chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Stati Uniti, Russia e le spie del 2.0

Anna Chapman, foto dalla sua pagina Facebook

Anna Chapman, foto dalla sua pagina Facebook

L'arresto, il 29 giugno scorso [en, come tutti gli altri link tranne dove diversamente indicato] di 11 persone ritenute appartenenti ad una rete di spie russe (menzionati nei rapporti dell'FBI come gli “Illegali“) è diventato, negli ultimi giorni, l'argomento principale degli internauti russi. La figura di Anna Chapman, la ventottenne “giocatrice d'azzardo”, ha attirato molta attenzione. La discussione on line ha seguito diverse direzioni, oscillando tra un atteggiamento derisorio nei confronti sia delle “spie” che dei funzionari statunitensi e l'analisi delle possibili conseguenze nei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Tra gli argomenti toccati anche le immagini e i dati personali messi online dalla Chapman e il futuro delle operazioni di copertura nelle nuove condizioni di totale e virtuale “trasparenza” rese possibili oggi dall'utilizzo dei nuovi media.

Sebbene la notizia abbia fatto molto discutere, le fonti su come i fatti si sono svolti sono state scarse: solo Voce dall'America, servizio radiotelevisivo pubblico, ha garantito una copertura dal vivo con report dall'aula del tribunale [ru] attraverso la sua community LJ (golos_ameriki) e Twitter [rus].

La prima reazione dei blogger: l'ironia

Uno dei primi blogger a reagire agli arresti è stato l'utente di LJ nl, che ha pubblicato la scansione di un documento di denuncia e ha intitolato il suo post “Con spie come queste chi ha bisogno di nemici?” Il blogger si è preso gioco sia delle confessioni dell'agente dell'FBI Amit Kachhia-Patel, paragonando il suo rapporto adatto ad un sequel di serie B del film “Spie come noi,” sia dell'arretratezza tecnologica delle presunte spie.

fyysik ha continuato [rus], facendo riferimento al processo di trasmissione di messaggi codificati attraverso immagini :

Не исключаю, что специалисты ФБР оказались не менее продвинутыми, чем агенты СВР и в 2005-м году научились извлекать EXIF и прочие высокоценные вещи из джипегов.

Думаю, следующим шагом в технологическом соревновании спецслужб будет разработка по помещению и извлечению текстовых тэгов в mp3-шки.

Potrebbe anche darsi che gli specialisti dell'FBI si siano rivelati professionisti come gli agenti SVR (Servizio di Intelligence russo), e nel 2005 abbiano imparato come estrarre dati EXIF e altre cose altrettanto preziose da immagini in formato JPG.

Penso che il passo successivo nella competizione tecnologica tra servizi segreti possa essere una ricerca su come includere ed estrarre tag di testo negli MP3.

La natura surreale del processo alle “spie” e specialmente i dettagli di tale processo hanno ricordato [rus] ad alcuni blogger un caso del 2006. Il caso della “spy ring” scoperta a Mosca, definita anche “Storia della spia di pietra”.

Un altro modo di prendersi gioco dell'intera faccenda fa riferimento a Stirlitz, personaggio della Seconda guerra mondiale, spia sovietica nella Germania nazista. L'utente di LJ e-dikiy si è inventato uno sviluppo della storia adattata ai nostri tempi [rus]:

Штирлиц зашел во френдленту и глубоко задумался. Нет, про поездку в Швейцарию писать лытдыбр сегодня, пожалуй, не стоит.

Stirlitz aprì il feed e fece una riflessione: “No, credo che oggi non ci sia motivo di scrivere [sul blog] del mio ultimo viaggio in Svizzera.”

Discussioni sull'aspetto politico degli arresti

Uno dei blogger che ha discusso delle conseguenze degli arresti [rus] è stato Ivan Kurilla, storico delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, (utente LJ alliruk):

Вопрос: зачем арестовывать их 1) громко и публично и 2) сразу после визита в США Д.Медведева?

[…]

Вывод один: в США есть влиятельные круги, решившие испортить атмосферу российско-американского сближения. Раньше такие попытки были более заметны с российской стороны. Сегодня мы убедились в существовании американских противников сближения.

Вполне вероятно, что до России этим людям дела нет, – их цель – Барак Обама. Компрометация его достижений на российском направлении есть удар по президенту.

Una domanda: perché li hanno arrestati 1) pubblicamente e rendendolo noto 2) esattamente dopo la visita del presidente Medvedev negli Stati Uniti?

[…]

C'è solo una conclusione: ci sono gruppi influenti negli Stati Uniti che hanno deciso di rovinare l'atmosfera che sta caratterizzando il riavvicinamento tra Russia e Stati Uniti. In passato, tali tentativi erano tipici dei russi e provenivano dalla loro parte. Oggi abbiamo avuto la prova che anche in America ci sono oppositori al riavvicinamento tra i due Stati.

È probabile che queste persone non abbiano niente a che fare con la Russia e che il loro bersaglio sia Barack Obama. Screditando i suoi successi in direzione di rapporti rinnovati con la Russia si intende screditare la sua politica in generale.

Attenzione su Anna Chapman

Anna Chapman ha qualcosa della ‘star’ nell'intero affare ed è diventata oggetto di speculazioni varie, di odio ma persino di adorazione. La community di LiveJournal “Liberate Anna Chapman” [rus] è stata inaugurata di recente (sebbene non sembra avere attratto molti sostenitori).

L'utente LJ feeling_of_void ha analizzato il sito della Chapman domdot.ru, un portale di vendita di beni immobili. Secondo le statistiche, domdot.ru è sostanzialmente un fallimento con un pubblico giornaliero di circa 1.000 visitatori unici, dati che non reggono il paragone con altri siti web analoghi a Mosca. Secondo il blogger, dunque, tutto ciò che la Chapman metteva on line era solo una bufala.

‘Spie’ 2.0

Il caso di Anna Chapman e del suo ‘collega’ Mikhail Semenko è la rappresentazione di un nuovo tipo di “spie” – le “spie 2.0.” Entrambi usavano social networks (LinkedIn (profilo di Chapman, profilo di Semenko), Facebook, Odnoklassniki), entrambi conducevano una vita virtuale aperta e condividevano fotografie abbastanza rivelatrici di sé. In un commento all'intervista alla Chapman su YouTube [rus], l'utente Slinqshot ha posto questa domanda:

Зачем профессиональному шпиону светиться во всех соцсетях, где только можно?

Per quale motivo una spia di professione sceglierebbe di esporsi in tutti i network possibili?

La domanda mette a fuoco il cambiamento nel paradigma di operazioni di copertura nell'ambito dei mezzi di comunicazione sociale. Da filosofo, Alexander Morozov (utente LJ con il nome amoro1959) la mette in questo modo [rus], facendo anch'egli riferimento a Stirlitz (un simbolo nel mondo delle spie sovietiche):

человек, не имеющий присутствия в сетях, – ЯВНО ПОДОЗРИТЕЛЕН.
Наверное, “шпион”.
Иначе говоря, имейся во времена третьего рейха ЖЖ – Штирлиц, несомненно, вел бы дневник. О птицах. Как энтомолог-любитель. Допустим. А уж как любитель раритетных автомашин – это просто наверняка.

Una persona che non è presente nei social network è SICURAMENTE SOSPETTA.
Probabilmente, “una spia.”
In altre parole, se LiveJournal fosse esistito ai tempi del Terzo Reich, Stirlitz avrebbe certamente avuto un blog. Sugli uccelli. Come entomologo dilettante. Probabilmente. Oppure come appassionato di auto d'epoca – non c'è alcun dubbio.

2 commenti

unisciti alla conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.