo per il blog, “Chez Gangoueus”?

Ngangoué è il mio secondo nome congolese.  Considerando il mio retroterra africano e la mia cultura di estrazione francese e occidentale, ho cercato un riferimento per riflettere questo mio modo di essere, e ho aggiunto il suffisso us in riferimento a nomi della cultura latina come Brutus, Octavius o Britannicus. Gangouéus riflette le mia doppia identità.

Pubblichi sempre la fotografia della copertina del libro che stai leggendo, e la maggior parte delle volte su qualche mezzo di trasporto pubblico.

Perché è lì che leggo quei libri! Il lavoro è lavoro, la famiglia è la famiglia. Il tempo impiegato negli spostamenti da e verso il posto di lavoro a Parigi è diventato tempo utile per la lettura!

Les phalènes, di Tchicaya U Tam'Si

Les phalènes, di Tchicaya U Tam'Si

2 commenti

  • ANGEL OTERO

    tanti anni fa ho veduto per la tv qua in venezuela una intervista col laureato oceanografo e cientifico francese JACQUES CUSTEAU y, tra tante cose che lui ha esprimito diceva che L’UNICA MANIERA DI SALVARE AL UOMO E LA SUA SOPRAVIVENCIA SUL PIANETA TERRA ERA FARE DEL CONTINENTE AFRICANO UN VERO VERGEL DOBE, TUTTO IL CAPO DEL MONDO, penso é una vera realtá.

  • […] vi segnalo questa intervista di Global Voices con Réassi Ouabonzi, anima del blog Chez Gangoueus dal 2007, che ha ricevuto il secondo premio nella categoria […]

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